Ci sono dei momenti – solitamente quando sono un po’ distratta e non ho tutte le sentinelle posizionate nelle vedette – in cui inizio a pensare a cinquanta cose contemporaneamente. Succede la mattina appena sveglia, quando ho la testa un po’ addormentata, o quando sono molto stanca, o quando quello che ho attorno perde di senso e mi distraggo pensando ai fatti miei, magari per colpa di un bicchiere di vino rosso. Succede che penso a cinquanta cose – solitamente tutte ancora da fare, sbilenche, che necessitano di un ok da parte di altri, che non mostrano minimamente la parvenza di una bozza – e mi prende il magone perché ovviamente il secondo step è pensare “Non ce la farò mai”. Se sono a letto mi tiro su il piumone su, fino sopra la testa, se sono in giro mi siedo perché mi si chiude lo stomaco (plus: improvvisamente non ho più fame), se sono stanca inizio a mettere ordine a qualsiasi cosa trovi sotto tiro (come dite? ero stanca? eh).

Quando succede, se sono fortunata c’è qualcuno che mi dice (o che mi scrive) “ce la farai”. E se quel qualcuno non è un passante ma una persona che tieni dalle parti del cuore ha reali proprietà calmanti (a questo proposito consiglio screenshot facilmente consultabili). Altre volte, invece, serve mettere le cose in fila, serve correre più veloce di quelle cinquanta cose che si stanno rincorrendo in testa.

Ma c’è una cosa, un’unica cosa vera, sempre. C’è una cosa che serve sempre. Al di là della consolazione, c’è la convinzione. La convinzione che non serve a niente guardare la cima della montagna. A maggior ragione se la cima della montagna è nascosta da delle nuvole grigie e il percorso per raggiungerla sembra particolarmente impervio. Serve invece concentrarsi su dove si è, sul pezzo di percorso che tocca percorrere oggi. Che uno non fa nemmeno un metro se pensa di doverne fare diecimila. Serve pensare poco alla volta. Magari serve fare una tabella di marcia, un percorso, una lista. Quelle cinquanta cose sono scomponibili in cinquanta pensieri, in cinquanta azioni diverse. E molto spesso fatta una ne depenni un paio di correlate. E molto spesso, quando smembri il megazord “Cinquanta cose” in cinquanta pezzi, succede che quei pezzi finiscono per farti ridere.

La Cassettina di febbraio ha a che fare con questo megazord.

La Cassettina di febbraio ha a che fare con questi momenti qui. O meglio, ha a che fare con quello che abbiamo dentro: la forza di uno schiacciasassi. L’obiettivo di ogni giorno non deve essere la cima, deve essere un pezzo di strada soltanto di poco più lungo della tua gamba (sì, serve uscire dalla zona comfort, almeno un pochino). È così che si vincono le sfide. È così che quelle cinquanta cose, quando capitano tutte insieme, perdono la loro energia, il vortice si calma, la forza centripeta perde vigore e cadono una a una.

Smembrare il megazord. Risolvere un pezzo alla volta. La Cassettina di febbraio inizia con una canzone degli Smiths: Some girls are bigger than others. È la stessa frase che abbiamo voluto far scrivere da Silvia Roman sullo zainetto Camaloon che potrete vincere seguendo il nostro contest su Instagram (leggete più sotto). Perché ogni tanto serve darsi una pacca sulla spalla. Serve essere più buone con se stesse. Più indulgenti. Una volta ogni tanto concedetevi di guardarvi indietro. Quanta strada avete fatto? Quanta salita verso quella cima avete già percorso? Vengono le vertigini a guardare sotto, eh? L’abbiamo fatta noi quella strada. Certo, qualche volta abbiamo messo un po’ male il piede, ma quelle salite ripide le abbiamo percorse noi. Ce la faremo a fare anche quelle più avanti, ce la faremo a guardare in alto.

La Cassettina di febbraio oscilla tra la carica e qualcosa di più chill perché per smembrare il megazord servono tutte e due. Servono i Japandroids, i Baustelle e l’ultima bellissima di Levante, serve Sohn, Frank Ocean, gli XX e Bonobo. Serve l’Ost di La la land. Serve guardarsi dentro e correre un po’. Serve soprattutto la consapevolezza che ogni tanto sì, diciamocelo, we are bigger than others. Ci perdonerete se per una volta non siamo egualitarie, qui serve darsi la carica.
Serve tenere lo sguardo alto.

La copertina della Cassettina di febbraio è a cura di Veronica Alessi.

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la cassettina di febbraio zainetto camaloon

Camaloon for Cosebelle magazine

#biggerthanothers

Per ascoltare la Cassettina di febbraio in pendant a questo meraviglioso zainetto (comodissimo per le scalate difficili che ci si parano davanti), basta seguire @cosebelle_mag e @camaloonam su Instagram e taggare i due profili in una foto che rappresenti il vostro essere #biggerthanothers. Il 22 febbraio nomineremo il fortunato vincitore di questo super regalo super motivational. Parliamoci chiaro, con questo zainetto chi v’ammazza?

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Le altre Cassettine le trovate tutte qui.