Francobollo, Capodanno cinese, anno del serpente, 2013

Francobollo, 2013

L’unico momento dell’anno in cui la Cina si ferma è per onorare questa festività: tutto è chiuso sbarrato, come avviene nelle nostre città ad agosto, ma qui la scusa non è il caldo o il desiderio di spiaggiarsi in riviera, quanto piuttosto pura scaramanzia. Ogni lavoro o attività svolte in questa settimana sono di cattivo auspicio. Niente pulizie domestiche, cambi casa o lavoro, firme di contratti, rilascio di visti, acquisti, persino litigare è vietato. L’unica attività concessa è viaggiare per visitare le proprie famiglie e rimpinzarsi di cibo. In compenso, l’ultimo weekend del periodo di festa tutti corrono al lavoro per recuperare i giorni persi. Si, sabato e domenica: io ancora non mi capacito del perché debbano recuperare i giorni di festa.
Un’altra stramba usanza per augurare prosperità e buona sorte è regalarsi ceste di frutta perfetta e lucidata a dovere, o regalarsi buste rosse piene di monetine, in numero pari ma che non 4 o un suo multiplo, perché per assonanza è il numero della morte.

 Il vero spettacolo sono i botti: i fuochi d’artificio sono il massimo divertimento, non che nel resto dell’anno non se ne sentano, ma durante questa settimana di festa sia la notte che il giorno è un’esplosione dietro l’altra. Che cosa vorranno dire poi tutti questi spettacoli pirotecnici? Perché mai un genitore dovrebbe mettere a repentaglio le piccole mani della figlia di quattro anni al massimo per farle accendere -tra urla e risate- un bengala più grande di lei? Perché mai deviare il traffico automobilistico per piazzare, in mezzo alla strada, una scatola di cartone contenente un’inesauribile quantità di fuori artificiali? Perché gli ambulanti hanno smesso di vendere castagne, spaghetti saltati e spiedini per trasformare il loro business su due ruote in un spaccio di botti dalle dimensioni e forme inimmaginabili?

Presto spiegato: c’era una volta un mostro cattivo di nome Nian (che in cinese significa anno) che viveva negli abissi dell’oceano e usciva affamatissimo ogni 12 mesi, alla ricerca di esseri umani da papparsi, portando morte e distruzione; finché un giorno un valoroso vecchio saggio decise di affrontare la bestia mostrando al popolo impaurito che Nian poteva essere respinto con petardi e bandiere rosse.
Da allora il popolo cinese tiene lontano il demone sparando petardi all’ impazzata e addobbando le città di rosso. Anche quei carinissimi rombi tutti intrecciati, che di solito si trovano negli ingressi delle case o sulle finestre, servono a tenere fuori il demone mangia uomini, che deve riuscire a sciogliere i complicatissimi nodi prima di poter entrare in casa.
Così anche la danza rituale del leone, o del drago, simboleggiano il mostro rincorso e scacciato dagli uomini.
Ecco, mi hanno sentito parlare di Nian e ricominciano a sparargli… Basta!

Nian, mostro, capodanno cinese, anno del serpente, 2013

Mostro Nian

Danza del drago

Danza del drago

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Chinese Lunar New Year, Chengdu, China

Secondo il calendario cinese, iniziato ben prima della nascita di Cristo, non siamo nel misero 2013 ma nel più futuristico 4710. Il nuovo anno inizia con la prima luna nuova dopo il dodicesimo mese dell’anno in corso, quindi la data varia sul nostro calendario tra il 21 gennaio e il 28 febbraio. Ogni anno è associato ad un animale dell’astrologia cinese che ne indica le proprietà terrestri e ad un elemento celeste che ne determina l’elemento giuda. In questo modo il buon vecchio 2013 sarà l’anno del Serpente e l’acqua sarà il suo elemento guida.

L’anno del serpente ha dato i natali a molti leader come Mao Tse Tung, John F.Kennedy, Abramo Lincoln e artisti quali Edgar Allan Poe, Pablo Picasso, Shubert; ma è stato anche anno di grandi catastrofi, dall’attacco alle Torri Gemelle nel 2001 (metallo), alla strage di Piazza Tian Anmen nel 1989 (terra), dalla grande depressione del 1929 (terra), alla rivoluzione russa del 1917 (fuoco).
Ricordatevi che l’elemento giuda quest’anno è l’acqua, molto meno funesta del fuoco o del metallo: i saggi dicono sarà un anno in cui tutto scorrerà liscio e senza intoppi… Sperém!