Pantera di Stefano Benni

Stefano Benni
PANTERA
Peso: 206 gr.

“Verde que te quiero verde.
Verde viento. Verde ramas…
Compadre, quiero morir.”

Non sembra, ma è in questa poesia di García Lorca che i due racconti di Stefano Benni in qualche modo si incontrano. O forse sembra solo a me, ma la scrittura di Benni è talmente surrealista, fantasiosa, toccante seppur venga da lontano, che interpretarlo in un solo modo sarebbe un peccato, e allora io ci ho visto in quella citazione il mio momento magico, “verde que te quiero verde…

Pantera è una piccola raccolta di due racconti. Poco? No. I protagonisti hanno tutta l’umanità del mondo e lo stile letterario è talmente ricco di maschere ed effetti speciali che ci sembrerà di aver vissuto dieci vite, sopra-e-sotto-suolo, sopra-e-sotto-il-mare.

Il primo racconto ci porta in una sala da biliardo sotterranea, l’Accademia dei Tre Principi.

Qui possiamo credere che il nostro destino sia sospeso, non ancora scritto. Ogni notte ci portiamo dietro questo brandello di speranza. Così il dolore, a volte, non ci uccide.

Il garçon tuttofare quindicenne, una voce innocente in mezzo a tanto buio, ci racconta le storie dei giocatori che si sfidano a colpi di stecca sui “laghi di smeraldo”, sugli “elefanti o draghi di legno” (con un po’ meno d’illusione potete anche chiamarli “tavoli da biliardo”), giocatori più o meno bravi – questo lo stabilisce Borges, il vecchio cieco che sente vibrare il livello del gioco, che getta a terra i sogni degli sfidanti come fossero cappelli – ma qualcosa sta per accadere: ai Tre Principi sta tornando Pantera, “in prestito da un altro cielo”. Giovane, bella, misteriosa, sinuosa, occhi verdi “lame di coltello” e soprattutto imbattibile al biliardo, Pantera sconvolge il Destino di questo piccolo mondo sotterraneo, il Destino sconvolgerà Pantera.

Nel secondo racconto Benni ci inonda di luce improvvisa, ci costringe a strizzare gli occhi ormai abituati al buio delle notti in cui Pantera si muoveva lentamente. La seconda storia è quella di Aixi, dodicenne dai capelli color corallo che vive col padre in una capanna sul mare. Aixi è ingenua e coraggiosa. Aixi è un incanto, piena di immaginazione e determinazione, la sua realtà è una magia – eccolo Stefano Benni! – e gli elementi del profondo verde smeraldo del mare sono ciò che di più vicino ha, sono i suoi tesori preziosi, la sua sicurezza, la sua salvezza, o forse la sua salvezza è un’altra, forse è “in prestito da un altro cielo”. Chissà, Stefano Benni, quale incantesimo fa ogni volta, per far vivere questi suoi personaggi meravigliosi!

Ad aiutare l’immaginazione, i disegni a china dell’illustratore Luca Ralli che affiancano i racconti.

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