Félix González-Torres (1957 – 1996).

Untitled, 1995, Neue Gesellschaft für Bildende Kunst, Berlino, 1996.

Biografia
Nato a Guáimaro, Cuba. Nel 1971, Gonzalez-Torres visse temporaneamente a Madrid, Spagna, e poi si trasferì a Porto Rico. Nel 1979 ricevette una borsa di studio al Pratt Institute di Brooklyn. Da allora visse e lavorò a New York, partecipando a numerosi premi e mostre importanti, come la Biennale del Whitney (1991), un progetto al MoMA (1992), e la Biennale di Sydney (1996), tenendo mostre personali al Museum of Contemporary Art, Los Angeles e l’Hirshhorn Museum nel 1994, fino alla sua morte avvenuta per complicazioni dovute all’AIDS nel 1996. In seguito il Museo Guggenheim gli dedicò una retrospettiva e divenne il secondo artista (il primo fu Robert Smithson) scelto per rappresentare postumo gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia.


Untitled (America), 1994. Entrata del padiglione americano alla Biennale di Venezia 2007.


In superficie la sua opera ricorda l’arte minimalista, ma la forma non è la sua preoccupazione esclusiva. “L’arte è soprattutto un modo per lasciare una traccia della mia esistenza. Io ero qui. Ho avuto fame, sono stato tradito, ero felice, ero triste, mi sono innamorato, ho avuto paura, ho avuto tante speranze, ho avuto un’idea, avevo un buon fine, ecco perché faccio arte”.
Nel suo lavoro troviamo questo suo desiderio di affermarsi nel mondo dei vivi avendo totale consapevolezza della sua malattia.


Untitled, 1991. Installazione per MoMa di New York “Projects 34: Felix Gonzalez-Torres “ 1992.


Realizza opere in cui l’intento principale è quello di far interagire lo spettatore chiedendogli di portarsi via parte dell’opera. Gli elementi spesso utilizzati sono caramelle, pile, lampadine, orologi, carta, ecc. L’ interpretazione più diffusa dei lavori di González-Torres vuole che i cambiamenti delle sue opere, le lampadine fulminate, l’esaurimento delle caramelle, siano una metafora del processo di morte.

Untitled (Placebo), 1991. Installazione presso Williams College Museum of Art Presents ,2007.


Un altro tema a lui caro è il dualismo, una coppia di orologi fermi alla stessa ora; Untitled 1991, due cuscini su un letto sfatto con ancora il segno di un corpo; Untitled (March 5th)#1 1991, due specchi posti uno di fianco all’altro; Untitled (March 5th)#2 1991. La solitudine non è mai rappresentata dall'”1″ ma dall’assenza del “2”. Racconta attraverso questi lavori la storia di una coppia, l’incontro, la conoscenza dell’altro, la vita insieme.
“L’amore ti dà una ragione di vita, ma è anche un motivo di panico, si ha sempre paura di perdere quell’amore (…). Freud diceva che mettiamo in scena le nostre paure per tentare di ridimensionarle”.

Untitled (Perfect Lovers) 1991.

LIBRI CONSIGLIATI

Felix Gonzalez-Torres

Ristampa del catalogo pubblicato in concomitanza con la retrospettiva Gonzalez-Torres, presso il Solomon R. Guggenheim Museum 1995, solo un anno dopo la morte prematura dell’artista.
Testi: Spector Nancy.
F.to: 16×23,5; pagg. 232; COL e BN;
rileg. rigida telata con sovraccoperta.
Editore: Guggenheim Museum, New York, 1995.

Felix Gonzalez-Torres: Catalogue Raisonné

Questo libro si propone di raccogliere le opere della breve ma molto originale carriera dell’artista cubano. Il primo volume è composto di sei saggi, in tedesco e in inglese, di curatori di musei diversi e della sua gallerista. Il secondo volume tenta di catalogare l’opera completa della sua carriera quasi decennale.
Testi: Wäspe Roland, Mekas Jonas et al.
F.to: 25,5×31; pagg. 112+168 (2 voll.); COL e BN;
rileg. rigida.
Editore: Hatje Cantz Verlag, Ostfildern, 1997.

Felix Gonzalez-Torres

Il volume è una foto raccolta dei lavori dell’artista e inoltre include una lunga intervista/conversazione con un altro artista, Tim Rollins.
Testi: Rollins Tim, Avgikos Jan et al.
F.to: 21,5×30; pagg. 96; COL e BN;
rileg. brossura.
Editore: ART Press, New York, 1993.

Felix Gonzalez-Torres

Testi: Ault Julie., pagg. 320; 200 COL;
rileg. rigida.
Editore: Steidl, New York, 2006.