Per conoscere una città, non c’è niente di meglio che girarla con un local, uno degli abitanti del posto.
Se poi i locals diventano sette, e i loro consigli una mappa tascabile e gratuita piena di chicche sulla città, ecco USE-IT Milan, la guida turistica come la scriverebbero i tuoi amici.

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Versione milanese del format USE-IT, network che in tutta Europa ha già prodotto 34 mappe belle, promette di guidare i giovani turisti alla scoperta del lato più vero della città, tra trucchi di sopravvivenza, rituali del posto e gioielli nascosti. Ingrediente principale, oltre alla conoscenza del luogo, è l’ironia e, soprattutto, l’auto-ironia.
Ecco allora che lo slogan della mappa diventa “Feel superior and show it to everyone”, scimmiottando lo snobismo cittadino, mentre la copertina è dedicata alla Torre Velasca, bollata dal Daily Telegraph come l’edificio più brutto del mondo.use-it_milano_cosebelle_00

Ma come nasce una mappa e quali sono i retroscena di un lavoro così bello ma anche difficile?
Cosebelle ha intervistato i creatori di questa bella guida: Tomaso Musicco (nella vita Architetto, editor-in-chief della mappa), Giuseppe di Lernia e Anna Resmini (Illustratori), Federica Chierici (Fotografa), Silvia Piombo (Photo Editor), Serena Pulga (Copywriter) e Federico Demartini (Creative Technologist), per farci raccontare in prima persona quest’esperienza così particolare.

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Cosebelle: Ciao ragazzi! Prima di tutto complimenti per la mappa, è davvero bellissima. Ma partiamo dall’inizio dell’avventura: come avete conosciuto USE-IT e come avete formato il team per creare quella di Milano?

USE-IT Milano: Le mappe USE-IT si trovano in giro per l’Europa, a casa di amici o per passa parola. In Belgio USE-IT ha anche dei punti di distribuzione dedicati e in effetti noi le abbiamo incontrate lì, chi ad Anversa, chi in giro in bici per città più piccole.
Se abbiamo scoperto in maniera diversa le mappe, è però vero che tutti abbiamo fatto lo stesso pensiero: Milano doveva avere la sua!
E potremmo aggiungere che il gruppo di lavoro che ha realizzato questa prima edizione prima erano due separati, che hanno unito le forze appena hanno scoperto di star lavorando sulla stessa cosa.
In questo modo ci siamo ritrovati in ben 7 persone a lavorare a capo fitto.

CB: Qual è stata la parte più bella del lavoro? E quella più difficile?

U: La parte più bella è stata scoprire quante persone hanno apprezzato, e continuano ad apprezzare, il nostro lavoro, vedere che USE-IT Milan è amata dagli altri tanto quanto la amiamo noi.
Ogni giorno riceviamo mail e commenti sulle pagine social perché la mappa piace!
Quella più difficile, forse inutile che lo diciamo, è stata trovare dei soldi. USE-IT Milan è una free map, nessuna attività commerciale paga per essere inserita nella mappa e nessun turista paga per poterne avere una copia. La prima edizione è stata stampata con il sostegno del Comune di Milano e di esterni, ma è ovvio che noi siamo sempre alla ricerca di miliardari mecenati che supportino il duro lavoro che c’è dietro a questo progetto e vogliano “donare” la mappa ai giovani turisti in visita in città.

CB: Nella vostra mappa c’è molta autoironia, che la rende sicuramente diversa da tutte le altre guide. Quali sono gli ingredienti perfetti per una mappa utile ma anche divertente?

U: Qualcuno potrebbe dirti, da milanese, che non è autoironia bensì studiata strategia di comuncazione.
In realtà non è così, l’autoironia è uno dei tratti distintivi di tutte le mappe del network. USE-IT richiede di descriversi ai propri coetanei, e di farlo in maniera naturale e senza tanti giri di parole, ovvio che la maniera migliore sia la dissacrazione e lo sfottò.
Anche l’ingrediente principale sappiamo perfettamente quale sia, ovvero il motto “Act Like a Local”, che ti obbliga a spiegare cosa voglia dire essere della tua città, a scavare, o volare alti, tra le piccole psicopatie o manie metropolitane. E lì, ovviamente, l’autoironia non solo è stata d’aiuto, ma addirittura ci ha salvati dallo scoprirci peggiori di quanto in realtà siamo!

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(via Facebook)

CB: Tutti i posti indicati nella USE-IT sono fondamentali da visitare per conoscere Milano, ma se ne doveste sceglierne solo 5, quali sarebbero?

U: Guarda, ci abbiamo pensato molto, poi abbiamo ripensato a Nicolas, uno dei ragazzi che segue USE-IT Europe, il quale ci ha raccontato di come finire nelle Top 5 abbia rovinato alcune birrerie di Bruxelles. Ci appelliamo a quell’esperienza per dirvi che non vogliamo rispondere a questa domanda. Ma voi siete liberi di pensare che sia per pigrizia, eh!
Comunque, cari lettori, un paio di domande più sotto trovate ugualmente una specie di classifica, quindi non facciamo tanto danno a rifiutarci di compilare questa 🙂

CB: Nella mappa di Milano che vorreste, cosa ci sarebbe che però in città manca?

Tom: Più locali per concerti, è un metro dell’attività culturale della città.
Federico: Metropolitane che girano anche la notte
Federica: Una biblioteca aperta tutta la notte.
Silvia: Il mare!
Serena: Un infodesk USE-IT Milan! (e il mare, ovviamente) (e quindici linee della metro)
Anna: Acqua Acqua Acqua ! Non quella che scende, che già ne abbiamo di frequente, ma un pò di quella che scorre allo scoperto !
Gius: Il mare (se Milano avesse lu mere sarebbe una piccola Beri) e piste ciclabili come se non ci fosse un domani

CB: Qual è il vostro posto preferito di Milano?

Tom: Adoro attraversare il castello corte dopo corte e trovarmi al Parco Sempione, senza vedere palazzi intorno a me.
Federico: la Galleria d’Arte Moderna e il palazzo che la ospita; qualche anno fa le è stato “rubato” il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, che fino a quel momento poteva invece essere goduto gratuitamente ogni volta che lo si voleva.
Federica: La Torre Branca dalla quale si può ammirare Milano dall’alto.
Silvia: I fenicotteri rosa di Palazzo Invernizzi! Una chicca da bambine anni Ottanta che vengono convinte ad andare alla lezione di danza sono perché possono sbirciare dalle sbarre della villa questi esotici animali.
Serena: Qualsiasi posto mi faccia esclamare la milanesissima espressione: “e non sembra neanche di essere a Milano!”
Anna: Quando fa sera e va a dormire è tutta bella! Pedalando accanto al Duomo, imbocco Via Dante, all’orizzonte vedo il Castello e mi commuovo.
Gius:  Le chiese di San Maurizio e Santa Maria presso San Satiro e la Casa Museo Boschi Di Stefano

CB: Quale posto avreste voluto includere nella mappa, a posteriori?

Tom: La Rotonda della Besana, purtroppo con le scelte obbligate date dal formato fisso, abbiamo avuto anche degli eccellenti esclusi.
Federico: Il Nun, una gastronomia mediorientale che ci piace definire “kebapparo hipster”
Federica: San Bernardino alle Ossa, l’ossario in piazza Santo Stefano
Silvia: La Balera dell’Ortica
Serena: Il Chinese Mall di Paolo Sarpi, un’esperienza sovrannaturale.
Anna: La trattoria Da Tiberio sotto casa (Via Farini, Isola) aperta solo a pranzo con una clientela che merita di sopravvivere ancora a lungo. La Milano di una volta resiste tra un bicer de vin e una partita a briscola!
Gius: La pizzeria Mimmo in via Alfredo Albertini

CB: Domanda di rito: qual è per voi una cosabella?

Tom: La bici ben oliata.
Federico: I bambini di Milano sono bellissimi.
Federica: Scovare posti sconosciuti di Milano da inserire in mappa.
Silvia: Incontrare per caso per strada un turista che legge USE-IT Milan
Serena: Fare un bel, super-calcato check su una delle voci della “Things to do before I die” list.
Anna: Milano sempre da scoprire!
Gius: Passare una giornata intera a disegnare sotto gli alberi della biblioteca di parco Sempione.

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USE-IT Milano si può trovare, gratuitamente, direttamente in città: negli ostelli, all’Informagiovani e in Cascina Cuccagna, ma si può anche scaricare e consultare, sempre liberamente, qui.
Per info: facebook.com/useitmilan