LEMURIA propone abiti capaci di evolversi nel tempo, seguendo i cambiamenti di gusto delle donne e trascendendo le oscillazioni delle mode, attraverso l’ “abito modulo“, che utilizza un’estetica neutrale, ottenuta con un sapiente uso delle geometrie. Questo semplice, ma efficacissimo concept esprime perfettamente la visione avanguardistica di Susanna Gioia, che crea LEMURIA nel 2007 dopo gli studi in Comunicazione, un’esperienza nell’atelier di Jill Rosier (direttore creativo di Kenzo a quell’epoca) e una vita passata nell’azienda tessile di famiglia.

La collezione LEMURIA autunno/inverno 14-15 ha un aspetto materico: ispirata alla terra nei colori e nelle sensazioni, è caratterizzata da una serie di tessuti increspati che evocano il muschio e la roccia. Novità assoluta è il tessuto con fibra d’acciaio, detto anche tessuto con memoria, perché in grado di mantenere una forma spiegazzata o stirata in base al gusto di chi indossa l’abito e permettendo quindi un’ulteriore personalizzazione del capo. Con la collezione autunno/inverno 14-15 di LEMURIA Susanna vuole proporre non solo l’idea dell’abito multifunzionale, che è alla base della filosofia che ispira il suo brand, ma anche un intero guardaroba formato da pezzi che si abbinano tra loro, per garantire la massima customizzazione del look e l’espressione libera della propria creatività nel vestire.

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Abbiamo fatto qualche domanda a Susanna riguardo il suo brand LEMURIA e questa sua ultima collezione.

Cosebelle: Da dove viene il nome LEMURIA e come nasce l’idea degli abiti modulari?
Susanna: Ho sempre avuto un particolare interesse per la mitologia, trovo molto interessante che nel mondo antico usassero immagini metaforiche per tramandare verità importanti. La storia di Lemuria fa parte di questa narrazione mitologica; nello specifico, è un mito di creazione dell’essere umano, che racconta la discesa del piano spirituale a quello mentale fino all’ultimo stadio, quello fisico, evidenziando il fatto che senza pensiero non può esistere la materia. E’ proprio questa idea di dare forma alle cose attraverso la mente e l’immaginazione che mi ha ispirato, i miei abiti infatti stimolano l’immaginazione e spingono chi li indossa ad essere creativi per trovare nuove forme e possibilità. L’idea degli abiti modulari nasce dall’esigenza di innovazione e libertà. Innovazione, perchè credo che nella moda si sia detto molto negli ultimi 50 anni, perciò è il momento di rompere i confini e spingersi oltre sia a livello concettuale che a livello tecnico; in questo senso un abito multifunzionale è una sfida. Per quanto riguarda la libertà, ho pensato ad abiti trasformabili, cercando di creare qualcosa che andasse oltre i diktat stagionali della moda e che potesse restituire autonomia di espressione. Credo inoltre che la multifunzionalità rifletta il nostro tempo, i consumatori i oggi sono molto esigenti, soprattutto in un momento di incertezza economica come adesso, perciò un abito che ti offre innumerevoli possibilità di utilizzo, risulta interessante e convincente per la sua capacità di essere bello, ma anche utile allo stesso tempo.

CB: A cosa ti ispiri quando progetti i tuoi capi?
S: La cosa che mi stimola di più è la ricerca continua di soluzione alternative ed innovative rispetto al tema della funzionalità, un ruolo fondamentale poi lo giocano i materiali che, attraverso il tatto, i colori e il peso, mi guidano verso la realizzazione vera e propria di tutte le collezioni.

CB: LEMURIA che tipo di donna veste?
S: Sicuramente donne con una personalità creativa, che hanno sperimentato molto con la moda e con la loro stessa immagine, anche se devo dire che una particolarità di questi abiti è la loro trasversalità, nel senso che colgono il gusto della clientela più diversa, senza un limite di età o tipologia.

CB: Come chiameresti la collezione autunno/inverno 14-15?
S: La chiamerei “evoluzione“.

CB: Progetti per il futuro?
S: Continuare a fare bene il mio lavoro, mantenendo sempre una coerenza tra la complessità de concetto, il livello dei materiali e le tecniche di realizzazione.

CB: Una cosa bella?
S: Una cosa bella per me è la possibilità di andare oltre i preconcetti ed esprimersi puramente.