Colombre è il progetto solista di Giovanni Imparato – già voce, chitarra e autore dei brani dei Chewingum e co-produttore del disco Sassi di Maria Antonietta. Proprio oggi, venerdì 17 marzo (speriamo gli porti bene!), esce il suo disco d’esordio: Pulviscolo.

Le canzoni di Colombre ci sono piaciute subito, ci sono sembrate sincere e oneste, senza involucro di plastica né ritornelli super catchy. Otto pezzi con continui cambi di registro e atmosfera, per trovare il giusto equilibrio tra introspezione e leggera consapevolezza. Dietro al progetto, c’è una presa di coscienza particolare, quella di chi continua a scappare da un mostro che in realtà vuole solo donargli “la perla del mare”, portatrice di felicità e ricchezze eterne. Questa è la storia di una favola moderna, quella di Dino Buzzati, Il Colombre, da cui prende ispirazione il nome del progetto. Abbiamo fatto due chiacchiere con Giovanni, partendo proprio da questo curioso omaggio.

CB: Ciao Giovanni, inizio col chiederti del nome che hai dato a questo tuo nuovo progetto.
Colombre:
 Avevo letto il racconto di Buzzati anni fa, poi mi ci sono imbattuto di nuovo. Come può capitare in tante altre situazioni, a distanza di tempo, riprendendolo tra le mani ho colto tante cose che non avevo apprezzato e forse nemmeno capito la prima volta. Ecco, sai quella storia che certe cose devono succedere proprio nel momento giusto?

CB: Quindi il progetto solista era già nella tua testa insieme a questa storia, dove un mostro marino insegue un marinaio per tutta la vita al solo scopo di regalargli la “perla del mare”?
Colombre:
Quando ho riletto Il Colombre sono rimasto completamente basito, perché è stato come se il libro mi stesse parlando, l’ho sentito quasi come dedicato a me. Avevo appena acquisito la consapevolezza di questo “mostro” che mi inseguiva da sempre, cioè fare un disco da solo, affrontare questo processo di creazione in solitaria. La rilettura mi ha illuminato, ho pensato “vabbè ciao, sta parlando proprio di questa situazione qua”. Non avendo ancora un nome per il progetto, mi è sembrato tutto perfetto. Poi ho notato che nella parola colombre sì incontrano il “colore” e le “ombre”, e i concetti che si mischiano fino a fondersi, anche negli opposti, mi hanno sempre affascinato. Quindi sì, è stato proprio d’ispirazione perfetta.

CB: Volendo fare un parallelismo, cosa ti faceva paura del tuo “mostro”?
Colombre:
Beh, dal mio mostro ero spaventato ma anche attratto. La sfida era proprio affrontarlo. La sfida era fare un disco da solo, un progetto dove gestisco io le cose dall’inizio alla fine, senza compromessi da seguire, né limiti, né scuse. Prendere tutte le decisioni in autonomia. Dopo aver sempre intrapreso questo cammino insieme a una band, questo progetto ha implicato il lasciare certe abitudini e dinamiche, ma, come ogni volta che si intraprende una nuova strada, curiosità e paura sono due facce della stessa medaglia.

CB: Tu vivi a Senigallia, che rapporto hai con il mare? Te lo chiedo perché nella presentazione di Pulviscolo ho colto parecchi rimandi (la storia del Colombre, ma anche quando parli delle registrazioni in presa diretta “senza click e senza cuffie perché le canzoni oscillassero come le onde del mare”).
Colombre:
Sì, ho la fortuna di abitare vicino al mare e mi mancherebbe molto se non ci fosse. Lo associo un po’ a un senso di tranquillità apparente, perché anche il mare nasconde delle insidie. Può essere calmo, ma anche dichiaratamente agitato, in tempesta. Ci si ritrova di fronte all’orizzonte, e io lì ci vedo la vastità delle cose e delle scelte possibili. Ho cercato di fare un disco slacciato da quello che avevo sempre fatto nei progetti precedenti. Volevo una cosa il più vera possibile, che suonasse liberatoria. Senza click, senza griglie, che fosse proprio libera e spontanea.

CB: In tutto il disco ricorre una sfida da vincere, quella con se stessi. Una sorta di fil rouge per farsi forza e accettarsi per quel che si è, lasciando andare ciò che non ci rispecchia più. In Pulviscolo, la title track, lo canti chiaramente dicendo “Ho deciso di scegliere”. Quando pensi scatti quell’attimo? Quello in cui si trova il coraggio e la voglia di scegliere…
Colombre:
Trovare il coraggio di dire basta a volte è difficile. Per abitudine continuiamo spesso a fare delle cose perché ormai le riusciamo a vedere solo in quel modo, ma penso che avere il coraggio di svoltare ripaghi sempre. Scegliere, cambiare, è importante perché ti permette di rimetterti in gioco di nuovo. Io l’ho capito in particolar modo dopo una chiacchierata che è stata fondamentale, ormai era chiaro che le cose dovevano prendere un’altra piega.

CB: Nel disco c’è un pezzo, Blatte, in cui spicca la collaborazione con Iosonouncane. Com’è avvenuta? Da dove è nata l’idea?
Colombre:
È una collaborazione nata in modo molto naturale. Conosco Jacopo (Iosonouncane), abbiamo suonato un po’ di volte insieme ed è una persona super, che stimo tantissimo. Anche se ci siamo visti poche volte c’è stato sempre un certo feeling. A volte gli facevo sentire dei provini e Blatte, in particolare, l’ho percepita molto nelle sue corde. Ha sentito il pezzo, se ne è innamorato e abbiamo iniziato a pensare a cosa poterci fare. Per lui la cosa fondamentale era lavorare sui cori e, data la stima che ho per il suo gusto musicale, io gli ho lasciato totalmente carta bianca. Ha impreziosito Blatte con questi cori che sono andati ad allargare tantissimo la canzone, la dinamica. E così mi sono ritrovato con questa bomba, un super regalo! È stata una cosa nata proprio in modo super spontaneo, semplicemente doveva succedere.

CB: Insomma, ti si sono proprio allineati i pianeti per questo disco!
Colombre: Ah sì! È stata una roba pazza. Abbiamo registrato in 3 giorni seguendo un po’ la disponibilità dei ragazzi che mi hanno aiutato (Marco “Carta” Cattaneo al basso e Marco Imparato alla batteria). Abbiamo provato pochissimo prima di registrarlo, perché non volevo che si “invecchiasse la parte”, come dire. Quando una cosa si prova tante volte poi si blocca, invece volevo proprio che fluttuasse.

CB: E come verrà presentato Pulviscolo live, al pubblico?
Colombre:
Nel “segreto” delle prove la presentazione live mi sta dando moltissima soddisfazione. Le canzoni saranno abbastanza fedeli al disco e suonerò con dei musicisti super, che sono Daniele Marzi alla batteria (già Extraliscio), Alfredo Nuti Dal Portone alla chitarra (Extraliscio, Jang Senato) e Lorenzo Pizzorno al basso. Poi, visto che stanno uscendo tantissime date, oltre a loro ci saranno anche dei jolly che si daranno il cambio, ma tendenzialmente la formazione è a 4!

CB: Il nostro magazine si chiama Cosebelle, quindi, vuoi dirci una delle cose più belle in assoluto per te?
Colombre:
Sicuramente l’allineamento dei pianeti, come dicevamo, mi piace questa metafora! Qui orbita questo pianeta principale che è Letizia (ndr, Maria Antonietta). Lei mi ha consigliato cose superlative, ha una grandissima sensibilità e i suoi punti di vista mi hanno aiutato molto. È stata davvero preziosissima, quindi direi che lei è proprio il pianeta madre. Nel disco c’è una canzone dedicata a Letizia, che è Dimmi Tu.