Una tela lacerata, di un colore acceso o completamente bianca, con uno o più tagli al centro. Oppure una sequenza circolare di buchi e piccoli strappi sulla tela. Quando pensiamo a Lucio Fontana e al suo lavoro, in genere abbiamo in mente un’immagine ben precisa, simile a quella appena descritta. Ed è una sintesi artistica di estrema nitidezza, che nella nostra mente spesso riassume quello che è stato il lavoro lungo e incredibilmente diversificato di un uomo dall’intelligenza visionaria che ha percorso, creato, impersonato un gran numero di movimenti ed esperienze artistiche del Novecento, e che ha sperimentato nel corso degli anni i più svariati materiali e le tecniche più diverse tra loro. E proprio a questa varietà e alla prolificità di un artista eclettico e in costante movimento, vuole rendere omaggio una grande retrospettiva francese, la prima dopo tanto tempo, interamente dedicata all’esperienza rivoluzionaria e alla sorprendente produzione lunga una vita, quella di Lucio Fontana.

lucio fontana retrospettiva parigi

In questi giorni al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (MAM), proprio accanto al Palais de Tokyo, va in scena davanti ai nostri occhi lo spettacolo del lungo e vasto lavoro di Lucio Fontana in una retrospettiva tra le più grandi a lui dedicate, e la prima in Francia da quella del 1987 al Centre Pompidou.

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Si entra nella prima sala e ci si trova circondati da sculture e ceramiche. Ci colpisce la quantità, la varietà, il colore di un’incredibile produzione che risale a diversi periodi tra gli anni Trenta e Cinquanta, ed è probabilmente il frutto dell’esperienza che da giovane Fontana fece in Liguria presso lo studio del ceramista Tullio Mazzotti. E forse anche conseguenza del mestiere del padre, scultore di formazione e scultore funerario di professione, che lo avvicina a sperimentare materiali e gesti a lui familiari. Alla ceramica classica, alle figure e ai colori tipici della nostra tradizione, Fontana aggiunge però un movimento, un’anima fluida, crea figure completamente nuove. Le sue ceramiche sono attraversate da fenditure, sono lucidi grumi di materia in movimento.

lucio fontana retrospettiva parigi

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Volti di donne, enormi guerrieri, alligatori, ragazze sedute, queste le creature che popolano il parco del suo immaginario, e sono le sculture che accolgono i visitatori nelle prime sale, che sorprendono per il loro costante aspetto di creature in movimento, sul punto di espandersi nello spazio circostante, sfuggire al piedistallo che le ospita, crescere in volute barocche  fino al soffitto. Per chi è abituato al rigore della ricerca informale e spazialista del Fontana più famoso, quello delle tele lacerate e bucate del grande ciclo Concetto spaziale, queste sculture sono una novità, riposizionano nella nostra mente l’immagine che abbiamo di Fontana e ci ricordano che, nonostante le sue ricerche proseguissero senza sosta, e le sperimentazioni con materiali e tecniche sempre diversi non smettessero di impegnarne la mente e il tempo, non rinunciò mai a ritrarre il mondo con le forme che conosciamo, alla figuratività che come una vena sotterranea qua e là riaffiora in superficie.

lucio fontana retrospettiva parigi

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Si prosegue e la nostra strada si sdoppia: possiamo decidere se immergerci da subito in uno dei suoi periodi più riconoscibili, nel suo ciclo dedicato ai Concetti spaziali, dei “Tagli”, dei “Buchi”, degli olii su tela, sgargianti giochi di luce cosparsi di vetri colorati e delle grandi tele del periodo informale, o se proseguire costeggiando enormi sculture sferiche, le installazioni metalliche del ciclo Nature, arrivando ad alcuni dei suoi lavori più celebri, fino a intravedere in fondo la sua produzione più tarda, degli anni Sessanta, in cui la dinamica delle fenditure e delle spirali di fori sulla tela si applica a materiali differenti, a tele che non sono più tele ma lastre metalliche dalla forma di enormi uova, che compongono la Trinità.

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Ugo Mulas ritrae Fontana nel suo atelier, durante la produzione del ciclo L’Attente

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Ugo Mulas ritrae Fontana nel suo atelier, durante la produzione del ciclo L’Attente. Dettaglio.

Prima di giungere alla sua produzione più recente e agli ultimi lavori del ciclo delle Attese, ci colpisce mentre camminiamo una serie di immagini in bianco e nero, un reportage fotografico firmato Ugo Mulas che coglie l’attimo del processo creativo di Fontana, ritratto nel momento in cui è in piedi, solo di fronte alla grande tela immacolata. Noi lo vediamo di spalle, le maniche leggermente arrotolate, poi in sequenza mentre solleva un braccio, subito dopo la mano cala sulla tela, che si flette visibilmente sotto la punta di un oggetto tagliente, fino a lacerarsi e a far apparire finalmente lo spazio che si cela dietro, una riga di spazio nero.

DOVE & QUANDO

Lucio Fontana. Rétrospective. MAM, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, 11 Avenue du Président Wilson, 75116

25 aprile – 24 agosto 2014, martedì – domenica dalle ore 10.00 alle 18.00, ingresso 11 € intero.

Photo credits Angela De Gregorio