Torino è una città davvero carina.
Non mi sarei aspettata di giungere a questo parere positivo, forse perché influenzata da qualche preconcetto: nel mio immaginario Torino era la capitale di una vecchia nobiltà decaduta, una città fredda come i marmi dei suoi lunghi porticati. Era inospitale come gli umilianti cartelli degli anni del boom qui non si affitta ai meridionali. Invece, per fortuna, tutte queste mie brumose sensazioni hanno lasciato il posto ad una Torino niente male.

torino piazza carlo alberto

PRATO E PAPAVERI IN PIAZZA CARLO EMANUELE IN UN POMERIGGIO DI MAGGIO

Sto scoprendo la bella Torino pian piano, senza la fretta del turista, e con il bisogno di depurare i sensi dagli eccessi della grande città. Sì, perché io a Torino ci arrivo da Milano. Dalla grande, iperattiva, moderna, caotica, grigia, colorata, a volte detestata, a volte molto amata, eccetera eccetera Milano. E’ da circa un annetto che frequento Torino abitualmente. Ho cominciato per ragioni lavorative e poi per le ben più nobili ragioni del cuore. Sarà forse per il mio legame sentimentale, oppure per quel Mal di Torino di cui parla Fabrizio Vespa nel suo libro, fatto sta che ci torno sempre molto volentieri. Devo ammettere che il disagio del pendolarismo si è attenuato quando ho iniziato a sperimentare il car sharing. Esistono tanti siti a cui ci si può iscrivere, anche per sole donne: il mio passaggio l’ho trovato su carpooling.it. Questo modo di spostarsi, oltre ad essere conveniente ed ecologico, dà la possibilità di incontrare persone interessanti con cui condividere idee, preoccupazioni e sogni. Nel mio caso ho conosciuto una ragazza di Bergamo che tutte le settimane va a trovare il suo fidanzato torinese. Ci ritroviamo al nostro punto d’incontro e in compagnia il viaggio passa che è una meraviglia. La mia compagna di viaggio, da brava maestra elementare quale è, promuove Torino a pieni voti, al punto che – complice certamente l’amore – vuole proprio venirci a vivere.

Torino ci piace anche perché qui gli alberi si vedono. E non è poco di questi tempi. La prima cosa bella che ho notato a Torino è proprio il verde. Grandi parchi, giardini e colline verdeggianti in bella vista anche dal centro storico. La sensazione è che sia una città in grado di respirare. E’ possibile attraversarla tutta in bicicletta costeggiando il Po attraverso il Parco del Valentino.
Per avere una veduta panoramica della città, invece, di solito si raggiungono Superga o gli altri colli intorno. Naturalmente una delle prime mete turistiche per ammirarla dall’alto è la Mole Antonelliana, ma qui azzardo il mio consiglio antituristico.

mole antonelliana vista dal basso torino

LA MOLE ANTONELLIANA

Certamente la Mole è un elemento architettonico molto importante, nonché simbolo stesso della città e sede del Museo del Cinema. Un ripassino veloce sulla sua storia mi ha ricordato che in origine, nel 1863, era stata concepita come sinagoga e commissionata dalla comunità ebraica all’architetto Antonelli; le cose non andarono come previsto e la costruzione subì nell’arco degli anni varie modifiche. E’ molto elegante ma andrebbe vista dal basso: risparmiatevi di fare la coda e di pagare il biglietto (per niente economico) per l’ascensore panoramico e regalatevi la vera vertigine di guardarla dal basso verso l’alto. Per ammirare la città dall’alto trovo che sia molto ma molto meglio andare a guardarla dal Monte dei Cappuccini, facilmente raggiungibile dal centro della città. Il panorama che vi aspetta è davvero unico e gratuito!

veduta di torino dal monte dei cappuccini

TORINO VISTA DAL MONTE DEI CAPPUCCINI – Foto di Luca Querzoli