A volte le stelle si allineano nel cielo e succedono cose molto belle: nel mio caso, mi viene proposta un’intervista alla mia cotta adolescenziale, Nikolai Fraiture degli Strokes, il giorno di S. Valentino per parlare del suo nuovo progetto: i Summer Moon.

Gli Strokes, i cinque newyorkesi più cool della storia e santi patroni dell’indie rock, non sono estranei al concetto di side-project: chi prima e chi dopo, tutti hanno avuto un “affair” musicale parallelo durante le numerose pause di riflessione del gruppo. Il bassista Nikolai Fraiture ha un album in uscita, With You Tonight”, con il nuovo collettivo e supergruppo underground Summer Moon, formato oltre a lui da Stephen Perkins (Jane’s Addiction), Camila Grey (Uh Huh Her) e Noah Harmon (The Airborne Toxic Event). I quattro hanno confezionato un gran bel disco, con canzoni dai beat ballabili ma anche echi post-punk, forti linee di basso, e l’alternanza di Nikolai e Camila come vocalist, mantenendo quelle vibes underground newyorkesi che stanno nel DNA del frontman.

Alle 10 di sera del suddetto 14 febbraio arriva il momento fatidico: cercare di mantenere professionalità e rispettosa discrezione in una telefonata con il bassista (bel guaglione, tra l’altro) della tua band del cuore. Non lasciarsi sviare, non fare conversazione come se fossi al bar con un tipo che ti piace, e soprattutto evitare la domanda “Cosa fai stasera?”.

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CB: Ciao Nikolai! Allora, parliamo dell’album dei Summer Moon. Ho letto che è un lavoro estremamente collaborativo: amici che si ritrovano qua e là in appartamenti a New York, un produttore a Brooklyn e poi un produttore a Austin. Sembra sia stato divertente, no?
N: Sì, sicuramente! È iniziato tutto quando scrivevo canzoni in camera mia, e poi ho trovato amici che volevano prendere parte al progetto, abbiamo avuto qualche cambio di formazione di mezzo e registrato appunto sia a New York che ad Austin. Un’avventura.

CB: Quali sono state le influenze principali dell’album, e come si sono evoluti i tuoi gusti musicali da quando hai iniziato a suonare con gli Strokes più di quindici anni fa?
N: Ho avuto un sacco di influenze diverse mentre stavo scrivendo l’album dei Summer Moon, ad esempio visto che sei italiana ti devo menzionare sicuramente l’Italo disco, i suoi suoni e tutte quelle strane tracce sperimentali, tipo la canzone “Spacer Woman”, hai presente? Ma poi anche classic rock e influenze più moderne.

CB: Ho letto un’intervista a Nick Valensi in cui parlava dello stato di declino del rock, del fatto che ormai ce ne sono poche di rockband veramente buone in giro. E diceva che, a volte, si sente come i jazzisti negli anni ’60, quando tutti si stavano ossessionando con dei generi musicali nuovi, ma loro rimanevano ancorati ad un genere musicale di trent’anni prima. Ti senti anche tu così a volte?
N: Beh la musica che apprezzo è quella che evolve e si mischia con altri generi. Ad esempio, quand’ero piccolo c’erano i Guns’n’Roses e tutti avevano questa sensazione che quello fosse il picco che il rock potesse raggiungere, ma poi sono arrivati i Nirvana. Per me il rock è una cosa che continua ad evolversi, in tante variazioni diverse, e ci sarà sempre qualcuno che lo reinterpreta a modo suo.

CB: Un po’ come avete fatto voi con l’indie rock. Il mese scorso ero fuori da un bar a Shenzhen alle quattro di notte e dei miei amici inglesi hanno iniziato a cantare canzoni degli Strokes a caso, per strada. Le canzoni della nostra generazione.
N: Oh wow, è bello sapere che lo spirito di New York è ancora vivo in altre parti del mondo!

CB: Dopo aver passato tutta la tua vita a New York, hai ancora la sensazione che sia “the place to be”?
N: Beh New York è cambiata, ma sono cambiato anch’io, siamo cambiati in contemporanea diciamo. Ma quello che la gente dimentica è che New York si evolve costantemente, più di qualsiasi posto al mondo ha questa tendenza di cambiare da un momento all’altro, ed è una cosa che va accettata. Personalmente, sono grato di essere cresciuto in un periodo davvero fantastico, un ambiente ideale per l’arte e per la musica e per tante altre cose. Ma era causato anche dal boom economico, e certe cose vanno e vengono.

CB: Se non vivessi a New York, quali sarebbero la tua seconda e terza scelta?
N: Direi Upstate New York, nella zona dei monti Catskills, che è nello stato di New York ma sembra un’altra dimensione, ad esempio non ci sono né Starbucks né McDonald’s. Oppure mi viene in mente Buenos Aires, che ha un mix di elementi europei e sudamericani ed è una città in cui si sta davvero bene.

CB: Ultima domanda: il nostro magazine si chiama Cosebelle, cos’è per te una cosa bella?
N: Ehm…questa è difficile. Dammi un minuto. Mmmmh, una cosa bella, mmmh…vediamo…ci sono troppe cose belle tra cui scegliere…

CB: Puoi saltarla, tranquillo! Diciamo così: Nikolai Fraiture sostiene ci siano troppe cose belle al mondo ed è troppo difficile scegliere. Grazie mille Nikolai, è stato bello chiacchierare con te a S.Valentino, ora posso far invidia a tutte le mie amiche.
N: Hahaha, grazie a te.

L’album “With You Tonight” dei Summer Moon è uscito il 24 Febbraio, qui i video dei due singoli: “With You Tonight” e “Happenin'”