Storie di lana.

Dritto, rovescio, punto riso, punto nocciolino, treccia, scavalco, ventaglio, costa inglese, punto fiammifero, n°12, girocollo, orlo a festoni….no non sto impazzendo, ho soltanto deciso di iniziare a lavorare a maglia. Erano anni che mi ripetevo” quest’inverno comincio, basta spendere soldi per sciarpe che al primo lavaggio si infeltriscono, cappelli che perdono fili,maglioni con pallini, eccetera eccetera…”

E poi sai che soddisfazione indossare qualcosa fatto con le tue mani, poter passare ore nei negozi di lana, che per chi ha una mamma/nonna che lavorava ai ferri sono un po’ come un ricordo dell’infanzia. Quei negozi un po’ nascosti, piccolini, che a entrarci si rimane sempre meravigliati, molteplici colori che riempiono gli scaffali; quei negozi che hanno sempre qualcosa di un po’ magico che sembrano non essere mai cambiati, quell’atmosfera un po’ vintage che adesso ci piace tanto.


A quel punto inizia la scelta della lana: più spessa, più sottile, del colore: salmone, senape, ecrù, turchese, verde acqua, verde marcio, cielo, rosa antico, nocciola, giallo oro….

Che ferri usare? Che numero? O meglio darsi all’uncinetto?

Mai credevo che questa decisione mi portasse verso un così ingente numero di scelte nella mia vita, che per chi non sa decidere nemmeno se mangiare una pera o una mela, si presenta davvero come un arduo compito.

Ecco quindi che si posticipano le date. “Domani comincio…ma ormai la settimana è quasi finita tanto vale iniziare lunedì”; al confronto intraprendere una dieta sembra alquanto più semplice.

Insomma la cosa stava andando per le lunghe, l’inverno e il freddo sono alle porte e nemmeno l’ombra dei tanti agognati maglioni a trecce, caldi e avvolgenti, delle borse, dei cappelli, delle moffole con i pon pon, un intera cartella di foto da cui trarre ispirazione completamente inutilizzata.

Ci voleva un incentivo. Per esempio un evento, in Belgio, che coinvolgesse una famosa designer belga e che fosse anche per una giusta causa!

Lo so che è già da un po’ che dilaga e impazza la knit-mania, e oramai non si può dire che sia un argomento di cui non abbiamo mai sentito parlare, ma alla fine è ancora attuale e sempre più spesso mi imbatto in amiche ventenni che si dilettano in questa “disciplina”.

Purtroppo non me la sono sentita di mettere alla prova le mie, non ancora collaudate, capacità, poiché l’evento si è svolto questo week-end, il 19 e 20 di Novembre.

Una maratona di 24 ore (che coraggio e che forza di volontà mi sono detta, mentre mi sgranchivo le mani dopo 20 minuti di lavoro) un progetto artistico, sociale e culturale con lo scopo primario di sensibilizzare al problema dell’HIV, della sieropositività ma anche del rifiuto sociale nel senso più ampio.

L’evento finale, in cui verranno messi in mostra e all’asta alcuni lavori sarà invece il 27 Novembre a Brussels, dalle 18.00 alle 23.00, con all’interno diverse iniziative: sfilate di moda, esposizione di foto, concerti e addirittura uno studio fotografico in cui ognuno può posare, truccato e messo a nuovo da make-up artist professionisti.

Decisamente un evento da non perdere! Trovate tutti i dettagli precisi nel sito dell’organizzazione: Rainbow House

Io intanto sto affinando la tecnica e ho tirato fuori ferri, gomitoli e lane di ogni tipo. Continuo a sbagliare, a far cadere le maglie, disfare tutto e ricominciare; ma, per il momento, non mi arrendo!