di Jeffrey Moore

Un giorno anche noi ci estingueremo come i dinosauri. Ed ogni cosa tornerà al suo posto. E quelli che abbiamo vessato, tradito, dileggiato, staranno dall’alto dei cieli a godersi la loro dolcissima vendetta.

C’è chi negli animali non vede nè una forma di intelligenza, nè una forma di vita. E dunque non si sofferma nemmeno a guardarli negli occhi. C’è chi pensa invece che, se è vero – come si dice – che gli animali non hanno un’anima allora è nell’anima che deve risiedere il male, perchè essi di certe bassezze non sono capaci. C’è chi infine di animali ne vede ovunque, anche dove non ce ne sono. Proprio come Nile Nightingale. Dev’essere colpa dell’alcol, del Prozac, del freddo che stringe i vasi cerebrali e non fa più pensare.

Diavolo se fa freddo in Quebec. Eppure è un bel posto per scomparire. Sotto la  neve, tra gli ululati dei coyote, nascosto nell’anonimato e nella latitanza. Sarebbe bello sparire se solo il destino lo permettesse. Ma il destino è un segugio dal fiuto finissimo e se ha previsto per te una strada disseminata di guai, stai pur certo che ti troveranno anche sotto tre metri di neve e di ghiaccio.

A volte però guai e soluzioni vanno a braccetto e hanno l’aspetto massacrato di una ragazzina quattordicenne dall’elevato Q.I. trovata agonizzante in un lago gelato. Un’amicizia, seppur squinternata, non può fare del male. Ed è così che Nick e Céleste, il latitante drogato e l’animalista impavida ritroveranno l’una nell’ altro la tanto agognata fiducia nell’essere umano.

Servirà versare tanto sangue, far sussultare il cuore a ogni rumore, impugnare fucili e guardare la maestosità della natura che ci veglia, incarnata dal balzo perfetto di un coguaro, reale o immaginato che sia.

Isbn Edizioni pubblica un romanzo ricco di dolore, speranza e poesia, una commedia nera sulla specie più pericolosa e indecifrabile di tutto il creato: l’uomo.

E se dobbiamo estinguerci, che almeno restino le stelle a guardare.