Ormai l’avrete capito, la Cassettina è un po’ il nostro momento chiacchiera. E come spesso accade, le chiacchiere, anche le più profonde, iniziano a volte con delle considerazioni banali. Magari si inizia parlando del tempo, come in ascensore. Ciò che conta però è sapere andare oltre. Con la Cassettina di ottobre (come con tutte le altre) ad andare oltre ci pensa soprattutto la musica.

Forse è perché sto invecchiando, ma ho scoperto che pure ottobre ha il suo fascino. È vero, iniziano i primi freddi (e se ve lo state chiedendo, no, non sono #teaminverno) e le giornate durano sempre meno, ma anche questi dettagli aumentano il suo allure. Dopotutto non è ancora quel freddo invernale, a ottobre si può girare davvero come nei servizi di moda che inizi a vedere nelle riviste d’agosto e ti fanno venire voglia di freddo: gambe senza calze e cappotto aperto, senza dieci giri di sciarpa. E poi in ottobre si ricomincia a cucinare, a bramare il divano, a pianificare cene da amici e mini gite fuori porta.
Ma c’è un’altra cosa che ottobre si porta con sé: finalmente si può fare attività fisica senza perdere la dignità. Intendo dire senza diventare cianotici, senza sciogliersi, senza dover per forza pianificare quando uscire perché se sbagli rischi un colpo di calore (o di freddo). Ottobre è il mese in cui cominciare (o ricominciare) a correre all’aperto è bello anche per chi lo sport lo ha sempre tenuto a debita distanza e al liceo durante l’ora di educazione fisica fingeva sempre dei malori. Che credete, da queste parti una volta era tutta campagna e scuse da manuale. E invece un anno fa è accaduta una cosa incredibile: ho iniziato a correre e mi è piaciuto. Un po’ alla volta ci ho aggiunto lo yoga, saltuariamente il nuoto e la cosa non mi pesava. Anzi, mi piaceva sorprendermi di come rispondeva il mio corpo e di come attendevo il momento in cui avrei messo le scarpe e inforcato le cuffie. E quando dico che mi sorprendevo, lo dico per davvero. Per farvi capire meglio: io la tuta non la mettevo nemmeno per rimanere in casa. Mi sono sorpresa a credere a quelli che ti dicono che correre (o fare sport, in generale) ti fa sentire bene e ti fa vedere un te stesso nuovo, anche se non dimagrisci 20 chili o non ti trasformi in un culturista. Sia chiaro: niente fanatismi, giammai. Saltare un allenamento non è una tragedia, rimango ancora del partito del farlo senza ansie. Quest’estate, con quaranta gradi – per esempio – ho riposto le scarpe nella scatola in attesa di momenti migliori, non mi svegliavo certo alle 4 del mattino.

La Cassettina di ottobre ha due obiettivi precisi: dare la carica per una buona mezz’ora di running attingendo a piene mani tra le recenti uscite.

Ottobre è il mese perfetto per provarci. Così quando fuori sarà moooolto più freddo avrete dalla vostra la motivazione per non demordere. Per questo la Cassettina di ottobre è stilata con un due obiettivi precisi: dare la carica attingendo a piene mani tra le recenti uscite che tra l’altro meritano un sacco. È uscito il nuovo delle Warpaint (nella Cassettina di ottobre ci trovate New song), quello di Nicolas Jaar (No l’ho messa alla fine, così fate defaticamento o la doccia con stile), A seat at the table, il primo lp di Solange (e mica per caso ci trovate anche la scalmanata sorella maggiore con Run the world). Per i momenti in cui di solito scende il respiro, non preoccupatevi, arriva la carica: il nuovo di Banks (The Altar è davvero wow, e Trainwreck vi spingerà parecchio, garantito), Starboy di Weeknd + Daft punk (ennesima conferma che questi due quello che toccano diventa oro, sempre) e la botta di Nos garantita da Kill V. Maim di Grimes. E poi ci sono Jones, , Shura (già amata al Primavera Sound).

Ho provato stamattina la Cassettina di ottobre e ha decisamente passato il test. Mi raccomando però, l’ordine stavolta è più importante del solito! Poi vabbé ognuno corre e si muove a suo modo e non voglio sembrare un motivatore americano, ma arrivare in debito d’ossigeno e nel frattempo vi parte No di Jaar… Ecco, non ve lo consiglierei.

Ottobre è davvero il mese perfetto per iniziare a guardarsi indietro soltanto dopo aver fatto un bel po’ di chilometri. Anche non metaforici, concreti, fatti d’asfalto. Ma se no, potete mettere play anche mentre cucinate, non cambia niente. Al massimo mescolerete con più foga.

 

Le altre Cassettine le trovate tutte qui.

La copertina della Cassettina di ottobre è di Sandra Lazzarini.