Iron and Wine – The Trapeze Swinger.

Di film ne vedo ben pochi, non sono una di quelli che ommioddio devo vederne almeno uno al giorno e condividere il mio parere con i miei interessatissimi followers. Una volta noleggiavo, ora non più. Non ho mai provato quell’altro espediente gratuito ed un po’ illegale perché sono una zappa e sono sicura che mi piglierei solo virus. Dvd originali sì, ma pochi, al cinema una volta l’anno perché non ho il tempo di andarci. Direi che, sì, resta solo Raimovie. Ancora di salvezza con un unico difettuccio: passano i soliti 50 film a rotazione in qualsiasi orario della giornata.

Raimovie è innamorato di Scarlett Johansson. Una canzone per Bobby Long l’avrò visto 7 volte (e chissà quante altre l’hanno trasmesso), In Good Company minimo 3. Ecco, proprio di questo voglio parlare. La trama, brevissimamente, è: Carter, ventiseienne pubblicitario, viene notato e messo a capo di una filiale di una grossa azienda di advertising e i suoi dipendenti hanno tutti grosso modo il doppio dei suoi anni, tra cui Dan, il quale ha una bellissima figlia che indovinate con chi avrà una storia?

Topher Grace riesce a rendersi tenero e spaventato dall’inizio alla fine, sia in giacca e cravatta, sia con la felpa in tenuta da jogging. Scarlett Johansson è bella, Dennis Quaid un figo. Il film scorre, io sono okay, non piango, va tutto bene.

E poi arriva la canzone assassina dell’ultima scena. Vuoi portarti a casa Topher Grace perché in tutte le due ore di film ha mantenuto questa espressione da cane bastonato e tu ti senti particolarmente protettiva. Un po’ lo ami ed ecco, stanno suonando la canzone della vostra storia d’amore. Ma no, che dico. Una canzone d’amore in generale. Sette abbondanti minuti e no, non ci sono assoli, né parti strumentali, nemmeno trucchetti per perdere tempo. Anche perché Samuel Beam, in arte Iron And Wine, canta e suona la chitarra e la canzone si chiama The Trapeze Swinger. Samuel è un giovane uomo barbuto americano, già padre di 5 figlie. Comincia la sua carriera a metà degli anni zero (odio dirlo ma non avevo scelta) e quasi per caso e grazie ad amicizie in casa Band of Horses in tempo due anni si fa conoscere nel circuito folk statunitense. A vedere Iron And Wine mai e poi mai ci si aspetterebbe un vocino delicato, eppure sembra la risposta maschile alla signora Marling – che guardacaso ha aperto le date U.S. nel 2010 dello stesso Beam – e giù di corde pizzicate, un canto che gli esce facile ed automatico come svegliarsi la mattina, come respirare, come camminare. Si ha l’intuizione di aver sentito la voce di Samuel in centinaia di altri film, specialmente in quelle scene che ci fanno riflettere, quando lui e lei si lasciano temporaneamente ed appaiono scene di panorami cittadini, lui che beve il caffè con lo sguardo smarrito, lei a fare shopping con le frizzanti amiche ed osservare malinconica tutto. The Trapeze Swinger è guardare dal finestrino dell’autobus, e seguire con la coda dell’occhio il tuo amore segreto.

E’ la ricetta della fedeltà che ci viene fornita in parole semplici da uno stupido film, è la ricetta di una buona canzone che esegue diligentemente il suo dovere, sciogliendo cuoricini un po’ troppo freddi.