La dolce radice che toglie la sete.

Avete mai succhiato un bastoncino di liquirizia?
È un’immagine così anni ’70 che forse alcune di voi non l’associano a ricordi particolari.
Masticare quel legnetto in effetti non è proprio indicato per i bambini, ai quali l’assunzione della liquirizia è sconsigliato, ma era una sorta di emulazione dei grandi che ci dava un certo… aplomb!
Da quando è entrata in vigore la legge antifumo la gestualità del tronchetto marrone tra le labbra, come surrogato alla sigaretta, è addirittura triplicato.

Le proprietà della liquirizia sono ovviamente conosciute da millenni: è stata ritrovata fra i tesori della tomba di Tutankhamon, Alessandro Magno la somministrava alle sue truppe nelle traversate del deserto, in Asia viene comunemente usata nella medicina tradizionale come rimedio per la tosse e per l’asma.
Il principio attivo più importante della liquirizia è la glicirrizina che le conferisce un’azione antinfiammatoria e antivirale.
Ha inoltre un effetto blandamente lassativo, saziante e soprattutto un’azione ipertensiva.


La liquirizia è una pianta, della famiglia delle leguminose, di cui consumiamo la radice essiccata o i prodotti della lavorazione dell’estratto sottoforma di dolciumi.
Una delle migliori al mondo cresce in Calabria, in particolare lungo la costa ionica, e a Rossano Calabro ha sede una delle più antiche fabbriche di liquirizia, quella delle famose scatoline di metallo.


Il colore della polvere di liquirizia, usata nella preparazione di liquori, gelati e altre ricette tipiche, è marrone chiaro; è infatti la melassa che si aggiunge alla sua lavorazione che le dona il caratteristico colore nero.
Qui potrete trovare dei fantasiosi utilizzi in cucina firmati da grandi chef.

A proposito di fantasia, l’industria alimentare si è davvero sbizzarrita nel proporre la liquirizia nei prodotti più svariati: dai dolciumi dalle forme più svariate (rondelle, confetti, mentine, ma anche penne, rigatoni, fusilli e bucatini nerissimi!), alla liquirizia salata tipica dei Paesi nordici (la finlandese Salmiakki); al suo impiego nell’aromatizzazione di pasta di semola, liquori, birra, sale e addirittura acqua di colonia, shampoo e dentifricio.
E poi dicono che la liquirizia macchia il sorriso…
Attenzione invece all’assunzione prolungata: altamente sconsigliata a chi soffre di pressione alta, alle mamme in attesa e in allattamento.