Natale Bello

Se siete di quelli per cui il Natale è una vera cosabella, sarete senz’altro d’accordo con noi nel dire che dura sempre troppo poco. Lo aspetti più o meno 360 giorni all’anno e poi… cenone e brindisi della Vigilia, spacchettamento selvaggio sotto l’albero ed è già volato via. Quello è il momento di non farsi prendere dalla malinconia e, plaid e tazza di thè alla mano, di affidarsi ad un bel libro. Ma per i libri, come per tutto il resto, c’è un momento giusto, e per aiutarvi non sbagliare vi raccontiamo quali sono, secondo noi, i libri da leggere nelle vacanze di Natale.

Se ne avete qualcuno da aggiungere, scrivete i vostri consigli nei commenti!

GIULIA ZOAVO, contributor graphic design, ha scelto “Il libro delle risposte”  di  Carol Bolt

“Sii curioso… e va’ avanti”

Da leggere nelle vacanze di Natale perché, con l’anno nuovo alle porte, vi verranno mille dubbi. Perché ogni tanto è bello credere nella magia. Perché vi farà ridere tanto, intorno a un tavolo, davanti a una cioccolata. Perché, anche se tutti i libri danno risposte, questo ne dà un po’ di più. Perché, a differenza del vostro fidanzato, dopo le feste potrebbe rispondere, quando chiederete se siete ingrassate, “Assolutamente no”.

ILARIA FRIGENI, autrice della rubrica “CONCEPT STOR(I)ES”, ha scelto “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez

Fece costruire a sua moglie una stanza da letto senza finestre in modo che i pirati dei suoi incubi non avessero da dove entrare”. “Pensò confusamente, intrappolato alla fine nel morso della nostalgia, che forse se l’avesse sposata sarebbe stato un uomo senza guerra e senza gloria, un artigiano senza nome, un animale felice”. “Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell’istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent’anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra”.

Da leggere nelle vacanze di Natale perché non c’è momento migliore dell’anno per scoprire la storia di una famiglia, lontana nel tempo e nello spazio dalle nostre, ma così viva e reale da risultarci magicamente vicina.

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IRENE ANDREETTO
, contributor dalla Svizzera e autrice della rubrica di danza, ha scelto “Strawberry Fields” di Marina Lewycka

“Gli uomini inglesi sono incredibilmente romantici. Una famosa leggenda racconta di un uomo che, sfidando la morte, si arrampicò fino alla finestra dell’amata, solo per offrirle una scatola di cioccolatini.”

Da leggere nelle vacanze di Natale perché è un buon mix di speranza, umorismo e amara realtà tipico della lotta alla sopravvivenza (in questo caso di un gruppo di lavoratori stranieri che si trovano ad affrontare la vita nei campi della misteriosa Inghilterra) ma anche dell’amore per la vita.

CARLOTTA FAVARON, contributor moda, ha scelto “Molto forte incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer

“Oskar: Ma è la verità, perché non devo dire la verità? Non hai il diritto di essere illogica, ci dev’essere un senso…
Linda: Non tutte le cose hanno un senso, Oskar…
Oskar: Ci dev’essere un senso… Sei stupida, stupida… sei solo una stupida, è totalmente senza senso, è solo una bara, una cassa vuota!
Linda: Lo so che è una cassa vuota, lo so molto bene, ma l’ho fatto per me e l’ho fatto per te, perché potessi almeno provare a dire addio a tuo padre, perché se n’è andato, Oskar, se n’è andato e non tornerà più, mai più. Non lo so perché un uomo ha schiantato un aereo in un grattacielo e non lo so perché mio marito è morto, ma per quanto ti sforzi, Oskar, tutto questo non ha senso e non potrà mai averlo! Non avrà mai senso.
Oskar: Vaffantubo, tu non sai niente!”

Da leggere nelle vacanze di Natale perchè si sa che a Natale siamo tutti più buoni e con l’animo gentile ed incline ci sentiremo ancora più vicini a tutti i personaggi, capaci di sbagliare e allo stesso tempo amare, di desiderare la felicità e razionalmente fuggirla, proprio come tutti noi. Un romanzo coinvolgente, commovente e a tratti anche ironico e allo stesso tempo amaro.

ANGELA DE GREGORIO, contributor arte ha scelto “L’uomo che ride” di Victor Hugo

“Aveva delle ricette. Guariva la bruciature con lana di salamandra, la stessa di cui, secondo Plinio, era fatta una salvietta di Nerone. Ursus possedeva una storta e un matraccio; compiva trasmutazioni; vendeva panacee. Si raccontava che una volta, avendogli fatto l’onore di scambiarlo per un pazzo, lo avevano rinchiuso per un po’ di tempo a Bedlam, ma che lo avevano poi rilasciato quando si erano accorti che era solo un poeta. Questa storia probabilmente non era vera; tutti noi andiamo soggetti a simili aneddoti. […] Ursus eccelleva nel soliloquio. Temperamento selvatico ma chiacchierone, non desiderando vedere nessuno, sentiva però il bisogno di parlare, perciò aveva finito col parlare a se stesso. Chiunque abbia vissuto da solo conosce la perfetta naturalezza del soliloquio. La parola interiore prude. Arringare lo spazio è uno sfogo. Parlare da soli a voce alta è come parlare con il dio che abbiamo dentro di noi. Così faceva Socrate, lo sappiamo bene. Anche Lutero si teneva delle prediche. Ursus apparteneva alla schiera di questi grandi uomini. Aveva il talento ermafrodita di essere il proprio uditorio. Si faceva delle domande e rispondeva; si esaltava e poi si copriva d’insulti. Fin sulla strada lo sentivano parlare dentro il baracchino. La gente, che ha un modo tutto particolare di apprezzare gli uomini di valore, diceva: è un idiota.”

Da leggere nelle vacanze di Natale perché è un bellissimo romanzo poco conosciuto di Victor Hugo, che ha ispirato non pochi adattamenti e personaggi cinematografici (tra cui anche Joker nel suo aspetto esteriore). Un romanzo in cui c’è tanta neve e fa molto freddo, e questo potrebbe essere il momento dell’anno perfetto per leggerlo.

ARIANNA GIANCATERINA, contributor tutorial, ha scelto “Siamo nati e non moriremo mai più. Storia di Chiara Corbella Petrillo” di Simone Troisi&Cristiana Paccini

“Carissimo Francy,
oggi compi un anno e ci chiedevamo cosa poterti regalare che potesse durarti negli anni e così abbiamo deciso di scriverti una lettera. Sei stato un dono grande nella nostra vita perché ci hai aiutato a guardare oltre i nostri limiti umani. Quando i medici volevano metterci paura, la tua vita così fragile ci dava la forza di andare avanti. Per quel poco che ho capito in questi anni posso solo dirti che l’Amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto d’amore, viviamo per amare e per essere amati, e moriamo per conoscere l’amore vero di Dio. […] L’amore ti consuma ma è bello morire consumati proprio come una candela che si spegne solo quando ha raggiunto il suo scopo. Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna. Se starai amando veramente te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono. Come dice San Francesco: il contrario dell’amore è il possesso! Noi abbiamo amato i tuoi fratelli Maria e Davide ed abbiamo amato te sapendo che non eravate nostri, che non eravate per noi e così deve essere tutto nella vita, tutto ciò che hai non ti appartiene mai perché è un dono che Dio ti fa perché tu possa farlo fruttare. Non scoraggiarti mai, figlio mio, Dio non ti toglie mai nulla, se toglie è solo perché vuole donarti tanto di più. […] Sappiamo che sei speciale e che hai una missione grande, il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada a seguire se gli aprirai il cuore… Fidati, ne vale la pena! Mamma Chiara e papà Enrico”
(Lettera di Chiara ed Enrico al figlio Francesco, scritta in occasione del suo primo compleanno, il 30 maggio 2012)

Da leggere nelle vacanze di Natale perché… certe storie sorprendenti e, soprattutto, certi personaggi dalla vita eroica e commovente non esistono solo nei romanzi. Questa è una storia vera, la testimonianza di una vita di sofferenze assaporata con gioia e amore. E’ il racconto di una morte che, senza volerlo, ha lasciato speranza, ovunque. Questo è un libro per chi è convinto che non conti quanto sia lunga la nostra esistenza per dare il massimo, per amare veramente, per prendere scelte poco condivisibili dalla cultura dominante. Anzi, questo libro è soprattutto per chi non è convinto proprio di nulla su questa Terra e chi è in cerca di risposte. Fidatevi, ne vale la pena!

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MARTA BENVENUTO, autrice delle rubriche su libri e cinema ha scelto “Middlesex” di Jeffrey Eugenides

“Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960, in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell’agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan”.

Da leggere durante le vacanze di Natale perchè, come diceva Tolstoj,  “Tutte le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice invece è infelice a modo suo“. Quale occasione migliore del Natale per scoprire i piccoli segreti di famiglia? Eugenides con Middlesex ci spinge a tirar fuori gli scheletri dall’armadio, e dare una bella pulita.

GIULIA CAROLINA RIZZI, contributor cucina, ha scelto “L’alchimista” di Paulo Coelho

“L’Amore è la forza che trasforma e migliora l’Anima del mondo. Quando, per la prima volta, sono riuscito a penetrarla, ho creduto che fosse perfetta. Ma poi mi sono accorto che era un riflesso di tutte le creature, e che aveva le sue guerre e le sue passioni. Siamo noi che alimentiamo l’Anima del Mondo: e la Terra su cui viviamo sarà migliore o peggiore, se noi saremo migliori o peggiori. E’ qui che entra la forza dell’Amore, perché quando amiamo desideriamo sempre essere migliori di quanto siamo.” 

Da leggere nelle vacanze di Natale perché è un libro che regala un insegnamento per niente banale, è una favola, un viaggio spirituale che aiuta a capire quanto sia importante ascoltare il nostro cuore. A Natale e sempre.

VINCENZA GUGLIELMI, autrice della rubrica “Carosello“, ha scelto “Il diario di Jane Somers” di Doris Lessing

“La mia vita fino al momento in cui Freddie cominciò a morire era una cosa, poi diventò un’altra. Fino a quel momento mi ero considerata una brava persona: come tutti, voglio dire, questo lo so. (…) Ora so che non mi ero mai posta la domanda di come fossi in realtà, che avevo solo preso in considerazione il giudizio degli altri”

Da leggere durante le vacanze di Natale perchè è un grande libro di una grande scrittrice da poco scomparsa. Un libro intenso che apre la strada a domande, riflessioni, analisi intorno alla vita, alla vecchiaia e alla morte. Temi a cui vale la pena dedicare un pò di tempo soprattutto  prima di metterci in cammino per il nuovo anno.

IOLANDA VERRI, autrice della rubrica “LEGGERE LEGGERO”, ha scelto “A volte ritorno” di John Niven

“La mattina dopo. Gesù esclama: – State scherzando? – Distoglie lo sguardo dal padre e si gira verso Pietro. – Sta scherzando, vero? Io… Papà, cosa ti aspetti che combini laggiù?”

Da leggere nelle vacanze di Natale perché è irriverente, dissacrante, commovente, ma soprattutto divertentissimo. Va al di là di ogni schema e, superata l’indignazione per qualche volgarità, ci farà ridere fino alle lacrime e riflettere su quanto poco “facciamo i bravi”.

E ha anche scelto “Me parlare bello un giorno” di David Sedaris

“Quando ci chiedevano cosa volevamo fare da grandi, invece della verità noi snocciolavamo una lista delle figure professionali che da grandi avremmo voluto portarci a letto. «Il poliziotto, il pompiere…»”.

Da leggere nelle vacanze di Natale perché è un ritratto spensierato e ironico di una famiglia strampalata come tante. Spaccati di quotidianità raccontati in chiave comica. Esilarante e intelligente.

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GIADA ZAMPIERI, autrice della rubrica “WALKING IN MY SHOES” ha scelto Dove il vento grida più forte” di Robert Peroni

“Qui la solitudine è assoluta: l’immensità del territorio produce un silenzio assordante, e l’uomo è sovrastato dalla maestosità della natura. E’ una solitudine che può essere tanto terrificante quanto meravigliosa, perché rende più accorti: le orecchie si tendono ad ascoltare i rumori, anche più lievi, e lo sguardo si apre ad ogni più piccolo dettaglio. Per diversi mesi l’anno in questa terra l’udito si sintonizza sul sibilo del vento o della neve, nient’altro: questo può anche spaventare, ma offre la possibilità di percepire molto di più, di entrare in uno stato fisico e psichico completamente nuovo. Il soffio del vento inizia così a diventare musica, a raccontare le storie dell’altopiano. […]”

Da leggere durante le vacanze di Natale perché Robert Peroni è un inuit “adottivo” e aiuta da anni la popolazione della Groenlandia a non farsi sfruttare dal turismo di massa che imperversava in questa terra negli anni Ottanta. E’ un libro che ti mette voglia di avvicinarti alla natura più pura, tanto ostile quanto meravigliosa.