Mi tocca fare outing: tra posizioni scomposte sul divano, disordine e una certa tendenza ad arrabbiarmi troppo in auto, non sono esattamente impostata come una principessa.
Del resto, se anche Kate rompe le rigide regole di stile della casa reale, chi sono io per non sgarrare?
Qualche leggera eccezione al galateo dovrebbe sempre essere perdonata; questione diversa, ovviamente, è cadere nella volgarità o nel cattivo gusto, purtroppo sempre più imperanti.
Ci pensavo proprio la settimana scorsa, mentre assistevo in anteprima ad uno spot ironico, provocatorio ed originale incentrato proprio sull’eleganza.

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Ed ecco che, solo poche ore dopo, il video aveva fatto il giro del web, collezionato migliaia di visualizzazioni su Youtube, ed era stato ripreso da blog e giornali di tutto il mondo. Ma non finisce qui, perché in men che non si dica, il film aveva già aperto dibattiti, infervorato commenti e scatenato ovunque discussioni tra ilpopolodellarete.

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Il video si chiama Ladies ed è il primo spot per Parisian Gentleman, sito francese dedicato all’eccellenza sartoriale e allo stile dell’uomo.
Spinta dal successo del film e dalle sue tematiche, ho deciso di intervistarne i creatori.
È stato allora che, con molta fatica, mi sono alzata dalla scrivania e sono andata a cercarli… Dall’altra parte del corridoio.

CB: Ciao Luca, ciao Gennaro. Complimenti per questo spot, di cui sta parlando tutto il mondo. Potete raccontarci come è nata l’idea?
L e G:
 Ciao Cosebelle! Come molte idee, è nato in modo piuttosto casuale: un paio di giorni dopo aver ricevuto il brief, ci siamo imbattuti in un video di Striscia la Notizia, da un’edizione in cui invece delle veline avevano scelto due “velini” maschi. Quell’inedita consacrazione dell’uomo oggetto ci ha colpito molto. Eravamo delusi, più che disgustati.  Anni e anni in cui le donne hanno – giustamente! – lottato per i loro diritti, ridotti a quei due simboli di “maschilismo al contrario”. Invece di eliminare un atteggiamento negativo del maschilismo, si cercava di propinare alle donne la “libertà di sbagliare” come i maschi.
E da lì abbiamo cominciato a ragionare sui rapporti e sulle influenze reciproche di uomini e donne nella società. E del ruolo dell’eleganza, delle buone maniere.

CB: Il film è stato accolto in modi molto diversi: c’è chi si è sentito offeso, chi l’ha preso alla leggera, chi ha travisato il messaggio, e così via. Sono nate ovunque discussioni molto accese e sentite. Vi aspettavate di aprire questo dibattito?
L: in realtà, sì. Volevamo che la provocazione diventasse il tratto distintivo del film. Il messaggio è un po’ sfumato perché le scene sono in costante bilico tra esagerazione e verità. Più che immaginare un mondo ipotetico ci piaceva l’idea di mettere a nudo certi comportamenti veri e vedere che effetto faceva “togliere il velo”.
G: Ci speravamo! Sapevamo di avere tra le mani un pezzo forte, strano. Ma allo stesso tempo dall’aspetto molto sexy. Come una sedia di design esteticamente bellissima ma dalla seduta scomoda. Nel bene o nel male, chi vede il film ha sempre una reazione.
La cosa divertente è che ogni area geografica del mondo ha reagito al tema in modo diverso, in base alla propria cultura. I paesi latini hanno riso per l’approccio ironico, i Paesi dell’Est Europa hanno approvato il messaggio, l’America ha avuto reazioni più caute e critiche, la Cina… Boh, e chi ci ha capito nulla dei loro blog!

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CB: C’è qualche aneddoto divertente accaduto sul set che volete raccontarci?
L:
Ce ne sono diversi, ma forse la cosa che ci ha fatto più ridere è successa mentre giravamo la scena dello spogliarellista. Non riuscivamo a creare la giusta alchimia tra le attrici ed il ballerino, c’era troppo imbarazzo. Qualcuno della troupe improvvisamente ha fatto partire ad altissimo volume la colonna sonora di Uomini&Donne di Maria De Filippi e lo spogliarellista si è subito “sentito a casa”, iniziando a dare il meglio di sé. Beh, è stata sicuramente la chiave di svolta!
G: è stato un set molto divertente! Nella scena della vasca da bagno ci sono stati un po’ di problemi tecnici perché la pompetta per le bolle non funzionava bene. E, grazie alla legge di Murphy, si era fermato anche il boiler dell’acqua calda. Ancora adesso mi chiedo come ha fatto la ragazza a mollo nell’acqua fredda, mentre cercavano di far funzionare l’effetto bolle, a mantenere quell’espressione serena e rilassata!

CB: Domanda di rito: qual è per voi una cosa bella?
L: Una punizione di Maradona.
G: La faccia burbera di Paolo Conte.