L'arte di correre, di Murakami Haruki

Murakami Haruki
L’ARTE DI CORRERE
Peso: 167 gr.

Prendere il mucchio di libri di Murakami, pescarne a caso uno, leggere, e va bene, ammetterlo… innamorarsi di Murakami. E fin qui ci siamo! Il motivo di tale folgorazione non è che lo saprete per certo, Murakami non è “certo”, è enigmatico, misterioso, surreale, fantasioso, i suoi mondi vanno lontano. Poi c’è L’arte di correre, qualcosa di simile a un saggio, a un manuale, una guida personale, schietta, semplice, eppure – non si sa come – il rischio di perdersi, qui, è maggiore. Voi credete di leggere un’autobiografia di uno scrittore che è anche maratoneta e vi ritrovate infine ad aver paura che forse vi siete lasciati sfuggire un sogno, per pigrizia, per sfiducia. Tranquilli però, avete tra le mani nientemeno che 146 pagine di Murakami personal trainer!
Questo libro, adatto ai corridori e non, racconta le difficoltà, i desideri, i sacrifici e le motivazioni dei maratoneti, non diverse da quelle degli scrittori (e chissà, di qualsiasi altra categoria, forse).

Davanti agli altri bene o male si possono trovare dei pretesti, ma ingannare se stessi è impresa ben più ardua. In questo senso scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno.

I momenti di sconforto sono sempre in agguato, i cosiddetti blues (malinconie) arrivano immancabilmente proprio dopo il più grande dei successi, è allora che per andare avanti si ha bisogno di nuovi stimoli, che è bene cercare sempre dentro di sé.
Una riflessione sulla creatività e sul talento, che sottolinea come recitare un mantra sia fondamentale per raggiungere lo scopo.

La fatica è una realtà inevitabile, mentre la possibilità di farcela o meno è a esclusiva discrezione di ogni individuo.

Sì, a questo punto – e siamo solo alla prefazione – ci è concesso fermarci un attimo e riflettere su tutte le volte che abbiamo in qualche modo abbandonato l’idea di farcela, in qualsiasi cosa, solo perché era veramente faticoso. Non è troppo tardi, mai, ma per convincerci di questo bisogna finire il libro e ascoltare un Murakami maturo che parla col senno di poi.

L’arte di correre è adatto a chi ama la corsa, la maratona, l’attività sportiva in generale, ma anche a chi ama scrivere, disegnare, progettare, creare partendo dal proprio talento, che non ha a che fare col caso o la fortuna – almeno non dal momento della messa in pratica – ha a che fare piuttosto con la concentrazione, la continuità e la determinazione.

Basta, basta pensare alla birra. E farei anche meglio a evitare di pensare al sole. E al vento. E all’articolo che devo scrivere. Mi devo concentrare soltanto sull’azione di mettere un piede davanti all’altro. In questo momento l’unico problema urgente è questo.

L’arte di correre è tra le opere di Murakami quella che più di tutte ha i piedi per terra, ma alla fine per terra ti accorgi che l’autore aveva messo un trampolino… ora saltare è d’obbligo!

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