Sunset limited, Cormac McCarthy

Cormac McCarthy
SUNSET LIMITED
Peso: 97 gr.

Sunset limited non è un libro, è un istante.
È un fotogramma: la scena non si muove dalla cucina di una casa popolare di New York.
È un’immagine sola con tutta la vita dentro, e due personaggi seduti l’uno di fronte all’altro, un bianco e un nero, e una Bibbia in mezzo al tavolo. Ma questa foto non è muta, i due uomini dialogano e in un centinaio di pagine svelano il genio di Cormac McCarthy. La tragedia se la sono appena lasciata alle spalle, il Sunset Limited è passato a centotrenta all’ora sui binari senza portarsi con sé il bianco, strappato dalle rotaie dal nero a un passo da quell’ultimo passo. Ora sono lì, nella misera cucina del nero a trovare delle risposte, ma i due sono gli opposti, e sono testardi, nessuno è disposto a cedere nemmeno un tono della propria personalità. Bianco e nero che tentano di convincersi l’un l’altro sul proprio credo (o non-credo), ma il grigio non è previsto in questo piccolo romanzo, i due non mescoleranno i loro colori attraverso le loro idee, in fondo ognuno dei due, dentro di sé, è già in contrasto col colore che rappresenta: il bianco ha già portato la sua vita cristallina di professore nel buio più totale, e il nero ha illuminato la propria coscienza nel momento più basso nella cella di prigione più squallida dopo la lite più feroce della sua vita. Un ex carcerato redento. E ora il salvato cerca di diventare il salvatore. Ma il bianco ha una fortissima percezione di sé.

“BIANCO: Bene. Lei può pensare quello che vuole. Non c’è bisogno che io sia d’accordo.” …e siamo quasi alla fine del libro, quando il nero non riesce più a guadagnare altro tempo per trattenere il bianco dall’uscire dalla sua casa e impedirgli di continuare la sua vita – chissà se dal punto in cui l’aveva lasciata, sui binari del Sunset limited.

Lo stile di McCarthy è come i suoi personaggi, netti, precisi. Le parole sono le più semplici che si conoscono, il dialogo non è mai ingarbugliato, e quando c’è da rispondere soltanto “Mh”, è perché è l’unica battuta possibile. McCarthy è diretto, incisivo, non ha bisogno di più di cento pagine per riflettere sul senso della vita e sulla fragilità umana. Il dialogo tiene il ritmo, scandisce i rintocchi dell’orologio. Ti travolge in un istante, come un treno in piena corsa.

Delicato come solo può esserlo l’essenziale, rapido come un battito di cuore… stessa vitale energia.

NERO: Mi sa che tu non vuoi essere felice.
BIANCO: Felice?
NERO: Sì, Felice è una brutta parola?
BIANCO: Dio santo.
NERO: Che c’è? Ho toccato un tasto dolente? Cos’hai contro la felicità?
BIANCO: È contraria alla condizione umana.
NERO: Be’. È contraria alla tua condizione. Su questo devo darti ragione.
BIANCO: La felicità. È ridicolo!
NERO: Cioè, non esiste?
BIANCO: No.
NERO: Per nessuno?
BIANCO: No.
NERO: Mm. E come ci siamo finiti in un casino del genere?

Dal libro, edito Einaudi, sono stati tratti diversi adattamenti teatrali, e nel 2011 un film – Sunset limited – con Tommy Lee Jones e Samuel L. Jackson.

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