L’Italia e l’Amore visti da Ernest Van Der Kwast

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ISBN Edizioni ci ha abituato bene. Scrittori emergenti e freschi, storie che si leggono tutte d’un fiato, umorismo pungente, paesi esotici. Ecco paesi esotici. Deve apparire esotica questa nostra cara Italia all’olandese di origini indiane Enerst Van der Kwast. Il suo libro precedente, Mama Tandoori, pieno zeppo di humour, ci raccontava sua madre, vitale e ingombrante e con lei la sua terra d’origine, l’India appunto, con le sue contraddizioni, le sue stranezze, il suo fascino.

E chissà che Ernest non sia rimasto affascinato dal nostro paese per gli stessi motivi che lo legano al suo. Una terra piena di contrasti, tra bellezza e scelleratezza, tra equilibrio e caos. Quella di Ernest con l’Italia è una storia d’amore. Se il suo primo libro partiva dall’infanzia e ci parlava di famiglia e di crescita, stavolta, con L’ombelico di Giovanna, Ernest ci racconta un momento diverso della storia di ogni uomo. Forse il più importante.

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L’amore. Quello che riempie la vita e allo stesso tempo distrugge e umilia. Quello dal quale non puoi fuggire. Quello dal quale, sempre, in ogni caso, devi ritornare. L’amore romantico. Pensavate che non esistesse più, vero? Pensavate che gli scrittori si fossero stancati di raccontare cosa muove il mondo, perchè quello che muove il mondo è cambiate

L’ombelico di Giovanna ci dimostra che un mondo dove l’amore regge le falde pesanti del tempo esiste, almeno nelle pagine dei libri ben scritti. Siamo in Puglia, è l’Estate del quarantacinque. La rinascita, per Ezio, sta in un piccolo buco nero, che insieme racchiude l’orizzonte e il futuro. E’ l’ombelico di Giovanna, lasciato scoperto da uno strappo nel costume intero, quando i bikini non esistevano ancora. Poi, la catastrofe. Giovanna lo respinge. Da quel rifiuto avrà origine la fuga di Ezio, che, come ogni eroe romantico sa, perchè ce l’ha scritto nel destino, non potrà che finire proprio lì dove è cominciata.

Le seconde occasioni a volte hanno la forma di una struggente lettera d’amore.