E insomma è arrivata la primavera. Lo avreste detto che sarebbe arrivata? Si levano brusii del tipo: stavolta facciamola breve con questa cosa del tempo e delle stagioni e datemi la mia Cassettina di marzo.

Sssh.

Dicevo. Sì, è arrivata. E non so a voi che effetto faccia, ma qui è un vero risveglio di consapevolezze. Ce la farò e il sole che c’è fuori quasi ogni giorno quando apro le imposte me lo conferma (poi ci sarebbe tutto un secondo retropensiero su questa cosa. Che in realtà se c’è sempre il sole e non piove mai chissà che aria inquinata respiro e chissà come fanno gli agricoltori e come faremo con questi cambiamenti climatici, signora mia. Ma questo pensiero arriva poi, mica subito. Quello che arriva subito è il sorriso, e il sole in bicicletta è molto meglio che la pioggia, lo sanno tutti). Poi siccome il clima è mutevole, capita che scoppi a piangere per caso. Ma se mi incrociate per strada posso sempre giocarmi la valida scusa dell’allergia. Su, sono persino sbocciati i narcisi che fino a gennaio non ho minimamente calcolato, per cui, dai, la primavera è più forte anche della trascuratezza e del pessimismo. Mio, vostro e degli altri.

Ecco quindi la Cassettina di marzo sbocciata come una margheritina giusto un paio di giorni dopo l’inizio ufficiale della primavera. Dentro c’è un botto di roba che a mio insindacabile parere spacca (in zona Cassettina uso questi toni autoritari e questo stile molto personale da blogger del 2007, l’avrete notato. Il motivo principale è quello che vi ripeto spesso, che questo è una sorta di appuntamento mensile con l’aprirsi – la musica serve anche a questo, no?, il secondo è che ormai ritorna tutto in meno di una decade tanto che ci ritroviamo con la Nokia che ci risforna il 3310 come se fosse una madeleine col serpente dentro. Volete che fra qualche mese non torni il tono da blogger di Splinder? Poi c’è anche che ogni tanto questo tono interlocutorio è divertente e piacevole, fa sì che non ti sembri di essere solo nell’immenso vuoto che c’è. Un po’ come le Stories di Instagram per cui ormai è evidente la mia addiction. L’importante è non prendere la tangente da youtuber. Ho deciso che la linea di demarcazione è quella) (anche tutte queste parentesi sarebbero da dismettere).

Ritornando al topic, ossia la Cassettina di marzo, vi presento chi incontrerete premendo play. Coez che ha prodotto questo pezzo fresco e barely stalking (de sti tempi ben che vada ci indigniamo su tutto) con Niccolò Contessa (e si sente). Poi ci sono Le Luci della Centrale Elettrica che forse con Terra hanno fatto il miglior disco di sempre. Ascoltatelo, anche voi che lo prendevate in giro ai tempi dei chilometri di scontrini. Vasco è diventato grande ed è pronto a diventare quello che spero diventi: l’antagonista del mainstream in salsa populista à la Fedez. È anche per questo che il Movimento veleggia, il pop è suo. (C’è da dire che avrei messo Coprifuoco, ma siccome ogni volta che l’ascolto piango, ho deciso di no).

Un altro da seguire è Gazzelle e fa il paio con Giorgio Poi (dai Vadoinmessico l’amore è solido, da queste parti) e il dischetto nuovo di Colombe che lascia il passo a quel muso (per Colombe di sicuro) di Mac de Marco. Insomma, i The Shins, il nuovissimo pezzo di Perfume Genius, gli estivi Local Natives e il french touch (ok, non QUEL french touch) dei La Femme non vi faranno star fermi e vi faranno sorridere come il sole fa fare a me quando apro le imposte la mattina. E se non c’è alzate di un paio di tacche il volume.

La Cassettina di marzo fa anche da succedaneo del sole.

Dopotutto è primavera, che ci volete fare? Scopritevi a ritmo della Cassettina di marzo. Converrete con me che è un’idea validissima.

 


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Le altre Cassettine le trovate tutte qui.

La copertina della Cassettina di marzo è a cura di Valeria Dellisanti