Le cose che amo Emilia Patrignani Cosebellemag

Da oggi Beloved Things diventa Le cose che amo; nuovo nel titolo e nella copertina, ma in fondo sempre lo stesso angolino di polvere di stelle per iniziare la settimana con un sorriso, come vi avevo promesso otto mesi fa. Questa rubrica è stata per noi la prova (se mai ce ne fosse bisogno) di quanto sia più facile ed immediato pensare un titolo efficace in inglese piuttosto che in italiano: quando questo spazio stava nascendo non ci è mai venuto in mente di poter tradurre le due paroline del suo titolo nelle loro quattro corrispondenti parole italiane, ma di settimana in settimana questo piccolo mondo ha preso la sua forma e l’inglese iniziava a stargli stretto. Non per campanilismo, ovviamente, ma perché lo stesso concetto può essere espresso altrettanto bene -se non meglio- in italiano, richiedendo soltanto un piccolissimo sforzo di traduzione e qualche secondo in più per articolarlo. Mettiamola così: prendiamo questi pochi secondi che servono come il nostro tempo di qualità, amico da tenere a braccetto d’ora in avanti tutte le volte in cui rischiamo di perdere la pazienza prima che la parola giusta ci arrivi sulla punta della lingua nella lingua esatta in cui dovrebbe essere pronunciata.

Le cose che amo: una tartaruga, un volatile, mi porti sulla luna? Senza voler essere approssimativi, c’è tutto. Un’anima morbida in un guscio ruvido, di quelle che nessuno conosce davvero, perchè l’apparenza inganna. Una casa nomade ma ben ancorata; esteriorità comoda da sfoggiare con chi trae conclusioni affrettate. La leggerezza di un volatile e una salda stretta di mano, che ai miei occhi rappresentano l’equilibrio, il sentirsi una cosa sola tanto da poter guardare insieme lontano essendo certi di guardare nella stessa direzione, tanto da poter volare con l’immaginazione senza mai aver paura di staccare i piedi da terra.
Neanche quando il desiderio più forte sarebbe quello di emigrare sulla luna.

Illustrazione di Emilia Patrignani