I suoi tatuaggi sono l’espressione di un talento innato e potente. Un linguaggio innovativo guidato da una mano esperta, da un pensiero di ricerca e di assoluta qualità. Laura Zuffo è giovane, ma ha alle spalle una solido percorso di formazione. Una personalità complessa e definita, proprio come i suoi disegni che, curati al massimo nei dettagli, ambiscono alla perfezione. Perfezione di aderenza al reale che unita ad uno slancio generativo, rende le sue opere uniche, nella magia di un intreccio fra tecnica e idea creativa.

«C’è una mia amica che disegna benissimo, i suoi disegni sembrano veri, è impressionante», mi disse Michela, una mia amica, anni fa. Vidi qualche foto ed effettivamente, rimasi shockata. Incontrai Laura al compleanno di questa mia amica lo scorso aprile, a Milano, in un ristorante in Paolo Sarpi e tra un involtino e l’altro, mi raccontò di Genova con la luce negli occhi. Tornai a casa e mi misi a cercare trilocali in affitto in quella città di cui Laura mi aveva dato un’immagine così magica e profonda.

«Preferisco soffermarmi su cosa posso e voglio fare e farlo al meglio». Laura Zuffo

Laura Zuffo è nata a Milano e vive a Genova dove lavora come tatuatrice. Classe 1988, ha studiato al Liceo Artistico Caravaggio, poi pittura all’Accademia di Brera, dove approfondisce illustrazione naturalistica e un biennio di Visual Design alla Scuola Civica Arte&Messaggio. Approda “per caso” al mondo dei tatuaggi, proprio come «per caso si ha un’idea geniale o si fanno incontri importanti. Per caso o per destino…», dice. Sin da piccola coltiva la sua passione, preferendo immergersi nel disegno di storie e personaggi fantastici, al gioco con gli altri bambini. «Un modo di viaggiare nel mio mondo immaginario. Non c’era divertimento migliore. Una sera piovosa di 24 anni fa (me lo ricordo come se fosse ieri) ero a casa di una donna che solo più avanti ho capito essere una psicologa. Disegnai una mucca su un prato, con i fiori, la staccionata e le montagne. Ero talmente soddisfatta del mio disegno che volevo portarmelo a casa, ma la signora non me lo permise. Tirai un foglio da una parte, lei dall’altra e il disegno si ruppe a metà. Ero su tutte le furie». Un evento che le ha insegnato a dubitare dell’autorità degli adulti.

Dicono di lei: primordiale come gli elementi. Selvaggia e ribelle.
La tua infanzia con un colore: rosa.
Un sapore: fragola.
Un odore: resina dei pini.
Luoghi a Milano: cimiteri e chiese antiche. In questi luoghi sento la vicinanza con il mistero.
Luoghi a Genova: il mare. Il mare è poesia. Alzare lo sguardo e vederlo è un’emozione grandissima che auguro a tutti.
Una canzone: Barramundi, This Mortal Coil.
Il tuo disegno a dieci anni: donne. Disegnavo sempre principesse e ballerine. Il tema dell’eleganza femminile era centrale.
A vent’anni: volti di donna e soggetti floreali.
Ora: soggetti naturalistici e geometrici.
Tre libri da leggere: Il lupo della steppa di Herman Hesse, 1Q84 di Murakami Haruki e L’identità di Milan Kundera.
Un pensiero, un messaggio: Io ho la netta convinzione che quanto più si amplifichi il proprio bacino di ispirazioni, tanto più sarà bella e personale la nostra opera.
Tre Cosebelle: La creatività, l’abbraccio del mio uomo, l’alba a Genova.
Dove trovarla: Facebook.

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Testo di Giulia Hansstein.