la-casa-senza-citofoni-lodi-home-restaurant_20

Lodi, La casa senza citofoni: la sala da pranzo | Foto di Carlotta Favaron

Fermare il tempo e viaggiare, allo stesso tempo.
Uscire a pranzo e pranzare a casa, allo stesso tempo.
Guardare, toccare le opere d’arte. Comprare ed essere un’opera d’arte. Più di un home restaurant, più atmosfera di una casa particular cubana, La Casa Senza Citofoni è un “social love-life-work”. Ah, non esiste questa definizione? Andateci e poi ci direte! Un social un po’ vintage diciamo, ma anche super connesso, dove l’importante è ritrovare le persone e trovarle per la prima volta, col metodo più poetico di tutti i tempi: incontrarsi, parlare, pranzare insieme, portarsi a casa un pezzetto di qualcun altro.

la-casa-senza-citofoni-lodi-home-restaurant_05

Lodi, La casa senza citofoni: dettagli | Foto di Carlotta Favaron

Funziona come un home restaurant a tutti gli effetti… in effetti, lo è, un home restaurant, quindi è possibile contattare Vera e Alan e invitarsi a casa loro per un pranzo, che tendenzialmente prevede menù di tipo vegano. Tuttavia non è un ristorante, è una casa vera, piena di vita attaccata ai muri, quadri, illustrazioni, disegni, foto che se ci piacciono li possiamo comprare! Sono opere di amici e artisti che hanno lasciato un pezzo di loro nella Casa Senza Citofoni sapendo che un viaggiatore, un giorno, passando di lì, l’avrebbe preso con sé. Non è anche questa un’opera d’arte? Spostarsi nel mondo pranzando insieme a sconosciuti, dare loro qualcosa di vicino a noi e prendere da loro qualcosa che arriva da lontano… Fosse anche solo un racconto! La sensazione entrando in questa casa è proprio quella di viaggiare: dal portone che non ha citofoni, alla scala senza ascensore, al ballatoio sivigliano, alla vista sui tetti come a Parigi, alle stanze piene di arte, musica e storie da tutto il mondo, al profumo di cucina di casa… la sensazione è proprio quella di viaggiare.

La casa senza citofoni - foto di Carlotta Favaron

Lodi, La casa senza citofoni: la cucina | Foto di Carlotta Favaron

Chi sono Vera e Alan, i padroni senza citofono?

Vera è curiosa, guarda dappertutto, mette mano dappertutto, parla, ascolta, è una che chiama gli amici per sapere come stanno, cucina per loro, beve il vino con loro, e ogni tanto allestisce il Mercatino delle Amiche… l’ennesima scusa per curiosare dappertutto. Alan è curioso uguale, è un artista che non sta fermo mai. Dipinge murales da qui a Barcellona e oltre, scatta foto, le stampa, le stropiccia, ci disegna sopra perché limiti non ne ha. Le sue opere sono sparse soprattutto nella città di Milano. Su instagram lo trovate come @alanzeni25.

La collezione d’arte

Esposti alla casa senza citofoni troviamo: Miguel Bustos, illustratore catalano che vive a Barcellona; Emanuele DeBonis artista torinese; Marina Brunetti, nata a Crema ma vive a Cagliari; Fernando Cobelo, illustratore venezuelano; Elisa Talentino, artista illustratrice di Torino; Za, artista e fotografo lodigiano; Mattia Arioli street style lodigiano; Micheal Rotondi artista Livornese; drunkenrabbit, illustratrice milanese, Manusch Badaracco, artista italiana residente a Parigi; una dedica di Giuseppe Veneziano su una locandina della sua mostra ZeitGeist.

Alcuni quadri esposti alla casa senza citofoni - foto di Carlotta Favaron

Lodi, La casa senza citofoni: alcune delle opere esposte | Foto di Carlotta Favaron

Le lasagne alla ligure “made in Casa Senza Citofoni” 

Ricetta vegana – Ingredienti per quattro persone
 800 gr. di cornette
Pasta vegana 400 gr. circa
300 gr.Pesto ligure vegano (con tofu)
2 Patate dolci
400 ml. Besciamella Vegana (in commercio
150 gr. Strachicco morbido o simile
Olio di oliva EVO
pepe qb – sale qb
noce moscata mezzo cucchiaino
una manciata di lievito alimentare in scaglie
Procedimento
Far bollire e pelare le patate. Poi tagliarla rondelle di circa 3/5 millimetri. Far bollire i fagiolini e poi saltarli in padella insieme ad un cucchiaio da minestra di pesto vegano e un pizzico di sale e pepe, frullare la besciamella con lo strachicco morbido, la noce moscata, un giro di pepe e uno di sale. In una teglia versare un giro di olio EVO (circa 2 cucchiai da minestra), fare il primo strato di pasta, versare 3 cucchiai da minestra di besciamella frullata , 3 cucchiaini di pesto vegano, distribuire su tutta la pasta con gioia usando prima i fagiolini e poi le patate, cercando di dare tra patate e fagiolini il sostegno per lo strato successivo di pasta. Creare 3/4 ripiani, chiudere con un giro di olio sull’ultimo strato e con il lievito alimentare in scaglie. Infornare per 20 minuti a 220 gradi. PRONTO, a tavola!
__
La casa senza citofoni
Dove: Lodi, Corso Adda 31
ContattiFacebook | InstagramHouzz
Crediti Foto: Carlotta Favaron Website | Facebook | Instagram