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Livia Ferri. Intervista e uno sguardo in anteprima sul nuovo singolo, Dots.

Il cantautorato “rosa” di questi anni si è copiosamente rinverdito di nuove gemme sgargianti. Livia Ferri, per esempio, classe 1986, songwriter romana che nel suo nuovo album ci introduce in un’intimità immediata e genuina. Affinità elettive? Con Thony (con cui ha anche collaborato), con Aimee Mann e My Brightest Diamond. E un legame emotivo indissolubile con artiste come Björk, Feist, Ani DiFranco: «La loro espressività nei testi e nella musica mi emoziona molto. Comunque, non paragono il mio lavoro a quello di queste dee della musica», ci racconta Livia.
Realizzato grazie a un progetto di crowfunding, A Path Made by Walking uscirà a novembre, ma nel frattempo ci accompagnerà per tutto il 2015 (nell’intervista che segue scoprirete in che modo!). Il 14 aprile arriva Dots, il terzo brano.
Abbiamo fatto una bella chiacchierata con Livia, che ci ha rivelato il suo universo di emozioni e la sua musica. Mettetevi comodi per leggere l’intervista e dare un’occhiata alla copertina Dots in anteprima per Cosebelle?

Cosebelle: L’idea di rilasciare le tracce del tuo nuovo album una alla volta, ogni 45 giorni, coprendo l’arco di un anno intero, ci incuriosisce. Insieme all’artwork di Martha Ter Horst, catalizza l’idea che ispira il titolo del disco – da un illuminante verso di Machado: «Si fa il cammino camminando». In che direzione ti sta portando questo sentiero in divenire?
Livia Ferri: Non so dove mi stia portando, ma sto cercando di seguire la mia direzione, di scoprirmi e seguirmi, e di non chiedermi dove tutto questo mi porterà. Finora sono più che contenta di vivere questo mio cammino, mi sento sempre più intera. Ecco, spero che mi porti verso la consapevolezza della mia interezza.

CB: E le canzoni di A Path Made by Walking sono, appunto, le tappe di questo percorso personale, con cui costruire un passo dopo l’altro, senza fretta, una strada unica e individuale. In un’ottica più ampia: musicalmente parlando (ma non solo), quali sono state le pietre miliari del tuo percorso artistico?
LF: Sono le persone, gli incontri che ho vissuto, da lontano e da vicino. In ambito musicale mi hanno dato molto il tour con Thony; l’incontro con Marzia Bulli (titolare dell’etichetta BUM con cui lavoro), con Mimes of Wine, con Leonardo Milani; l’incontro emotivo con Ani DiFranco, Björk e Feist. Ma anche quello con tante altre persone estranee all’ambiente: chiunque può farci crescere artisticamente, creativamente e umanamente. Basta che ci siano un incontro, un ascolto, uno scambio.

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La copertina di Dots in anteprima

CB: In Dots il tuo approccio schietto e sincero riprende l’intimità diretta e molto blues dei tuoi lavori precedenti. Versi come: «So, I guess I had to go through all this shit to man up and grow older» sono un vero knock-out. Come vivi, da songwriter, il possibile impatto sul tuo pubblico dei versi con cui esorcizzi i tuoi demoni personali?
LF: Spero sempre che ciò che scrivo possa smuovere qualcosa nelle persone. Io mi sorprendo e mi emoziono nel riconoscermi nei versi scritti da altri, imparare dalle loro esperienze, anche lontane nel tempo e nello spazio: è una magia. Alcune cantautrici, e molte canzoni, mi hanno insegnato lezioni fondamentali. E anch’io spero di poter offrire a chi mi ascolta l’opportunità di scoprirsi e capirsi.

CB: A 25 anni ti sei diplomata in songwriting, hai una formazione musicale molto solida. Molto marzullianamente, ti domando: secondo te, l’immediatezza – quella con cui tu ci porti in punta di voce e chitarra su un sentiero guidato dall’emozione – è un talento naturale o una conquista?
LF: Credo possa essere entrambe le cose. Io ho una passione per il minimalismo, l’essenzialità, ma è anche una ricerca costante. Raggiungere la maggiore potenza emotiva ed espressiva con il massimo della semplicità, questa è l’immediatezza per me. È anche una questione di gusto: il talento è qualcosa da coltivare, da nutrire e controllare, da proteggere e far crescere. Se mancano queste cure, se mancano curiosità, ricerca e amore, il talento muore, si disfa, viene spazzato via. Può esistere da sempre, ma devi conquistarlo.

Livia Ferri ci aspetta a Roma con due live: il 9 aprile al The BlackSmith e l’11 al Pierrot Le Fou. Trovate tutte le date del suo tour su: liviaferri.org dove potete anche ascoltare i pezzi già usciti del disco.