di Francis Alÿs

Lima. 11 aprile 2002. Ingaggia 500 volontari, li dispone in linea retta ai piedi di una duna di sabbia gigante. Distribuisce loro 500 pale e gli chiede di spostare sabbia contemporaneamente e ripetutamente.
Risultato: la duna di sabbia è stata mossa di pochi centimetri rispetto alla sua posizione originale. Uno spostamento piccolo con un significato e una forza espressiva enorme.

Quest’opera dal titolo “When Faith Moves Mountains” (Quando la fede muove le montagne) è un dei progetti più famosi dell’artista Belga (1959) che da Anversa si è spostato a Città di Messico dove vive e lavora.

In Perù era stato chiamato a partecipare alla Biennale di Lima, dove decise di realizzare un lavoro che avrebbe coinvolto la popolazione e in particolare, quella delle baraccopoli insediate sulle due dune principali che circondano la città. L’intento fu di generare un’azione concreta che avesse il potenziale di una favola o leggenda metropolitana; una sorta di miracolo di cui la gente avrebbe potuto parlarne a lungo.
“La fede è un mezzo con cui ci si rassegna al presente per investire nella promessa astratta del futuro”.

Qui è possibile vedere il making off del lavoro.