L’altra metà dei comics italiani: temi, autrici, personaggi al femminile

di Sara Zanatta, Samanta Zaghini, Eleonora Gazzetta

È bello pensare a queste tre autrici come le ragazze che esse stesse descrivono di essere nell’Introduzione al libro, tre donne che si sono raccolte in un circolo immaginario, hanno aperto delle scatole magiche piene dei fumetti che le hanno accompagnate nel corso di una vita intera e hanno ri-aperto un dialogo, tra loro e con i personaggi disegnati su quelle pagine forse un po’ ingiallite.

Quante volte è capitato anche a noi di trovarci assieme, in qualche modo, davanti a un monitor e una videochiamata oppure davvero, in un weekend pieno di sole, aprire i ricordi rinchiusi nei cassetti e tirare fuori le foto di come eravamo, e, come per magia e mai senza un po’ di stupore, assistere al ricostruirsi della nostra storia.

Questo libro, edito da Tunuè, si propone un intento analogo: ricostruire attraverso le parole e le forme tratteggiate in black & white su centinaia di fogli di carta, le ambizioni, le passioni, i sogni, le nevrosi, le paure, i diversi ruoli che la donna ha avuto nella storia del fumetto italiano e che rispecchiano quelli che la Storia le ha riservato.

«Fumette» e «Fumettare» sono i titoli assegnati alle due parti del libro e vanno a costituire due omonime categorie, quella delle donne disegnate, le protagoniste di carta, e quella delle autrici, delle firme al femminile del fumetto italiano, non meno importanti protagoniste di carne. Non ultime ci siamo noi, le lettrici, dalle pagine direttamente coinvolte e chiamate in causa.

L’analisi delle eroine del fumetto è minuziosa tanto quanto la parallela investigazione delle varie forme della femminilità italiana, mamme, mogli e brave bambine nel Fascismo, affascinate da un erotismo scoppiato come una bomba negli anni settanta, ci specchiamo nella conturbante Valentina di Crepax (chi non ha provato almeno una volta a tagliarsi i capelli come lei, con esiti poco edificanti?) bellissima ed inquieta, ci viene a parlare del nostro corpo, ora oggetto, ora soggetto, frivolo e libero nelle donnine sexy di Manara, violento e sadico in Satanik.

E poi le donne-fumetto fotografate nei loro rapporti di coppia che tanto ci dicono dei nostri uomini, basterebbe dividerli in grosse categorie: il fedelissimo Diabolik e la sua Eva, quel bambinone sexy di Dylan Dog che si innamora ad ogni numero in uscita, le promesse da marinaio di Corto Maltese alla sua amante ragazzina Pandora…

Se non vi basta arriviamo anche ai giorni nostri, le nuove ragazze terribili 2.0 del fumetto italiano, adolescenti scasinate e trasversali come lo siamo state noi (lo siamo ancora?).

La seconda parte, correlata di interviste è, come dicevo dedicata alle autrici: dalle storiche, rivoluzionarie sorelle Giussani a Cinzia Leone, da Silvia Ziche a Keiko Iciguchi, da Ellekappa all’esordiente Nicoz…difficile citarle tutte!

Quel che resta è un mosaico intelligente e illuminato del femminile che non dimentica di citare il contesto fatto di abiti, architetture, profumi, mode, manie che il pennino e l’inchiostro hanno impresso per sempre come sfondo delle avventure delle nostre eroine.

Perché, come ci ricorda Simone De Beauvoir dalle pagine dell’Introduzione al testo:

Dalila o Giuditta, Aspasia o Lucrezia, Pandora o Atena, la donna è insieme Eva e la Vergine Maria. È un idolo, una schiava, la sorgente della vita, una potenza delle tenebre; è il silenzio elementare della verità, è artificio, chiacchera e menzogna; è la preda dell’uomo e la sua confusione, è tutto ciò che egli non ha e che vorrebbe avere, la sua negazione e la sua ragion d’essere.

Siamo tutte Wonder Woman!