Salendo la collina di Montmartre è obbligatorio imbattersi in Le Prohibido…perché fa angolo…o meglio è l’angolo di un edificio che si trova lungo la strada in pendenza, e la sua porta ti viene incontro, punta del corner, aperta e pronta ad attirarti e a richiamarti al suo interno.

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Sarà la porta, sarà la musica dal vivo che viene da dentro e che cambia di volta in volta, sarà la leggerezza delle persone che entrano ed escono per chiacchierare, per creare un tutt’uno tra la strada e il locale, per fumare una sigaretta all’esteriore, sta’ di fatto che è difficile non essere incuriositi e non avere voglia di fermarvisi.

A me è successo così…camminavo verso la cima della collina con un’amica, una domenica, un tardo pomeriggio, senza meta, solo la voglia di mettere della strada alle nostre chiacchiere. Abbiamo preso questa via per caso, una tra le tante protese verso l’alto e il posto ci ha chiamate.

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Legno alla base, tinte forti, finestre sulla strada come se fosse l’appartamento di qualcun, però aperto a tutti. Contrasti immediati che richiamano l’attenzione. Fuori gente che parla, italiano, francese, le due mescolate con un bicchiere di vino in mano. Gente sorridente, soprattutto disinvolta. All’interno aperitivi, tavoli di gente seduta con una birra, un caffè, un bicchiere di vino. Non orari fissi, non scelte imposte come se ognuno fosse di casa. E così forse è, perché il concetto che Montmartre fosse una città nella città era già emerso, qui, e non può non riemergere ora, perché per chi non vi vive resta un’idea, un sentito dire, ma in realtà si tratta di un fil rouge che unisce le strade le persone ed i posti rendendoli un tutt’ uno. E’ passeggiando su e giù per le sponde di questa collina che il pensiero prende vita, forma e lo si tocca con mano, dispiaciuti di non poterlo fare proprio fino in fondo, ma contenti di averlo assaporato.

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Un locale, Le Prohibido, che è bar, ristorante, caffetteria al pomeriggio e rinomato per i brunch la domenica. E’ Italia, come Lucia che lo gestisce da tanti anni ma che ha ancora la Puglia nel cuore e che il cuore lo mette nella scelta dei vini della sua terra e non solo, e nel divulgare il caffè italiano, quello vero. E’ Italia perché qui trovate l’aperitivo come si deve, come lo intendiamo noi, dove di accompagnamento Niente o Niente + noccioline non esiste- e grazie al cielo grazie- e allora ci sono bruschette paste quiches tutte fatte rigorosamente in casa. E’ Francia, perché Lucia non è sola a gestire Le Prohibido e il resto della squadra è francese, a testimonianza del fatto che, fatti cadere i clichés e le incomprensioni di pelle, non siamo poi così differenti. E tutto intorno a loro un via vai di amici, conoscenti, gente che passa per la prima volta ed altri che sono passati una volta per caso e da lì non hanno fatto che ritornare, come noi del resto.

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Le Prohibido è l’equipe che lo gestisce, e che con passione non si ferma un istante, neanche durante le feste, neanche d’estate e poi è tutta la gente che in Le Prohibido si riconosce e che lo ha visto nascere. E così Lucia ti parla del posto usando nomi propri e diminutivi per raccontare le storie di chi li ha aiutati a dipingere i muri, di chi ha ristrutturato il bancone, di chi ha realizzato i graffiti e di chi ha realizzato le foto “rubate” di lei appese al muro, che non sono sempre state lì e che non ci resteranno ancora a lungo, perché le idee sono tante ed è bello che ognuna abbia il suo spazio.

E in tutto questo parlare e raccontare si sente che non c’è passato e presente. Non si parla dell’Italia con nostalgia o del presente con senso di conquista, c’è tranquillità e c’è soprattutto continuità. Nessuna competizione, banditi i punteggi, ignari i risultati. Un tutt’uno che si arricchisce, e che è curioso, come chi ha allestito una parete a libreria, libri di viaggi per lo più, perché il bello dell’incontro è la scoperta lo scambio e il bello del viaggio è moltiplicare le possibilità d’incontro.

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(Photo Credits: Yelp.fr; https://www.facebook.com/PROIBIDO/)

Prohibido
34 Rue Durantin, 75018 Paris
Métro: Abesses