Roma è la città delle contraddizioni, è un museo a cielo aperto ed è difficile da vivere, è la città più bella del mondo e c’è chi non vede l’ora di scappare. Per questo la guida alla Capitale d’Italia non poteva che essere scritta a 4 mani. Giulia e Miriam ci portano negli angoli de La Dolce Vita, come fossimo sulla Vespa con Audrey, e poi ci trascinano per mano a scoprire una città diversa, fatta di eccellenze nascoste, periferiche. C’è il nuovo ristorante aperto dietro il Parlamento e la street art di Tor Marancia, c’è la tradizione trasteverina e la movida di Monti e del Pigneto. Qui vi raccontiamo un pezzo di Roma. Perché tutta Roma, quella no, non riusciremmo mai a farvela vedere.

Guide Belle Roma Giulia Zoavo per Cosebelle Magazine

Roma (Non solo) Mangiare

Retrobottega
Si mangia bene, stra bene, stra benissimo, così bene che continuerete a parlare di quella cena ancora e ancora con tutti quelli che incontrerete sul vostro cammino. Posto piccolissimo, se siete fortunati (non si può prenotare) vi siederete al bancone guardando come al cinema le pietanze che nascono sotto i vostri occhi. Arrivate presto, prendete posto, e che lo spettacolo abbia inizio.

Roma Sparita
Un angolo autentico di Roma nel cuore di Trastevere: da Roma Sparita, il Tagliolino Cacio e Pepe è servito rigorosamente in crosta di formaggio. Serve aggiungere altro? Ah, fanno i migliori filetti di baccalà e carciofi alla giudia della capitale.

La Pesceria
Sullo stile della famosa Paradeta di Barcellona (ve ne avevamo parlato qui http://www.cosebellemagazine.it/bravas-in-pyjamas-21/), in questa minuscola “pesceria” nei pressi di Piazza Re di Roma, potrete comprare il pesce al bancone, farvelo cucinare a vostro piacimento per fare un figurone o gustare piatti preparati sul momento a base del pescato del giorno. Il raviolo ripieno di burrata, lime e gambero rosso non vi deluderà.

D.O.L.
“Centocelle è la nuova Monti”, si sente dire in giro. Attenti, di solito a dirlo è gente di Roma Est (tipo, ehm, la sottoscritta) che con un’iperbole vuole descrivere l’enorme cambiamento che sta avendo il quartiere. Possiamo chiamarla gentrification, ma non è ancora così spavalda come quella che incontriamo al Pigneto. Fra tanti nuovissimi localini c’è D.O.L., che è stato il primo a nascere in mezzo ai palazzi del quartiere. Qui puoi trovare il meglio -davvero- di tutta la gastronomia laziale (D.O.L sta per “Di Origine Laziale”) dai formaggi ai salumi, buonissima anche la pizza, sempre particolare, e i primi e i secondi della tradizione.

Roma (non solo) Bere

Baronato 4 bellezze
Un sipario di velluto rosso si schiude sul bancone dove troneggia il cavallino di una giostra al galoppo: appena si varca l’ingresso è impossibile non innamorarsi perdutamente di questo locale, un tempo appartenuto a Dominot – attore, mimo e chansonnier tra i più raffinati ed eccentrici della seconda metà del ‘900.

Sacripante Gallery
Una galleria d’arte in un vecchio edificio religioso nel rione più bohemienne di Roma che dal bancone – un enorme mobile vintage a cassettoni – serve cocktail di qualità. Il cavallo di battaglia, ça va sans dire, è il Sacripante – a base di vodka, limone, zucchero alla rosa canina, sambuco e champagne.

CO.SO.
Avete mai assaggiato un drink a base di brodo di carne? Giuro che non è un mangia e bevi con i tortellini. E giuro che è anche molto buono. Nel fulcro dei locali più blasonati del Pigneto (Necci, il nuovo Da Lodi ecc) si trova questo buchetto dove l’arte del bartender non viene affatto presa sottogamba. Se poi ci mettete i pop corn appena sfornati e i sottobicchieri fatti con la plastica a bolle d’aria per l’imballaggio, il quadro è completo. E il drink anche.

Bestia Mora
Immaginate un pub in cui si mangia incredibilmente bene. Succede, giuro. E succede da Bestia Mora. Un’anonima ex pizzeria di quartiere si è trasformata in uno dei locali più interessanti della parte “aldiqua del ponte” del Pigneto, in zona più vicina a Piazza Malatesta. Aperitivi, vini e long drinks sono sempre particolari e tutti da provare insieme ai grandi must dello chef: il famoso guacapollo, club sandwich con pollo e guacamole, verdure wok, o alcuni specials indimenticabili come la crema di ceci con gamberi in tempura.

Roma (non solo) Bere e mangiare

Mercato Centrale
Sulla scia di Firenze, da meno di un anno ha aperto la sede romana di Mercato Centrale. Negli spazi dell’ex dopo lavoro ferroviario all’interno della Stazione Termini, proprio sotto la Cappa Mazzoniana (opera realizzata negli anni Trenta dall’architetto Angiolo Mazzoni), si nasconde un paradiso per foodies: 16 botteghe, una birreria e un ristorante stellato.

Doozo
Molto più che un semplice ristorante giapponese, Doozo è un centro di cultura giapponese con annessa galleria d’arte, libreria e sala da tè. Vi consigliamo di spingervi al suo interno per rimanere a bocca spalancata davanti al delizioso cortile sul retro del locale. Un gioiello nascosto nella parte meno trafficata di Monti.

Il Cannolo Siciliano
Nella periferia romana est, fra palazzoni e nuove piazze da poco inaugurate dove i ragazzi cominciano a darsi i primi baci, sorge un bar/pasticceria che a vederlo da fuori non è –davvero- un granché. Eppure è proprio qui che è nato il miglior gelato d’Europa 2016. Il gusto mandarino tardivo nasce per caso, da un errore: lo spremiagrumi si era rotto e il giovane gelatiere decide di “premerli” inserendo anche zenzero e menta. Proprio fuori dalla fermata Malatesta della Metro C, un modo per vedere un pezzo di mondo che –sicuramente- sarebbe fuori dai vostri giri e assaggiare un’eccellenza in mezzo al cemento.

Banco
Un fast food che cambia completamente il concetto di fast food. Noodles di verdure con merluzzo cotto a bassa temperature, zuppe di rape e germogli. Influenze asiatiche spinte, centrifughe, a volte un po’ troppo coriandolo. Niente a che vedere con un posto di patatine e hamburger, eh?

Roma After 1am

Sorchetta Doppio Schizzo
Non potevo che inserire questo posto di perdizione zuccherina, non foss’altro per il nome che volgare è dir poco. Ma si sa, so ragazzi. Bombe, bombe con la crema, crema e nutella. Quando la notte è stata lunga, e fare qualche scalino per scendere negli anni ‘70 non vi crea problemi. Welcome to il Romanzo Criminale dei cornetti.

Piazza Perin del Vaga
Se anche voi alla fame tossica post serata in discoteca preferite il salato al dolce, non potete mancare la “punta” notturna in questa piazza a esedra nel cuore del quartiere Flaminio, capolavoro architettonico degli anni ‘20. Solo gli autoctoni sanno che, all’angolo con via Girolamo Muziano, si nasconde la migliore pizzetta rossa della città. Da gustare in piazza, rigorosamente ai piedi delle Fontane dei Delfini con le code incrociate.

Roma Abbigliamento

Mercatino Borghetto Flaminio
Agli esordi (correvano i lontani anni Novanta) veniva preso d’assalto da giovani collezionisti di schede telefoniche. Oggi, il mercatino del Borghetto Flaminio, a due passi da Piazza del Popolo, è il regno di vecchie e distinte signore della Roma bene che si sono reinventate rigattiere. Ogni domenica accoglie centinaia di wannabe fashion blogger alla ricerca del bauletto Vuitton della nonna o del foulard Pucci in edizione limitata.

Pifebo
L’odore di armadio della nonna è segno di qualità! In via dei Valeri c’è il regno del vintage. Levi’s 501? Vecchie Puma? Borsoni da motociclista? Qui c’è tutto, sì, anche i vestiti da sposa. Se siete coraggiosissime e non avete paura di sembrare Lady Diana il giorno del grande Sì è da non perdere

MICRO 12mq4kids
Quando Bianca nacque era il 31 dicembre e aveva nevicato tutta la notte. Qualche giorno dopo andai da MICRO e trovai un mini golfino di lana merino, blu con dei piccoli fiocchi di neve. MICRO è il mio posto del cuore, dove vado ogni volta che voglio fare un pensiero speciale a un bimbo appena nato. Fibre organiche, design nord europei, insomma: bimbi davvero fighi.

Roma Design

Lela
Il Paradiso di tutte le “desperate housewives” che, come me, si emozionano davanti a una collezione di canovacci (guai a voi a chiamarli stracci) nelle varie tonalità del grigio mélange e hanno una passione per pentolini e bricchetti vintage (non della nonna, chiaro?). Alle spalle di Campo dei Fiori, un negozietto minuscolo, dove riempire gli occhi di bellezza.

Pastificio Cerere
Ex Fabbrica di pasta costruita nel 1905, che a partire dagli anni Settanta fu spontaneamente popolata da artisti, la Fondazione Pastificio Cerere organizza ciclicamente mostre e laboratori di architettura. Vale la pena anche solo  farsi un giro tra gli spazi dell’ex stabilimento industriale e immergersi nella sua frenetica attività culturale: al suo interno, infatti, si trovano studi d’artista, di grafica e di comunicazione, atelier di moda, una scuola di fotografia e un’accademia di arti visive.

Roma eccetera

Radiation Records
Questo buchetto ha talmente tanti dischi che farai fatica a vederli tutti. Intendo proprio che sono talmente pigiati nelle scatole che ti sfido a riuscire a tirarli fuori per vedere le copertine e capire di che disco si tratta. Per gli appassionati di buona musica, soprattutto in vinile, credo di aver appena dato una buona ragione per andare a fare un salto dai cari ragazzi di Radiation.

Libreria Caffè Giufà
Che non sia una banale libreria caffè lo si capisce varcando l’ingresso, a partire dal pavimento a schacchi bianco e nero. Spritz serviti con olive e lupini salati (ah, l’aperitivo vecchio stile!) da sorseggiare sfogliando un libro. Vi affezionerete a tal punto a questo luogo che non verrete più solo per curiosare.

Elvis Lives
Linee di occhiali da sole e di magliette (belle magliette) pensate da loro che sono ormai diventate la firma del negozio. Ci trovi anche tutto quello che fa della tua casa un perfetto ritrovo indie, dalle polaroid agli zaini danesi. Hanno anche uno shop online in caso vi foste dimenticati qualcosa nel vostro giro romano.

Guide Belle Roma Giulia Zoavo per Cosebelle Magazine

Guido Reni District
A comporre il triangolo delle Bermuda della cultura, insieme ai limitrofi MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Auditorium Parco della Musica, il Guido Reni District è un nuovo spazio espositivo da 72.000 mq. Frutto della riqualificazione di una ex-caserma, l’area in stile post-industriale ospita eventi di ogni genere, da AltaRoma al Festival Spring Attitude.

Museo Hendrik Christian Andersen
Lontano dai circuiti turistici più battuti, il Museo Hendrik Christian Andersen è una vera chicca. Un tempo residenza e atelier dell’artista norvegese naturalizzato americano, oggi l’edificio in stile liberty si può visitare gratuitamente. Al suo interno, lasciatevi meravigliare da un groviglio di sculture, gessi, calchi e bozzetti, testimonianza del suo amore per l’arte classica.

Centrale di Montemartini
Un museo che raccoglie in sé la storia di questa città. C’è il passato, il mondo classico, l’attenzione per l’arte intesa come bellezza pura, e c’è il dinamismo, la centrale elettrica comunale abbandonata che si fa casa che accoglie, fra enormi pistoni e meccanismi metallici, quello che è stato.

Street Art – Tor Marancia
Qua dove c’era l’erba ora c’è…una città…! E dove c’erano degli anonimi palazzi di edilizia popolare ora ci sono 20 enormi pezzi di street art. Un esempio incredibilmente ben riuscito di arte partecipata e di buona amministrazione, che ha visto abitanti, artisti e comune lavorare insieme (era il lontano 2014) per realizzare un vero e proprio distretto della Street Art che ha completamente trasformato il volto di uno dei quartieri della periferia a Sud di Roma. Da vedere.

La Guida bella di Roma è in free download!

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Progetto grafico della nostra art director Giulia Zoavo.

Guida scritta in collaborazione con Miriam Lepore & Giulia Milza.

Le altre Guide belle sono qui.