Mario Benedetti
IL DIRITTO ALL’ALLEGRIA
Peso: 186 gr.

Ogni capitolo de Il Diritto all’allegria è grande 14×20 centimetri o poco più, come una fotografia.

Chi scatta questi momenti di indelebile letteratura è Mario Benedetti, autore uruguaiano, mago delle parole, che riassume i suoi pensieri di una vita sull’amore, la politica, l’esilio, la natura, l’anima, facendo incantesimi col linguaggio.

Il pensiero procede di parola in parola.

Così Il diritto all’allegria diventa un testamento della sua immensa vita. Riflessioni grandi e minuscole, con uno stile incantato, pungente, dolce, affilato – dipende.
Un libro da tenere sul comodino e da aprire ogni sera lasciando al caso la scelta. State certi che tanto uno spunto Mario Benedetti ce lo regala sempre, e spesso anche un sorriso.

Nell’anima c’è sempre una fessura a cui l’allegria si affaccia con le pupille vispe.

Il mio album preferito, tra queste storie che poi è una sola storia, è il “18. Pruriti e grattacieli”.
Che brividi leggere di cieli, come quello piccolo e umile di Montevideo, che soffrono di prurito, e di grattacieli che danno loro sollievo.

E infine una raccolta, che è ancora più leggera, di cianfrusaglie. Qui troviamo aforismi e giochi di parole di questo autore, poeta, romanziere, figlio di immigrati italiani, che in assoluto, più di tutto, sosteneva il diritto all’allegria.

Dopotutto l’allegria è in prestito, non ci appartiene. È una piccola follia, un premio passeggero, ma ne godiamo come se fosse nostra, come un guadagno, come una primavera della vita.

 

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