Ci sono tutti:  Shigeru, Tadao, Odile, Renzo, Santiago, Massimiliano, Norman, Frank, Rem, Kazuyo, Zaha… Eppure non è l’ultima collana su “I grandi architetti” che “non può mancare nella tua biblioteca. Da sabato il primo numero in regalo con il quotidiano. Richiedilo in edicola!”

Se studi (o hai studiato) architettura e affini, gli uomini e le donne protagonisti di LESS OR MORE, non li conosci semplicemente in quanto personalità di rilievo del settore. A forza di acquistare monografie, studiarne i dettagli costruttivi o visitare le loro mostre (e Biennali) è quasi naturale arrivare a considerarli compagni di vita, al pari dell’amica/o con cui dividi (o hai diviso) giorni e notti tra disegni, render e plastici. E forse è stata questa l’intuizione dell’ideatore o degli ideatori di quella che, probabilmente, è una delle pagine facebook più condivisa delle ultime 24 ore: farli parlare come parliamo noi, di quello di cui parliamo noi.

La formula è quella del ritratto in b/n su fondo nero con citazione di rito. La sorpresa sono i contenuti: nessuna dichiarazione ad effetto da ripetere in sæcula sæculorum, ma confessioni a cuore aperto, al limite del paradosso spazio-temporale e in cui in molti si possono ritrovare. Mai siamo stati così simili, neppure la volta in cui abbiamo attinto da un loro progetto considerandolo molto più di  “riferimento concettuale“.  Anche loro, le archistar di ieri e di oggi,  rivelare umane fragilità o preferenze nella rappresentazione via social network, come se passassero davvero giorni a disegnare! Di fronte al surriscaldamento del pc inseriscono una ventola salvavita, ricorrono a strategemmi  se sono alla prese con le questioni tecniche – non i massimi sistemi, mi riferisco a scale e servizi igienici, eh! – e, neppure fossero sul divano di qualche trasmissione tv del sabato pomeriggio, eccoli svelare segreti di gusto – non propriamente compositivo – e le ultime mosse per piazzarsi sul mercato del lavoro.

Bell’idea. Enjoy! 😉