Dulwich

Se uno avesse l’occasione di andare a Londra per un paio di giorni, magari in viaggio di lavoro, o per vedere un concerto, o invitato a un matrimonio, e avesse a disposizione una sola giornata per visitare la città, avrebbe a mio parere due alternative: o salire su uno di quei bus che fanno il giro delle principali attrazioni turistiche, oppure andare a Dulwich.

Dulwich, zona sud-est non lontana da Brixton se non in termini ideali, è un condensato di inglesità su una superficie relativamente limitata, e quindi facilmente percorribile a piedi. Tranne forse lo shopping e la vita notturna, per il resto potete trovare tutto quello che Londra offre, ma senza la folla e le distanze della grande metropoli, e purificato dalle piccole brutture che il caos della capitale comporta.

Tutte le istituzioni tipologiche della città inglese sono rappresentate in una linda immagine di perfezione. Ci sono le casette, i cottage, le stradine, i negozietti, la chiesetta. C’è un Museo che certo non è il British o la National Gallery, ma è comunque il primo museo pubblico aperto a Londra, e contiene perle di altissima qualità; tra le firme nel registro dei visitatori sono state trovate anche quelle di Monet e Pissarro, tanto per intenderci. C’è il Cimitero, oasi di pace (eterna – ma anche temporanea), con le punte della cancellata a forma di piccole urne (gli inglesi: ironici anche sull’argomento ultimo, quello meno umoristico di tutti).

C’è il Parco, col suo laghetto, le anatre, la caffetteria, e una casetta del custode da far invidia a quella di Biancaneve a Disneyland.

E infine, naturalmente, c’è il Pub. Questo pub. Lo frequentava un certo Dickens. Se come inglesità non vi basta…