Illustrazione by Sara Zanella - www.trattonero.com

Illustrazione by Sara Zanella – www.trattonero.com

Da insaziabile mangiatrice di teatro contemporaneo quest’anno sono stata felicemente sorpresa di vedere come anche il Veneto abbia fatto nascere una rassegna particolare, SUPERSTART – nome che il Teatro Stabile del Veneto ha scelto per il proprio progetto di Teatro Off – (ossia il teatro del contemporaneo) realizzato in collaborazione con la Regione del Veneto. Si colloca tra Padova e Venezia, a cavallo tra l’inverno e la primavera (più precisamente dal 16 dicembre al 29 aprile). Dieci appuntamenti in programma: il primo – se vogliamo – l’antitesi del teatro contemporaneo e della ricerca, ossia il Teatro Verdi di Padova; il secondo, invece, è il fulcro dell’attività contemporanea del veneziano, Il Teatro Fondamenta Nuove di Venezia.

Sono diverse le compagnie chiamate all’appello che rappresentano principalmente il territorio: Babilonia Teatri, I fratelli Dalla Via, il Tam Teatromusica, il Teatro Bresci, i Malmadur e Livello 4. Oltre a queste realtà venete sono state selezionate tre compagnieche rappresentano il teatro contemporaneo in Italia, a tutte le latitudini: I Motus, Tagliarini/Deflorian e Punta Corsara.

www.darmagazine.it

www.darmagazine.it

Tra le tante compagnie in programma oggi vorrei segnalarvi e farvi conoscere i Motus e il loro lavoro Nella Tempesta, portato al Teatro Verdi il 20 gennaio, per la regia di Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande con in scena: Silvia Calderoni, Glen Caci, Ilenia Caleo, Fortunato Leccese e Paola Stella Minni.

I Motus sono una delle realtà italiane di riferimento per quanto riguarda la scena contemporanea e di ricerca e Nella Tempesta ha un forte impegno civile. Credo che sempre di più il teatro debba essere un mezzo per poter comunicare e per far comunicare le persone, un mezzo che possa raccontare, che possa risvegliare dal torpore, che possa istruire. I Motus lo fanno. Scelgono di rendere partecipe da subito il pubblico facendoli portare da casa una coperta (che verrà donata ai senzatetto), scelgono una narrazione su più livelli che permetta al pubblico di addentrarsi nella tempesta.

Ci troviamo davanti a un progetto esteso e articolato costruito in diversi anni di ricerche, indagini, viaggi, manifestazioni (prende il nome di AnimalePoliticoProject) che ha portato la compagnia a spostarsi costantemente cercando materiale, risposte, testimonianze che potessero raccontare e far capire in qualche modo anche le motivazioni dei viaggi, spesso mortali, in cui si imbarcano gli immigrati partendo dalla lontana Africa verso Lampedusa, imbattendosi nelle avversità di un Mediterraneo che spesso non lascia scampo, viaggi segnati da perdite, umiliazioni, sevizie, disumane detenzioni.

www.numerocivico.info

www.numerocivico.info

Si, la tempesta parla dell’immigrazione, ma parla anche del coraggio, dei sogni utopici, della volontà di cercare e non abbandonare la speranza per una vita migliore, per un futuro diverso, parla della possibilità del cambiamento.

Ma è davvero possibile il cambiamento?

Nel marasma delle tempeste personali e collettive, diventano tutte delle piccole rivoluzioni. Il testo che permette di sviscerare la tematica è Nella Tempesta di Shakespeare, che introduce e accompagna lo spettatore nel viaggio delle navi partite da Cartagine come metafora per introdurlo nel vivo del lavoro grazie al supporto audio-video delle interviste, delle telefonate, dei racconti biografici dei cinque attori. Tra loro spicca e mantiene le redini l’attrice/icona dei Motus, Silvia Calderoni (Premio Ubu Miglior Attrice 2009), con una presenza scenica che va oltre la scena, con una carica che non ha eguali, un corpo che vibra nel suo essere esile ma forte e una voce dolce e piena come poche. Tutti gli attori entrano nell’opera attraverso le loro tempeste intime, il testo si rompe, la drammaturgia è destrutturata da tante azioni personali, tutto appare sconnesso, si cerca una rivoluzione anche solitaria, si prova a rompere l’ordine quotidiano con una azione fuori dall’ordinario.

www.motus.it

www.motus.it

www.motus.it

www.motus.it

www.motus.it

www.motus.it

La coperta è una protagonista delle scena. Diventa eclettica, abita il palco, dà vita ai costumi e agli oggetti di scena, è viva e racconta. Assume un ruolo importante perché rende partecipe il pubblico che porta un pezzetto di sé che poi diventerà qualcosa di molto importante per chi non ha una casa, ha perso tutto. Diventa un riparo caldo e asciutto.

La visione del lavoro assume connotati personali, ed è giusto che sia così, per poi trasformarsi in una visione collettiva e condivisa.

“chiudete gli occhi, immaginate il vento, immaginate il mare freddo, il silenzio immobile prima di ogni tempesta”

www.motus.it

www.motus.it

“Sta a noi trasformarci in lucciole e riformare in noi stessi una comunità del desiderio, comunità di bagliori, di danze malgrado tutto, di pensieri da trasmettere. Dire di si nella notte attraversata dai bagliori e non accontentarsi di descrivere il no della luce che ci rende ciechi.” [Didi-Huberman]

Prossimi appuntamenti di SUPERSTART se bazzicate o abitate in Veneto:

25 febbraio PETITOBLOK di Punta Corsara al Teatro Verdi di Padova

3 marzo CE NE ANDIAMO PER NON DARVI ALTRE PREOCCUPAZIONI di Tagliarini/DeFlorian al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia

24 marzo QUATTRO SOLDI di Malmadur al Teatro Verdi di Padova

15 aprile IN-CORPOREO di Livello 4 al Teatro Fondamenta Nuova di Venezia

29 aprile MIO FIGLIO ERA COME UN PADRE PER ME dei Fratelli Dalla Via al Teatro Verdi di Padova