Il 30 marzo si è tenuto nello splendido e monumentale edificio del Temple Works, l’evento conclusivo del Festival Immigration//Représentation, un’iniziativa interamente promossa dagli studenti dell’Università di Leeds e che ha avuto come tema una riflessione sul concetto di immigrazione e la sua percezione a livello locale e globale.

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Il festival è nato proprio con l’intento di confrontarsi sul tema dell’identità, a partire da quella dell’immigrato: sia dalla prospettiva di chi ha preso la sofferta decisione di abbandonare il proprio paese d’origine con i rischi e i pericoli che l’interminabile viaggio comporta, sia della società che accoglie o rifiuta chi arriva. Il festival è cominciato nel mese di marzo con tre incontri che, attraverso il cinema, hanno narrato il viaggio (con il film Le Havre), l’arrivo in un nuovo paese, il riconoscimento, talvolta negato, dei diritti dei richiedenti asilo (con Les arrivants) e il ritorno al paese d’origine (La Vierge, Les Coptes et Moi).

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L’evento del 30 marzo, a conclusione del festival, si è sviluppato in un vero e proprio workshop che ha visto la partecipazione degli studenti, delle associazioni di accoglienza e integrazione, di artisti e musicisti e dei rifugiati stessi che hanno raccontato la loro esperienza.

Tema principale: l’identità. L’identità che non è solo anagrafica ma un insieme di percorsi, di incontri, di riflessioni e di viaggi che ci hanno portato fin qui. Un’identità rievocata attraverso i cinque sensi: con odori, sapori e colori che rimandano con la mente all’infanzia o a un particolare ricordo del passato. L’identità raccontata attraverso un viaggio fotografico nel mondo al femminile di Leeds e le storie di isolamento, violenza ma anche riscatto e rinascita raccontate dalle donne attraverso le foto e le loro testimonianze.

L’identità che si esprime attraverso musica, teatro, cinema, arti che emozionano, divertono e soprattutto uniscono senza ipocrisia ma con molta sincerità e genuinità.

Sfatare preconcetti, eliminare stereotipi è certo un percorso lungo e non sempre facile da realizzare, ma di certo coloro che ieri hanno concluso la serata tra danze e musica si saranno portati a casa anche una buona dose di consapevolezza e voglia di partecipazione. Insomma un evento conclusivo ricco di spunti e stimoli che, con allegria e calore umano, ha riscaldato una (purtroppo ancor invernale) domenica inglese.

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