Finzioni, Jorge Luis Borges

 

Jorge Luis Borges
FINZIONI
Peso: 129 gr.

 

Amare Borges non è difficile. È un amore che pretende una sola condizione: dimenticare il proprio tempo, il proprio spazio, dimenticare tutta la realtà, credere a un mondo fatto di Finzioni. Due condizioni, anzi: la seconda è fidarsi. Ciò che non si comprende va riletto – fidatevi! – perché l’immensità di questo autore è sottilmente nascosta dietro mondi che non conosciamo, che sono inventati, che sono passati e rivisitati, ma per lo più inventati. Sembra complicato ma non c’è da aver paura, alla guida ci sono le parole di Jorge Luis Borges, che non ti fanno perdere, sono parole sublimi, evocative, ma di una precisione assoluta: letture conosciute, citazioni, antichi scritti rari, teorie filosofiche e scientifiche, parole che ti prendono per mano dall’inizio, semplicemente, e ti rassicurano in questo viaggio che andrà lontanissimo. Borges ti fa sentire che è lì, a raccontarti delle storie, ti porta nel passato che tu conosci e te lo trasforma giusto un po’ e alla fine credi di essere in un altro presente, insieme a lui, di cui ti fidi ormai profondamente. Impossibile riassumere Finzioni, impossibile scegliere un racconto per spiegare di che si tratta. Finzioni è una – pardon!, è LA raccolta di racconti del XX secolo. Borges è lo scrittore argentino diverso da tutti gli scrittori sud americani, che sono già immensi se si limitassero a scrivere quello che la storia del loro paese offre loro, e invece spesso vanno oltre, superano i limiti della realtà e Borges lo fa più di tutti, toccando la fantascienza. Finzioni si divide in due parti: “Il giardino dei sentieri che si biforcano” e “Artifici”. L’intenzione dei racconti, se proprio dobbiamo riassumerla, si può trovare nel racconto “Le rovine circolari”:

“Il proposito che lo guidava non era impossibile, anche se soprannaturale. Voleva sognare un uomo, con minuziosa interezza e imporlo alla realtà”.

Questo fa Borges in Finzioni, sogna mondi immaginari, li va a prendere in ogni tempo, e li descrive con una completezza assoluta, finché noi ci siamo dentro e chissà qual è la realtà! E questo accade per ogni racconto, immaginate allora una raccolta di racconti… il risultato è un labirinto di mondi suggestivi, un gioco di specchi che fa girar la testa.

“Scoprimmo (a notte alta questa scoperta è inevitabile) che gli specchi hanno qualcosa di mostruoso”.

Un autore che sembra divertito e spaventato dal suo stesso genio. E noi i suoi lettori, protagonisti ignari ma sempre più consapevoli delle sue realtà distorte.