Da fuori non si direbbe che sia un locale, un condominio forse, uffici, sembrerebbe proprio, e quindi la domanda « ma è qui davvero ? » sorge spontanea. Non avete sbagliato, andate dentro, passate la corte interna, buttate uno sguardo in su e poi ultimo piano dell’ ascensore che è sulla vostra  destra.

Le porte si aprono ed ecco Le Perchoir. E’ un locale? Sì, è un locale dove passare serate tra amici tranquille, non ricordo neanche se c’è la musica o meno, si smangiucchia, la carta dei vini non è fornitissima, al contrario di quella dei cocktail preparati al momento da giovani barman e della vasta selezione di whisky e rhum (non chiedete perché questo ammetto non è il mio campo).

locale

E poi, dopo aver ordinato, si resta al bancone oppure ci si siede dove capita, tra tavoli con panche e tavolini di recupero con sedie improvvisate, pallet  ovunque, e sgabellini che ci ricordano quando eravamo piccoli.

Andate easy, niente tacchi, come se foste sul terrazzo di casa vostra. Andate quando fa bello perché, dimenticavo di dirlo, è un tetto, è tutto all’aperto non ci sono scappatoie, né ripieghi.

E’ questo Le Perchoir? No, questa è la descrizione del posto, bello, accogliente e amicale. Il resto non si descrive, si guarda, si sente. Lo stesso sito internet non ha struttura, solo indirizzi e recapiti perché non si può catturare l’essenza di questo posto con foto o descrizioni. Va vissuto.

Va vissuto perché Le Perchoir è Parigi, è cemento è tetti, sono i colori freddi del grigio e dell’ azzurro, la neutralità del bianco che vengono scaldati dai tramonti autunnali gialli e rosa e viola…tutti insieme tutti nella stessa sera, una potenza di riflessi e colori che scaldano e rapiscono.

i riflessi, i colori, la magia. Vista da Le Perchoir

i riflessi, i colori, la magia. Vista da Le Perchoir

E’ un dall’ alto, è costruzioni fitte, è contrasti, è il Sacre Coeur che regna sovrano sulla collina ed è la città che si muove svelta ai nostri piedi, con la calma della distanza dal frastuono

E’ tirare il fiato e ammirare e vedere che la città è fitta. E’ chiedersi cosa c’è dietro alle cento mille milioni di finestre che pian piano si illuminano, è vedere palazzi che sembrano ritagliati per adattarsi ad uno spazio che è sempre troppo poco. E’ il verde in lontananza, è lo sguardo che si perde o che si fissa sul particolare dell’ edificio di fronte.

tramonto giallo

Comignoli, scale, ferro, aria che non è una boccata d’aria perché ha la pesantezza dell’ asfalto. Tutto questo è l’intorno, spazio illimitato che fa perdere i confini della terrazza stessa, che diventa un tutt’uno con l’intorno. Perché la terrazza non è aggraziata,  ma è magica, non è elegante, ma affascina, sembra sospesa, sembra essere anch’ essa ritagliata per inserirsi in un quadro perfetto, e completarlo.

Non è la serata o l’ aperitivo, per quanto belli, che vi resteranno nel cuore, saranno le sensazioni ovattate di trovarvi al centro di una città che rapisce e della quale, per un istante, per una sera o per una vita, è grandioso sentirsi parte.

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Le Perchoir
14, rue Crespin du Gast 75011
Metro: Saint Maur, Ménilmontant