La piuma - Giorgio Faletti

Giorgio Faletti
LA PIUMA
Peso: 216 gr.

Bisogna avere mezz’ora di tempo libero per leggere questa fiaba. Direte “Beh che ci vuole?”, ma qui stiamo parlando di avere mezz’ora di tempo libero per davvero, libero da ogni pensiero, ogni distrazione, il telefono distante, un pezzo di cielo bene in vista. Liberarci dalla presunzione di sapere, di dover necessariamente fare quello che ci aspettiamo da noi stessi, diventare delle persone leggere, ingenue, pure, disposte a stupirci, pronte ad accorgerci del destino se sceglie di fare giravolte quasi invisibili davanti a noi nella sua forma più impalpabile: quella di una piuma. Sarebbe bello per mezz’ora avere la stessa delicatezza di Forrest Gump, e accorgerci di una piuma – e magari raccoglierla come fa lui – se sceglie di appoggiarsi ai nostri piedi… perché non è mai un caso.

Eccola qui l’ultima opera di Giorgio Faletti che, come i veri artisti, stupisce anche a un anno di distanza dalla sua morte. Quasi come se l’avesse scritta di nuvole e lasciata cadere giù a ricordarci che siamo noi che costruiamo la nostra storia. Che il destino lo scriviamo col nostro modo di reagire al caso.

La piuma, cinque storie brevi, raccontate dal punto di vista di una piuma, che volteggia sulla vita di cinque personaggi offrendo loro la possibilità di liberarsi dalle loro ipocrisie o delle loro trappole. Ma come puoi notare un piuma quando sei un re che deve decidere col generale come conquistare il mondo? E il cardinale che prega fervidamente per il potere non vede che sta per lasciare i suoi contadini senza nulla da mangiare, figurarsi se vede una piuma! E la ballerina? Beh lei nemmeno li apre gli occhi talmente vuole dimenticare il suo amore. Poi c’è la donna di tutti, così sicura di avere il mondo in mano che al mondo chiude la finestra in faccia senza accorgersi che il suo mondo non va oltre quella stanza… e la piuma rimane fuori.
Tutti troppo presi da sé, dalle proprie delusioni e illusioni. Solo un uomo vedrà la piuma, un uomo che al bianco è abituato, e che tutto quel bianco vorrebbe riempirlo di parole, ma sono troppe le cose che non sa, e si disprezza per questo.

“Eccola lì, candida sul candore della sua ignoranza, soffice e leggera come un’idea, perfetta come solo la casualità può essere.”

È l’Uomo del Foglio Bianco, che talmente sa di non sapere che vede nella piuma molte più risposte di quante ne abbia lui. E così decide di seguirla e in un finale di pura meraviglia scopre che ognuno ha un proprio volo da compiere.

Cinque piccole fiabe di semplice candore, accompagnate dalle illustrazioni dell’amico Paolo Fresu. Cinque piccole storie in cui Faletti arriva a parlare di sé in maniera tanto delicata che no, io non sono del tutto convinta che non le abbia scritte direttamente col vento e le nuvole.

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