E finalmente è primavera anche qui, con la speranza che resti, con l’incertezza che tra due giorni lo scenario cambi del tutto e con lo stupore di ogni mattina di sole, dove il sole non è niente di scontato.

Un’altra primavera, le terrazze che si aprono, i teli che si stendono per terra, nuovi picnic, posti di sempre, che prima erano sconosciuti, poi sono diventati scoperta e ora fanno parte di quella che è diventata casa.

Champs de mars, pic nic, Parigi.

Champs de mars, pic nic, Parigi.

Nuove mattine a correre lungo lo stesso tragitto, quel tragitto che si conosce a memoria, sanpietrini compresi, e che si conosce con sfumature luci e riflessi che variano al variare dei minuti.

Si scoprono le gambe, timidamente, perché non si sa mai se quel cielo e quel tepore ti accompagneranno per tutto il giorno. Scattano gli accostamenti più strani tra piumini e sandali, vestitini e collant invernali, perché c’è voglia di lasciarsi andare al caldo, ma non se ne ha troppo l’abitudine, anzi, forse ci si è dimenticati come si fa.

Les quais, i sanpietrini, Parigi.

Les quais, i sanpietrini, Parigi.

E mentre tutto si rillumina fiorisce e si riattiva, c’è il tempo che passa e le immagini che ti portano a ricordi che ormai vanno indietro di una, o due primavere, ricordi che si accumulano, volti che sono sempre gli stessi, ma più solidi, più familiari, quotidiani, volti che sono famiglia, perché l’amicizia, in alcune circostanze, diventa presto qualcosa di più e allora quei numeri di telefono preziosi sono quelli delle amiche, ma è come se fossero allo stesso tempo amiche mamma sorella compagno, tutto perché nella lontananza la vicinanza diventa pelle e sangue e sorrisi e lacrime e bottiglie di vino aperte a turno e divano terra mare, momenti che sono stati e la certezza di quelli che saranno.

Les bichettes, noi. Parigi.

Les bichettes, noi. Parigi.

Casa è sempre quella e ormai degli alberi e dei fiori conosci i ritmi, cogli i cambiamenti e trattieni il profumo, quel profumo di casa che riconosci quando torni e che ti manca quando non ci sei, tanto da non farti più distinguere se torni o se parti, se arrivi da casa o se a casa sei diretta, ma il bello è poi questo, non dover scegliere, come tanti limitatamente pensano, ma riconoscere di avere braccia e cuore grandi per abbracciare tutto e gambe svelte, per accorciare le distanze.

Colori, profumi, piante e fiori...casa.

Colori, profumi, piante e fiori…casa.

Una nuova primavera, ponti che si sono rotti, altri che stiamo valutando se attraversare fino in fondo o se tornare indietro, ma dove abbiamo la certezza che tutto è fatto di scelte, dove sappiamo quanto è costato alle volte conquistare ciò che oggi ci strappa un sorriso, dove sappiamo quanto valore ha quello che oggi riempie la nostra vita, perché se da zero si parte non ci sono abitudini né congetture, non ci sono doverismi né un gregge da seguire, c’è la scelta quotidiana, c’è il tutto o il niente senza nessuno da emulare. C’è un cuore da seguire, un coraggio da far uscire e il bello di scegliere da soli la musica sulla quale ballare, col rischio che non sia quella adeguata, ma sicuramente con la certezza che la scelta sarà stata la nostra.

Les Tuileries, Parigi

Les Tuileries, Parigi

Una nuova primavera, nuove giornate da signorina Silvani nel paese dove l’aria condizionata pare un lusso per pochi, nuove serata alle quali si arriverà trafelate, appiccicaticce da metrò, perché qui passare da casa a cambiarsi è un lusso dimenticato e, oggi, visto persino come inutile. Perché è un peccato rimandare, è un peccato perdersi anche solo un bicchiere di vino solo perché c’è un doppio strato di smalto da mettere o perché la scarpa non è giusta. Eleganza essenziale, ma autentica, semplicità, spontaneità che seduce e ammalia, perché il dopo arriverà, ma noi, che al massimo riusciamo ad aspettare che un semaforo diventi verde, giusto perché stiamo cantando la nostra canzone a squarciagola, del dopo ce ne facciamo poco. E’ l’oggi che vogliamo, oggi che desideriamo vivere e così anche il tempo diventa relativo, perché magari domani pioverà, però oggi c’è il sole, oggi fa caldo e oggi noi non l’abbiamo lasciato passare inosservato e quindi ecco, se domani pioverà avremo comunque il sorriso, pensando alla serata passata sedute per terra col caldo sulla schiena e sicure che fra qualche giorno questo caldo tornerà ancora.

Jardin du Luxembourg, Parigi.

Jardin du Luxembourg, Parigi.

E’ questo l’augurio di questa nuova primavera, che non è uno svoltare pagina, visto che le certezze sono già tutte lì e non è neanche una stagione di transizione, perché quello che verrà lo vedremo, ma oggi, proprio l’adesso e il qui, non vogliamo perdercelo per niente al mondo.

Le peniches, i fuochi d'artificio, le sere calde, Parigi.

Le peniches, i fuochi d’artificio, le sere calde, Parigi.