Di Jacques Demy, 1964.

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Un musical. Tutto cantato, ma tutto tutto. Quindi se sbuffate con Grease, no way, lasciate stare. Vi perderete tuttavia una splendida Catherine Deneuve, la bella e imbronciata per eccellenza (non ho ricordo di un film dove faccia la parte della persona felice… ma magari mi sbaglio) alle prese con problemi di cuore legatI alla posizione sociale, alla famiglia, a interessi economici. In pratica lei, Genevieve, figlia di una ricca vedova proprietaria di un negozio di ombrelli,  ama Guy, un meccanico povero in canna. Al che la madre faina pensa bene di indirizzarla verso il buon partito Roland, gioielliere. Sposati lui così stiamo tranquille vita natural durante. Genevieve quindi si sposa con Roland, triste come una zucchina lessa a pranzo il lunedì. Guy nel frattempo è partito per il servizio militare e si unisce in matrimonio praticamente a caso con la tipa che presta cura a sua madre. Alla fine del film Genevieve e Guy si ritrovano a Cheborg cantando le loro infelicità e le occasioni perdute.

Lo so, raccontato così è tutto meno che invogliante. Ma combattete il pregiudizio. La trama è facile facile ma l’obiettivo principale è ascoltare il film guardando le immagini. Carte da parati a gogo e bellissimi vestiti della Deneuve sulle note jazz di Michael Legrand.