Spesso mi capita di nominare Vanda Scaravelli. Contrariamente a quanto si crede – e sfatando il mito che “lo yoga sia solo per giovani e snodabili”(che senso avrebbe?) – lei è un esempio di come tutto questo non sia vero. Il “suo yoga” è più conosciuto come Scaravelli-inspired Yoga – oggi portato avanti dai suoi studenti diretti, quali John Stirk, Sandra Sabatini e Cartherine Annis –  è praticato in vari centri yoga nel mondo. Appena ho aperto il suo libro Tra Terra e Cielo sono rimasta affascinata dalle numerose foto che la raffigurano in posizioni yoga davvero particolari ad età avanzata. Minuta, magrissima, e vestita di nero, smuove negli occhi di chi la legge e la guarda stima, affetto e tenerezza. Strutturato come un diario personale, il libro contiene acute riflessioni sulla sua esperienza personale e il suo incontro con lo yoga, aiutandosi con immagini efficaci e metafore poetiche tratte dal mondo dell’arte, della musica, della medicina, della storia e della scienza. Quando si prende in mano questo libro ci si trova di fronte ad un opera di poesia – scordatevi dunque manuali, metodi precisi – lasciatevi trasportare dalla simbologia racchiusa nella natura cosi sapientemente relazionata al corpo.

Chi è Vanda Scaravelli

Nasce a Firenze nel 1908 (muore nel 1999) in una famiglia di artisti e intellettuali. Gli anni giovanili li trascorre circondata da musicisti e da altri artisti che si recano in visita nella villa Il Leccio alle porte di Firenze. Vanda stessa è un’ottima pianista e consegue un diploma presso il Conservatorio di musica di Firenze Luigi Cherubini. Nel 1940 sposa Luigi Scaravelli, un professore di filosofia presso le Università di Pisa e Roma. La sua casa è sempre aperta ad artisti e scienziati provenienti da ogni parte del mondo. Si è avvicinata allo yoga quasi più vicina ai 50 anni che ai 40, dopo la morte del marito, e ha pubblicato il suo primo (e unico) libro all’età di 83 anni. Grazie alla sua posizione agiata, ha avuto l’onore di studiare yoga insieme allo stimato filosofo indiano Krishnamurti, in Svizzera, e sotto la guida dei Maestri B.K.S. Iyengar e Desikachar (figlio di Krishnamacharya). Si è in seguito discostata dagli insegnamenti prescrittivi dei suoi maestri – molto dediti alla precisione anatomica e all’enfasi del respiro – a favore di uno stile più morbido, fluido e intuitivo, basato sull’ascolto profondo del corpo, sul movimento della colonna vertebrale durante la respirazione e sull’interazione tra gravità e antigravità per riportare flessibilità alla colonna.

Scaravelli inspired yoga: cos’è?

Il metodo Scaravelli si basa sul concetto di fondo che la nostra colonna vertebrale sia divisa in due parti governate da due forze opposte: la parte inferiore, che va dalla quinta vertebra lombare in giù sfrutta la forza di gravità verso il basso, la parte superiore, dalla quinta vertebra in su, dirama la colonna alla verticalità, verso l’alto. Vanda proponeva di concedersi alla gravità lasciando il corpo rilassato, in modo che l’elasticità della colonna vertebrale venisse risvegliata, come il movimento naturale delle onde. Tutto questo si può realizzare attraverso l’aiuto di tre amici che noi tutti abbiamo: la gravità, il respiro e l’onda.
Sebbene i principi di Vanda possano apparire semplici, lei insisteva che non potessero essere strutturati in un metodo: il praticante deve poter essere sempre un principiante e ricominciare ogni volta dall’inizio. Per questo Lo yoga di Vanda Scaravelli è dunque più un approccio alla pratica che un vero e proprio stile.

Non dubitare mai. Il nostro corpo riesce sempre a eseguire qualsiasi cosa che la nostra mente abbia elaborato con esattezza. Se la logica di ciò che diciamo viene accettata dal cervello, il corpo lo seguirà. Vedere è fare.

La personalità eclettica di Vanda e la sua eredità

I suoi allievi la ricordano come un mix di grazia e sensibilità nelle relazioni, ma rispetto a se stessa non aveva nessuna convenzione o formalità. Sebbene avesse origini aristocratiche e fosse da molti conosciuta come “la Signora”, non si era mai servita del suo titolo, era sempre semplicemente Vanda – dice Diane Long (una delle sue poche allieve dirette). Ospite meravigliosa, amava organizzare cene con amici famosi come Fellini, Leboyer, Aldous Huxley e allo stesso tempo la potevi vedere in grande confidenza con il vicino di turno che le dava un passaggio verso casa. Durante questi eventi non era raro trovarla poi appartata per i fatti suoi a leggere un libro. Amava mettere insieme le persone e quindi sparire. Quando era malata o quando cadde fratturandosi il femore, la sua domanda costante era ‘quando potrò riprendere i miei esercizi? Perché sapeva che l’avrebbero guarita. Una volta fu investita da un’auto e rimbalzò sul cofano. Arrivò a casa rannicchiata come un animale ferito e cominciò a respirare. In una settimana tornò a stare bene”.

Sfortunatamente, l’eredità di Vanda Scaravelli è piuttosto frammentata ed è stata documentata pochissimo. Sebbene ci siano poche possibilità di studiare con qualcuno che possa trasmettere i suoi insegnamenti, ricordiamo che lei stessa diceva: lo yoga ci riporta a qualcosa che il nostro corpo conosce già, uno stato originario di benessere“.

C’è bellezza nell’accettazione di ciò che è