Gillespie Park a Highbury.

Secondo il più puro spirito vittoriano, il piacere è cosa assai pericolosa, vizio, e suadente esca che trascina inesorabilmente verso la perdizione. E’ acettabile solo se goduto in privato, in piccole dosi, e temperato dal sapere (didattico) e dal dovere (morale).
E’ perciò che, a mio parere, i Vittoriani di più rigidi principi avrebbero approvato il piccolo Gillespie Park, seminascosto tra le stradine e gli isolati silenziosi di Highbury (tra Drayton Park e Gillespie Rd). Ed è perciò che noi lo andiamo a visitare, come un essenziale bignami del giardino pubblico inglese.

Si entra da un cancelletto degno degli Hobbit, e ci si inoltra lungo un sentiero nascosto tra la fitta vegetazione. Non fatevi intimorire dall’aspetto selvatico, andate avanti, è un po’ un esame di idoneità: non si entra nel giardino delle delizie senza un po’ di pellegrinaggio su terra battuta e fra i rovi.


Sarete ricompensati dall’aprirsi di fronte a voi di uno spazio davvero magico, quasi segreto; una sorta di paradiso terrestre preadamico, pieno di uccelli variopinti e piccoli animali, folti cespugli e specchi d’acqua.


L’elemento didattico è garantito dai numerosi pannelli esplicativi, che descrivono la flora e fauna locale con tanto di disegni scientifici e di terminologia latina. L’impegno morale s’incarna nell’Ecology Centre, che insegna e promuove il rispetto della natura, il riciclo, la sostenibilità dell’impatto ambientale. In più, qui e là spuntano opere d’arte contemporanea, come vestigia di una razza aliena scesa in visita millenni fa.
Piacere, sapere, dovere. E siamo a posto. Possiamo goderci il nostro angolo di paradiso.