<<Un messaggio in un’antica mappa del centro America del 1700 riportava una frase che è diventato il mio motto, diceva: ‘DISTRIBUZIONE D’INFORMAZIONE UTILE’>> Tre semplici parole per raccontare l’importantissimo lavoro portato avanti da Andres Asturias e dal suo team: La ERRE splendido spazio culturale a Guatemala City, di cui Asturias è direttore, e la rivista RARA sono il punto di riferimento per l’arte, l’architettura e il design in tutto il Centro America. E noi abbiamo ne varcato la soglia.

La ERRE – Espacio Cultural a Guatemala City: “Sarebbe dovuto essere solo un esperimento di un anno -ci racconta il direttore- Eppure sono già passati due anni e mezzo”

COSEBELLE: Come è nata l’idea di questo spazio? 
Andres AsturiasLa ERRE nasce per una serie di coincidenze, di miracoli e con tanto lavoro. Il diretto precedente è RARA, rivista multidisciplinare incentrata sulle espressioni artistiche del Centro America, ideata per riempire un vuoto. In America Centrale infatti non esistevano un periodico dedicato ai movimenti culturali o un mezzo in grado di unire diversi paesi in un unico progetto: Guatemala ed El Salvador, ad esempio, sono da sempre ben collegati fra loro, così come avviene per Panama e Costa Rica. Eppure, tutti insieme erano sconnessi. Oggi RARA riempie questo deficit di comunicazione a livello artistico: è disponibile nei più importanti musei locali e in vari punti di distribuzione, selezionati secondo criteri di qualità e conoscenza. Abbiamo iniziato a presentare le uscite di RARA organizzando esposizioni sugli artisti pubblicati: queste iniziative erano promosse in luoghi/non luoghi di Guatemala City, spesso in cantieri in costruzione, magazzini, garage… Una di queste mostre, la più importante, ha avuto luogo nello spazio che oggi è La ERRE.

Rivista - RARA

Rivista – RARA

“Oggi RARA riempie il deficit di comunicazione a livello artistico del Centro America: è disponibile nei più importanti musei locali e in vari punti di distribuzione, selezionati secondo criteri di qualità e conoscenza”

CS: E tutto questo quando succedeva? Raccontaci di questa esposizione
AANel 2011/2012, ciascuna uscita di RARA era accompagnata ad un’esposizione della durata di un giorno: seppure molto breve, erano eventi intensi e ben curati. Dopo circa un anno, insieme alla Fototeca -scuola di fotografia e punto di riferimento per tutti i fotografi e gli artisti di città del Guatemala, ndr – abbiamo dato vita ad un festival di fotografia, divenuto l’evento più importante di tutto il Guatemala e con risonanza internazionale: GUATEPHOTO. Ci siamo messi alla ricerca di uno spazio che potesse essere il punto di riferimento della manifestazione e ci siamo imbattuti in questa incredibile bodega, con annesso spazio all’aperto: nessuno avrebbe mai immagino che  sarebbe diventato La ERRE. La manifestazione contava vari spazi espositivi sparsi in quest’area della città, la zona 4, e nella zona 1. Il quartiere a quel tempo era vuoto, non c’erano tutti gli studi che vedi adesso, ma il giorno dell’inaugurazione sono arrivate 4.000 persone! Qualche tempo il proprietario dello spazio, innamorato del lavoro che avevamo fatto con la bodega, ci ha proposto l’uso a titolo gratuito per un anno con un solo impegno: continuare con gli eventi culturali. Ed è così che La ERRE è divenuto uno spazio espositivo permanente, nonché sede della rivista RARA.

La ERRE - Espacio Cultural

La ERRE – Espacio Cultural

CS: E oggi cos’è La ERRE?
AALa ERRE è un inizio, sarebbe dovuto essere un esperimento della durata di un anno e sono già passati due anni e mezzo. Il primo anno, per sfruttare al meglio il tempo che sapevamo essere limitato, abbiamo curato 12 eventi mensili tra esposizioni, proiezioni, incontri, workshop. Col passar del tempo abbiamo capito che potuto continuare a vivere: questo ci ha portato a fare chiarezza su chi siamo e cosa volevamo essere, soprattutto per la comunità. Abbiamo rivisto il calendario mensile: adesso organizziamo due esposizioni al mese, una di un artista affermato e l’altra di un artista emergente; una proiezione cinematografica; un concerto e una “rareza”, ovvero un evento particolare come un torneo di ping-pong, un incontro con un artista, etc.

CS: Hai citato il ruolo centrale della comunità: quali sono state le reazioni di fronte a questa novità?
AAAl primo incontro culturale sono arrivate circa venti persone, ovvero le stesse che avremmo incontrato in un qualsiasi centro culturale, discutendo esattamente delle stesse cose, anni prima. Niente di più estraneo alla visione che avevamo. Così, abbiamo rivisto il tiro e la volta successiva abbiamo promosso uno speech sul tema: “Per essere grafici bisogna studiare in una scuola di grafica?”. Abbiamo invitato i due migliori grafici guatemaltechi (che non avevano studiato grafica!), due professori che insegnano grafica nelle due migliori università di Guatemala City ed un moderatore. Il pubblico? 120 persone interessate e partecipi.

La ERRE - Espacio Cultural

La ERRE – Espacio Cultural

La ERRE - Espacio Cultural

“Il nostro intento? Coinvolgere, con le manifestazioni, ma anche concependo La Erre come spazio urbano. Vorremmo che per la gente del quartiere divenisse “spazio di tutti”: giocando, mangiando, godendosi un concerto, una mostra, festeggiamo un compleanno, vivendo. Oltre alle esposizioni, i dibattiti e le proiezioni abbiamo spesso festeggiato compleanni di bambini o di adulti, abbiamo organizzato due matrimoni, un torneo di ping-pong invitando tutti gli studi di disegno del quartiere, studi che fra loro nutrivano rivalità per ovvie ragioni di concorrenza, ma che ora hanno trovato il modo di collaborare e convivere. Tutte le persone che hanno scelto zona 4, per vivere o lavorare, hanno meno di 40 anni e la maggior parte usa la bicicletta. Questo quartiere, nonostante i suoi problemi, è molto diverso da tutti gli altri. E noi ne andiamo fieri.”

CS: Qual è il rapporto tra la ERRE e la zona 4?
AAAncora non è perfetto come vorrei. Piano piano il quartiere sta scoprendo una nuova identità, grazie a tutti i giovani che hanno scelto di vivere e lavorare qui. Purtroppo l’integrazione con chi vive qui da generazioni non è ancora avvenuta. Mi piacerebbe che tutti i bambini del quartiere utilizzassero il giardino come fosse il loro. Inizialmente la novità ha aiutato, c’erano almeno una decina di persone presenti tutti i giorni; per questo abbiamo predisposto il cricket, l’altalena, hula-hoop e tanti altri giochi. Persa la novità questi bambini non sono più arrivati, mentre si sono fatti largo i ragazzi del liceo qui di fronte: vengono a mangiare, studiare, chiacchierare. Il vero problema è la sicurezza: quando siamo arrivati, due anni e mezzo fa, non c’era alcuna preoccupazione, ma da qualche tempo le cose sono peggiorate: io stesso ho subito un fermo e la gente viene assaltata da ragazzini armati solo per il telefono o qualche soldo. Siamo costretti, per maggiore sicurezza, a tenere il portone principale chiuso e per me è un dispiacere immenso: tutti sanno che la ERRE è sempre aperta, che c’è un ingresso secondario, ma arrivare qui ogni mattina e vedere quella porta chiusa mi distrugge; per questo ci siamo uniti con altre abitanti della zona per individuare una soluzione. Ad oggi abbiamo unito le forze con una colletta per aumentare la sicurezza; la municipalità non è in grado di aiutare l’arte e non può sostenerci in questo senso.

CS: Come pensi possa migliorare tutto questo? Come immagini in futuro la ERRE e la zona 4?
Andres AsturiasPenso che dovrebbero nascere altri spazi aperti e che quelli esistenti si debbano aprire di più al pubblico, cercando un modo di agire meno chiuso. Molti dei progetti che stanno venendo alla luce qui, prolificano solo perché c’è interesse a far parte di un quartiere creativo e multidisciplinare, ma non stanno proponendo un progetto aperto alla comunità. Non è sempre così: ad esempio, Alfredo Maul sta sviluppando G22, iniziativa promettente e rivolta alla comunità, focalizzata sull’ecologia, sull’uso consapevole dei materiali e dell’energia. Tutto questo va benissimo e dobbiamo continuare continuare a muoverci nella strada di un dialogo più forte ed incisivo.

CS: Il progetto architettonico dello spazio di la ERRE: come è stato strutturato l'intervento di recupero dello spazio? LA ERRE: Lo spazio non necessitava di grandi interventi, c’erano perdite d’acqua da sanare, non c’era luce ne acqua. Abbiamo semplicemente illuminato, inserito dei pannelli per le esposizioni, e portato gente!!! La parte del giardino era una scatola di cemento, qui siamo intervenuti massivamente lasciando sempre un sapore industriale ma traducendolo in parco urbano

“Lo spazio non necessitava di grandi interventi, c’erano perdite d’acqua da sanare, non c’era luce ne acqua. Quanto al progetto architettonico dunque ci siamo focalizzati sugli impianti; poi abbiamo inserito dei pannelli per le esposizioni e portato gente!!! La parte del giardino era una scatola di cemento, qui siamo intervenuti massivamente lasciando sempre un sapore industriale ma traducendolo in parco urbano.”

La ERRE - Espacio Cultural

La ERRE – Espacio Cultural: vista interna

CS: Come scegliete gli artisti da presentare?
AALo standard per la selezione è molto alto, il 90% delle richieste che ci arrivano non vengono pubblicate per questo motivo: esponiamo solo i migliori lavori tra tutti quelli inviati. La metà degli artisti presentati non sono guatemaltechi e, ad eccezione di un’altra realtà locale, Ultravioleta, siamo gli unici ad invitare artisti stranieri, provenienti dal Centro America e dal resto del mondo. Tutto ciò  sta cambiando lo scenario degli artisti guatemaltechi: anche loro hanno infatti capito che c’è un altro modo di esporre, capace di risultare più provocatorio e interessante per il pubblico. Iniziano ad aprire spazi espositivi senza ricorrere alle istituzioni, con la diretta conseguenza che si sta facendo strada una corrente di pensiero molto più fresca, più giovane e più aperta.

CS: Quali sono le novità più promettenti del panorama locale al femminile?
AAPurtroppo le donne sono ancora in minoranza rispetto agli uomini, ma solo da un punto di vista quantitativo perché a livello qualitativo ci sono alcuni progetti veramente validi. Il gap si deve al fatto che fino a 30/40 anni fa era molto difficile, soprattutto per una donna dell’America latina, dedicarsi completamente all’arte: alcune nazioni di quest’area sono estremamente maschiliste, mentre  il Costa Rica o Panama presentano un numero più cospicuo di artiste emergenti; in media, ogni paese del centro America ha almeno due artiste affermate. In particolare, in Guatemala, ci sono tre artisti punto di riferimento della scena contemporanea: Aníbal López, Regina Jose Galindo, molto quotata come curatrice museale a livello mondiale –di recente in Italia, al PAC di Milano, nonché  Leone d’Oro alla 51° Biennale di Venezia come migliore artista under 35 “per aver saputo dare vita a un’azione coraggiosa contro il potere”. ndr– e Darío Escobar. Tra i talenti femminili, under 30, della nuova generazione,  voglio segnalare come Andrea Vargas e Andrea Mármol che insieme a Alberto Rodriguez e Mario Santizo sono artisti emergenti da tenere a mente.

CS: Ci sono nuovi progetti? Andres Asturias: Da poco è nato un progetto che vuole istruire in modo alternativo la nuova generazione che entra a far parte della comunità creativa guatemalteca. Le università sono come rovine . Le quattro pareti di una classe racchiudono un sistema accademico obsoleto dove mutilano menti creative. Come reagire a questo sistema accademico d’inquisizione creativa? Nasce FORM, programma educativo  del Centro Culturale ERRE focalizzata sulla progettazione grafica , pubblicitaria e artistica. È stato formato un team di 6 professori ognuno dei quali appartiene ad un modulo di un mese incentrato sulla propria disciplina. Tutti i professori realmente sono architetti artisti, grafici nessuno è un professore universitario questo per trasmettere nel modo più pratico e sincero possibile la loro esperienza nel settore. Il programma è iniziato a giugno, i ragazzi sono in 15 sin dal primo modulo nessuno si è ritirato e sono tutti vivacemente interessati e partecipi.

“Tra i nuovi progetti,  segnalo l’idea di concepire un modo alternativo di entrare a far parte della comunità creativa guatemalteca per le nuove generazioni. Le università sono come rovine. Le quattro pareti di una classe racchiudono un sistema accademico obsoleto dove mutilano menti creative. Come reagire a questo sistema accademico d’inquisizione creativa? Abbiamo pensato alla nascita di FORM, programma educativo del Centro Culturale ERRE focalizzata sulla progettazione grafica, pubblicitaria e artistica. Il team è formato da 6 professori, ognuno dei quali ha a disposizione un modulo di un mese incentrato sulla propria disciplina: sono architetti, artisti, grafici, nessuno è un professore universitario. Così possono trasmetter,e nel modo più pratico e sincero possibile, la loro esperienza nel settore. Il programma è iniziato a giugno, i ragazzi sono in 15 sin dal primo modulo nessuno si è ritirato e sono tutti vivacemente interessati e partecipi.”

CS: Una cosabella che vuoi raccontarci?
AAIl riscontro che ha avuto il progetto a livello nazionale ed internazionale è stato molto gratificante. Lo spazio è già diventato un punto di riferimento per l’area centroamericana. Una volta, durante un’esposizione, è arrivato un signore; mi ha chiesto se lavoravo qui e poi ha aggiunto: “Mi sento confuso, provo come un conflitto interiore, guardo la mostra e non so se mi piace! Mi piace, ma non è quello che mi aspettavo. Però rifletto e mi emoziono, mi aspettavo di vedere qualcosa di “bello” inteso come il bello che si può trovare dentro una galleria d’arte”. Questa persona mi ha veramente impressionato, con il lavoro che abbiamo presentato siamo riusciti a far riflettere e a far emozionare un uomo! Quindi SI: si può creare un dialogo attraverso l’arte visiva, SI, si può fare in Guatemala e SI è necessario farlo per tutta la comunità.

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Dove&Quando: Ciudad de Guatemala, Vía 6 2-60, zona 4 // Dal lunedì al venerdì, 10.00- 18.00; il sabato 9.00-1.00