Leggere leggero: il compagno segreto di Joseph Conrad

Joseph Conrad

IL COMPAGNO SEGRETO
Peso: 101 gr.

– Ma Conrad è quello di Cuore di tenebra?

– Sì.

– Quello che ha ispirato Apocalypse Now?

– Sì.

– Senza offesa eh, ma quel Conradnon è leggero!

– Vuoi scommettere?

Innanzi tutto abbassiamo la voce, questa è una storia bisbigliata, non c’è nemmeno un filo di vento a fare rumore, la nave è ferma, e Conrad ci fa ascoltare così, in silenzio, i pensieri di un giovane capitano al suo primo comando. Dev’essere per paura che prende l’iniziativa di dare un ordine stravagante all’equipaggio… manda a dormire i marinai per stare da solo di notte di guardia sul ponte. Vuole forse prendere confidenza con la sua nave senza essere osservato, quando il mare gli porta un naufrago stremato, galleggiante vicino alla scaletta. Inizia da qui il segreto da nascondere, “il cielo e il mare come unici testimoni e giudici”: il naufrago rivela una somiglianza inquietante col capitano che per istintiva affinità (“Noi due, gli estranei di bordo”) dà rifugio al compagno segreto, nonostante e soprattutto l’identità svelata, l’uomo infatti è un assassino in fuga.

Un intrigo molto semplice, ma che mette in scena molte ambiguità, che non sono le ambiguità dei rapporti tra più individui, ma sono quelle presenti dentro di sé. Un racconto sull’altra parte di noi, sulla consapevolezza di aver paura, sul lato oscuro che guida anche la più autorevole delle figure, come in questo caso il capitano per una nave. “Il mio doppio” lo chiama così, “chiunque lo avrebbe preso per me”… è l’istinto a stabilire un patto tra loro, che inizia con le prime battute bisbigliate, “come se noi due nelle nostre conversazioni avessimo da comunicarci cose che il mondo non doveva sentire”.

Il compagno segreto fa muovere anche noi come il mare, dapprima “immobile in seno a un’immobilità immensa”, in silenzio ad ascoltare le frasi appena sussurrate, trattenendo a volte il respiro al rumore dei passi del cambusiere. Per poi correre, anzi fuggire nel finale, quando il naufrago e il capitano devono separarsi. Una conclusione memorabile, ricca di significati, di sottigliezze, di sentimenti, di piccole grandi vittorie, di libertà.

Joseph Conrad ne Il compagno segreto è molto più che leggero, è un soffio di vento.
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