20120205-100822.jpg

“Siamo donne oltre le gambe c’è di più…”

Cantavano Sabrina Salerno e Jo Squillo nel Sanremo 1991. E con questo motivetto in testa mi metto a spulciare il sito di Lise Sarfatti.
Mi accorgo subito che la canzone non c’entra niente con il suo lavoro ma ormai mi rimane in testa. Sfoglio il sito come se avessi tra le mani un bel libro di fotografia e già dalla terza immagine il messaggio è così chiaro che potrebbe sembrare scontato, ma allo stesso tempo è una meraviglia perché senza troppe argomentazioni o spiegazioni ti perdi nei mondi fotografati, ti immedesimi nelle donne immortalate, un po’ come, permettetemi la citazione, “se la vita fosse un film”. Tanto più che tutti gli scatti sembrano fermi immagine di una storia in corso.

20120205-100929.jpg

20120205-100956.jpg

20120205-101020.jpg

20120205-101128.jpg

Infatti la fotografa francese, ma americana di adozione, ha come nucleo portante del suo lavoro le donne, l’ambiente culturale e sociale di appartenenza e i suoi mentori sono non a caso registi come Robert Bresson, David Lynch e John Waters. Poi, lei stessa in un’intrvista ci tiene a precisare: “le mie foto sono come brevi film, piccole storie. Nelle mie immagini c’è anche qualcosa che parla della vita e della identità delle donne. In genere mi piace ispirarmi al quotidiano e le ragazze sono ritratte realmente nelle loro case o nei negozi che frequentano di solito, o nei loro giardini.”

20120205-103359.jpg

20120205-103423.jpg

20120205-103447.jpg

Il suo lavoro è diviso in sei serie di fotografie, tutti progetti work in progress iniziati e non ancora conclusi o spesso elaborati in contemporanea ad altri. Come è il caso di SHE un lavoro durato quattro anni, ora in mostra presso la galleria Brancolini Grimaldi fino al 17 marzo 2012.