Forniture 1965

Lasci il tuo ragazzo, il lavoro diventa la tua unica ragione di vita, hai la fortuna di avere accanto a te un gruppo di persone che ti rende felice e cominci a non far più attenzione a cosa ti stia accadendo realmente attorno. Tutto cambia in 24 ore. Giusto o sbagliato non è più importante, sempre se vogliamo dare importanza a questo genere di distinzioni. Oramai è fatta! Vai da degli amici che stanno lasciando un monolocale al Pigneto, Roma est, chiedi quanto costa e in un mese decidi di affittarlo.

Ora tocca arredarlo, pensi a tutte le soluzioni possibili, conosci il design e vorresti cose che non puoi permetterti. Capita che oltre ai cataloghi IKEA, guardi anche i siti delle riviste on-line che compri sempre e ti imbatti casualmente in un articolo scritto da Ettore Sottsass in persona su una collezione di mobili che ha disegnato nel ’65.

Pensavo di conoscere quasi tutto di quest’uomo e invece no. Mi colpiscono subito i colori e le forme dei mobili, poi proseguo nella lettura e li comincio ad amare ancora di più. Quello a cui si è ispirato il designer è: una volta i vestiti di una ragazza, poi i colori di cui era vestita oppure la forma con cui si era coperta il corpo, che spesso annulla la sua sessualità o qualsiasi caratteristica personale del soggetto.

È un racconto in movimento; le persone e i colori di cui è fatto prendono forma e danno un risultato che è semplicemente “un mobile”. Li trovo bellissimi, l’articolo è intelligente e parla anche di altro. Leggetelo qui!