Creare qualcosa insieme costruire, far nascere un “noi” è un’idea che appassiona facilmente. D’altro canto, le collaborazioni si rivelano di frequente complesse e laboriose. Pur essendo la base indispensabile della nostra società e della convivenza degli individui, rimangono spesso un sogno che perseguiamo con fatica. Troppo spesso invece dell’ascolto, del confronto e del dialogo ci viene insegnato ad essere competitivi […] Ma a volte è difficile capire che anche la competizione riesce meglio se siamo capaci di collaborare.

Per definizione siamo animali sociali, ma lo siamo in modo complicato. Nasciamo con un’innata vocazione a fare gruppo, impegnati in una costante tensione a creare reti e formare comunità e, nonostante questo sforzo catalizzi la maggior parte delle nostre energie, le collaborazioni, le relazioni, le convivenze solide e durature diventano sempre più rare e difficili nella pratica. E la stessa regola vale per i sodalizi di natura artistica. Le parole citate in apertura sono di Claudia Löffelholz e Julia Draganović, curatrici della mostra IRWIN. Dreams and Conflicts, inaugurata alla Galleria Civica di Modena lo scorso 15 marzo, che racconta fondamentalmente di una felice eccezione a questa norma. Sì perché il collettivo artistico sloveno IRWIN esiste e opera ormai da più di trent’anni, e alla base della sua storia ci sono proprio i concetti belli ma difficili di collaborazione e condivisione.

collettivo irwin the mystery of the black square

La storia del collettivo IRWIN inizia a Lubiana nel 1983, quando giovani artisti del milieu punk e della street art locale si associano in un collettivo dal nome Rrose Irwin Selavy (poi abbreviato in IRWIN) in omaggio a uno degli pseudonimi femminili di Marcel Duchamp, con lo scopo di trascendere i confini troppo stretti dell’arte territoriale. Questi artisti sono dei giovani Dušan Mandič, Miran Mohar, Andrej Savski, Roman Uranjek e Borut Vogelnik. L’anno seguente si uniscono a loro molti altri nomi provenienti dalle più diverse discipline artistiche, musica, teatro, videoarte e grafica, e fondano una realtà collettiva allargata, NSK, Neue Slowenische Kunst (Nuova Arte Slovena), che crescerà e coinvolgerà sempre più artisti, fino a trasformarsi qualche anno dopo in un vero e proprio stato. Proprio così. I numerosi cambiamenti politici dei primi anni Novanta in Jugoslavia e la costituzione di diversi stati indipendenti, produssero un radicale cambiamento anche nell’impronta del NSK, che da collettivo artistico allargato si converte in uno stato a tutti gli effetti, ma uno stato nel tempo, non nello spazio e nel territorio: lo stato NSK State in Time. E’ uno stato di pensiero, utopico e transnazionale, una nazione liquida di cui si può essere cittadini per scelta e non per nascita, con un proprio passaporto e dei propri consolati. In occasione di questa mostra a Modena, è stato infatti inaugurato anche un consolato di NSK State in Time, presso cui è possibile “richiedere e ottenere il passaporto” a tutti coloro che si riconoscano nei principi costitutivi di questa entità governativa, tra cui l’uguaglianza di fatto e le pari opportunità, a prescindere da nazione, appartenenza etnica, sesso, orientamento religioso e politico. In passato altri “uffici passaporti” erano stati aperti a Mosca e al MoMa di New York. Oggi i cittadini di NSK sono più di 14.000, provenienti non soltanto dal mondo dell’arte.

NSK Garda

Il progetto NSK Garda, promosso da NSK State in Time

Come dicevamo, il collettivo IRWIN è tra i più longevi e duraturi sodalizi nell’arte. I membri del collettivo sono cinque, ognuno con un proprio linguaggio e delle proprie peculiarità che confluiscono insieme e arricchiscono l’esperienza corale, e questa mostra vuole anche metterne a fuoco le strategie di lavoro, proponendo installazioni, fotografie, video che ripercorrono alcuni dei loro interventi salienti, e alcune collaborazioni storiche con altri artisti, tra cui figura l’ormai ubiqua Marina Abramovic.
Tutto il lavoro del collettivo è legato in maniera articolata a un’indagine dei rapporti tra ideologia e simboli, e di come questi possano acquisire significati diversi a seconda del luogo e del momento in cui vengono considerati. Un progetto per molti versi sorprendente è quello che vede la collaborazione di IRWIN con le guardie nazionali di diversi Paesi, dal titolo NSK Garda. Cominciato nel 1998 a Tirana, vede esponenti di diverse guardie nazionali posare in fotografia con il distintivo dello stato NSK sul braccio e la bandiera, a dimostrazione di fiducia e di adesione ai principi etici alla base dello stato di NSK. Artisti e soldati, due figure almeno superficialmente distanti e incompatibili, qui cooperano allo stesso progetto e sotto la stessa bandiera.

Was ist Kunst Irwin

Was ist Kunst, in collaborazione con l’esercito della Georgia, 2007

Filtri indispensabili per leggere il mondo sono l’ironia, la demistificazione, la decontestualizzazione, che ha dato vita a opere come “The Mystery of the Black Square” (sopra), in cui i membri di IRWIN sono fotografati da Andres Serrano con al posto dei baffi il celebre quadrato nero del pittore suprematista Malevič, un nome che ricorre molte volte nella loro ricerca. Oppure la serie “Namepickers”, composta da tre fotografie perfettamente identiche in cui gli IRWIN posano in atteggiamento da pretendenti attorno a una discinta Marina Abramovic.

Namepickers

Namepickers, 1999, con Marina Abramovic

Namepickers Irwin e Marina Abramovic

A ognuna delle tre fotografie sono stati attribuiti un titolo e un autore diversi, tra cui la stessa Abramovic, e di conseguenza un valore di mercato diverso, lasciando l’osservatore a domandarsi chi sia realmente l’autore di un’opera che nasce da una collaborazione, e quale sia il suo valore effettivo. Non manca in fine un’installazione realizzata in collaborazione con Michelangelo Pistoletto, “Rekapitulacija”, che affianca un video con alcune dichiarazioni del filosofo di NSK Peter Mlakar a una sorta di pannello/iconostasi in cui alcuni simboli cardine del collettivo, come la croce di Malevič, sono sovrapposti, mescolati ad altri, in uno scambio continuo di rimandi in cui il filo tra l’ideologia e il suo simbolo si fa incerto.

Rekapitulacija Irwin e Pistoletto

Rekapitulacija, 2000, con Michelangelo Pistoletto

Rekapitulacija


IRWIN. Dreams and Conflicts.
A cura di Julia Draganović e Claudia Löffelholz di LaRete Art Projects, promossa e organizzata dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Dove&Quando: Palazzina dei Giardini della Galleria Civica. Fino al 2 giugno 2014. Mercoledì – venerdì dalle 10.30 alle 13.00, e dalle 16.00 alle 19.30. Sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30. Lunedì e martedì chiuso. Ingresso gratuito.