Il problema con la Cassettina è che ogni volta che parto viene fuori uno spiegone, ne avevo già parlato. Di che mese si tratta, che cosa evoca, e insomma venite con me nella mia panchina a tirare le briciole di pane raffermo ai piccioni. È che la Cassettina respira l’aria del mese in cui esce, c’è poco da dire. È così. Nasce attorno a un’idea ma in realtà è pregna di quei 30 giorni. Una cosa simile alla combinazione tra segno zodiacale e ascendente. A guardarla questo mese, la Cassettina di novembre sembra una roba un po’ da pazzi. Tipo glielo andate a dire voi a Bianconi che I Provinciali sono seguiti da La Differenza tra me e te di Tiziano Ferro? Non lo so come la potrebbe prendere. In realtà, come sempre, il tema c’è, anche se non è così immediato.

Nella Cassettina di novembre ci sono dieci artisti protagonisti di quest’anno. Ma del 2016 ce ne frega poco, noi guardiamo indietro. Noi vogliamo CANTARE.

Questo mese la Cassettina prende dieci artisti che in questo 2016 hanno pubblicato (o dovrebbero pubblicare) un disco nuovo. Ma siccome novembre è un mese triste (sì novembre è un mese triste, sorry amici dello Scorpione) abbiamo bisogno di comfort food, anche per le orecchie. Ecco perché, piuttosto di mettere i singoli appena usciti, nella Cassettina di novembre ho pensato di mettere alcuni loro pezzi più vecchi. Quelli a cui ci siamo affezionati di più. Quelli che mi piacciono di più. Dopotutto è proprio in questi giorni che si inizia a fare qualche strappo alla dieta con la scusa (ormai del tutto falsa, causa global warming) dell’immagazzinare scorte per l’inverno. Si sorseggia la prima cioccolata calda sul divano, si prepara una torta per ingannare una noiosa domenica pomeriggio, si invitano gli amici a cena una sera ché fuori piove. Qualcuno potrebbe dire che è l’inizio della fine, ma noi no. Diciamo che novembre sulla carta è un mese tristone ma noi gli vogliamo dare la svolta positiva. La Cassettina di novembre serve a stare bene mentre si fanno tutte queste cose. Serve a sistemarsi la coperta sulle ginocchia ma anche a tagliuzzare le verdure per il soffritto. Serve a correre senza fretta in un pomeriggio di quelli tersi e freschi che ci sono ancora a novembre e a guidare verso casa dopo l’ufficio con in faccia un tramonto infuocato di quelli che ci sono in questi giorni (sì, va benissimo anche con la pioggia). Ma, soprattutto, buona parte di questa Cassettina di novembre è fatta per cantare. Per il car-pool karaoke, per le docce con lo shampoo come microfono, per la vestizione pre-serale, per lavare il bagno. Insomma, io non lo so dove cantate, ma la Cassettina di questo mese è un cantare di classe, a prova di amico shoegazer/timido/noiononcantosonostonato. Senza scadere troppo, vi porta a manina illudendovi che basti un mormorìo con gli Wilco e Bon Iver e poi ci mette il carico con Funeral dei Band of Horses e Non è per sempre degli Afterhours. Si canta piangendo Fake plastic trees ma ci si dà subito un aria blasé con I Provinciali dei Baustelle (che del disco si sa poco ma ci basta Lili Marleen). Manco ve lo dico cosa dovete fare con Tiziano Ferro. Vi basti sapere che mentre provavo se anche questa Cassettina di novembre funzionava, in auto, ho tamponato la vettura davanti per la troppa foga (pianissimo eh, non preoccupatevi, tipo falsa partenza). Strong è forse una delle canzoni più belle di Robbie Williams? Forse sì. È fattibile non cantarla o stare fermi o non commuoversi un po’? Non lo so. Per finire Basket case e The Look dei Metronomy, così se avete un appuntamento avete il tempo per risistemare i capelli e darvi un tono.

Novembre è un mese difficile, per questo ha bisogno di sane sgolate e di vecchi amici, come questi dieci pezzi. Diamoci dentro.


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Le altre Cassettine le trovate tutte qui.

La copertina della Cassettina di novembre è a cura di Folur’s photography.