I giovani, di Salinger

Jerome David Salinger
I GIOVANI
Peso: 174 gr.

Salinger, quello de Il giovane Holden.

Ah, non basta? Beh, Salinger, il re dei racconti (è probabile che prima o poi io vi dica lo stesso di Hemingway, ma nel mio regno dei racconti allora ci sono due re!). Salinger per sfuggire alla notorietà si rinchiuse sempre più in se stesso e sempre più lontano dal mondo. Maledizione, si portò con sé tutti i suoi scritti che a stento voleva pubblicare e che stabilì infine rimanessero inediti anche dopo la sua morte, per alcuni anni. Alcuni anni passarono (cinque a dire il vero) e nell’attesa – straziante – di scoprire le sue opere sconosciute, si va a frugare in tutto ciò che a Salinger appartiene, perché nulla sia dimenticato. Ecco “I giovani”, una raccolta di tre racconti, i primi di un Salinger poco più che ventenne, scritti tra il 1940 e il 1944 e pubblicati in Italia per la prima volta quest’anno da ilSaggiatore – grazie!

I giovani”, “Va’ da Eddie” e “Una volta alla settimana” sono i tre racconti di questa raccolta. Lo scrittore americano, punto di riferimento per giovani smarriti di almeno quattro generazioni, sin dagli esordi ha già tutto. Ha i contenuti che lo caratterizzano (ovvero un insieme di “vuoti”) ma soprattutto ha il linguaggio che lo immortalerà nella storia della letteratura americana. Solitudine e incomunicabilità, due concetti mai raccontati, mai spiegati, sembra che non ci siano, sembra che non ci sia mai niente nelle storie di Salinger, eppure ti travolgono perché Salinger usa per lo più la tecnica del dialogo e quindi tu senti tutto, dici tutto, sei in mezzo a tutte le conversazioni, e infine sei come i suoi personaggi, solo e incapace di comunicare, come Holden poi.

I giovani” è puro dialogo tra due adolescenti a un party, in “Va’ da Eddie” ci sentiamo piano piano schiacciare dalla pressione di un fratello verso la sorella perché incontri un uomo di nome Eddie che le offrirebbe un lavoro. E infine “Una volta alla settimana” (1944), in cui Salinger è profondamente segnato dall’esperienza bellica, e si ricopre di un sentimento misterioso che farà da sfondo sottile ai suoi più grandi racconti – a tal proposito, dopo vi faccio un regalo!

Una malinconia che segnerà il suo percorso letterario e che lo farà sentire vicino alle anime più perse delle generazioni a venire. Sempre attuale, come la sensazione di smarrimento soprattutto dei più giovani. E un’abilità rara se non unica di trasmettere sensazioni senza spiegarle mai, con la sola forza del dialogo, ma soprattutto dei silenzi. Mondi che ti crollano addosso senza fare nessun rumore prima e quando il racconto finisce hai bisogno di fissare il muro per un po’, e quando ti passa poi vorresti distruggerlo il muro, in cerca di una soluzione alla voragine che ti ha lasciato Salinger e che riempiresti anche solo di mattoni pur di non sentire quella malinconia.

Il mio regalo è per spiegarmi meglio. Qui, Un giorno ideale per i pescibanana, un racconto e tutto Salinger dentro. Mi pentirò perché sono gelosa, e perché come dice Holden,

“Non raccontate mai niente a nessuno. Se lo fate, finisce che sentite la mancanza di tutti”.

Non fatemi pentire di avervi raccontato di J.D. Salinger, ok?