Bar Sport di Stefano Benni

Stefano Benni
BAR SPORT
Peso: 167 gr.

1976. Un libro di quasi quarant’anni fa, eppure il Bar Sport è quello dove siamo cresciuti tutti, è quello che abbiamo ancora nelle vie della periferia delle nostre città, qualunque città. È quello in cui magari non entriamo più per comprare nemmeno un ghiacciolo, ma certamente se entriamo la troviamo ancora lì, la Luisona.

La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo.

Bar Sport è la prima opera di Stefano Benni.
Stefano Benni è un inventore di mondi. Sì ok, nella sua biografia troverete giornalista, scrittore, umorista, poeta, ma è essenzialmente un inventore di mondi, niente di ultra-tecno-fanta-alieno-scientifico, inventa i mondi che già abbiamo attorno, esaspera le immagini e i personaggi che già conosciamo e fa diventare tutto mitico, sognante, nel caso di Bar Sport anche un po’ malinconico. Una malinconia spassosa, un divertimento puro, senza bisogno che la giostra sia la più alta o la più veloce, basta un flipper che “funziona con qualsiasi oggetto rotondo che non sia una moneta da cinquanta lire”, o la briscola, che viene meglio se i giocatori “rompono dai quindici ai venti tavoli per partita”. Basta in fondo uno scemo da bar, “è perfettamente inutile che un bar possieda un buon biliardo, se non ha un buon scemo da bar.”

I bar più di classe hanno un vero e proprio mercato di attrazioni, con pezzi pregiati: un buon tecnico del lunedì, ad esempio, viene valutato mezzo milione; un fattorino cantante con sopracciglio basso vale almeno due flipper o, a preferenza, un flipper e una foto gigante firmata di Bartali sull’Izoard.

Una raccolta di eroi: il ragioniere, il barbiere, il tecnico del lunedì, il nonno, il bimbo del gelato e lo sparaballe, il carabiniere e il lavapiatti che sogna di diventare cameriere, una vera carovana all’avventura, che si destreggia tra flipper e telefoni a gettoni, tra campionati di calcio e divulgazioni filosofiche del professor Piscopo.

Bar Sport è un libro leggero, che si legge d’un fiato, da farci ridere tanto da togliercelo, anzi, il fiato. Poi finisce e rimaniamo lì con gli ultimi singhiozzi di una risata che lascia via via spazio a uno sguardo perso nei ricordi, a un sorriso dolce di malinconia. Ma niente è finito, il mondo narrativo di Stefano Benni è appena iniziato e Bar Sport è solo il primo esilarante libro nella bibliografia dell’autore bolognese che ad oggi continua a regalarci brillanti capolavori tradotti in tutto il mondo.

Stefano Benni è infinito, straborda in una rubrica come questa, che misura i grammi di leggerezza, Stefano Benni ha quintali di leggerezza, vola, vola alto quanto l’immaginazione di ognuno di noi.

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