Se vi venisse data la chance di mettere insieme manufatti eccellenti, frutto dell’incontro tra alcuni dei più innovativi e acuti progettisti del nostro tempo e artigiani abili e scrupolosi cosa inserireste? Probabilmente pochi istanti non sono sufficienti per rispondere ad una domanda tanto complessa quanto accattivante. Oppure, per evitare di lasciarla “insoluta”, potreste indirizzarvi verso una nuova piattaforma dal nome evocativo, difficile da dimenticare una volta memorizzato. Atanor, ovvero il crogiuolo all’interno del quale gli alchimisti mescolavano la materia per creare la vita, è un progetto, bello e nuovo, nel quale convergono le idee, le esperienze e il gusto di designers, architetti, ingegneri, imprenditori, fotografi e professionisti tra cui Tobia Scarpa, Piero Lissoni, Matteo Thun e Luciano Benetton. Pensato per chi ha un debole il design ricercato, di valore, realizzato con dedizione, Atanor raccoglie molto di più di una collezione di oggetti di notevole bellezza.

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Simone Fumagalli e Marina Del Monaco

E’ anche un luogo in cui fermarsi ad ascoltare storie di creatività, innovazione e artigianalità, come quella del duo Marina Del Monaco & Simone Fumagalli, al secolo QUarch Atelier che abbiamo scelto di approfondire in questa intervista.

Cosebelle Magazine: Nella vostra presentazione sulla piattaforma Atanor parlate di “storia”, “fiaba”, “alfabeto multidisciplinare”. A noi piacerebbe sapere qualcosa di più: chi sono Simone e Marina? Vorremmo conoscervi attraverso una città a cui siete legati, un progettista di riferimento e il prodotto (o l’edificio!) che avreste voluto progettare.

QUarch Atelier: E’ difficile trovare una sola città, un solo progettista. Viaggiare piace molto ad entrambi. Le città hanno in sè una carica espressiva e una forza attrattiva quasi magica. Ognuna batte un suo ritmo, con un suo linguaggio, una sua personale bellezza, un suo mondo nascosto a cui vorremmo accedere per poter restare un po’ più a lungo di quanto era stato deciso. Ognuna, in modo diverso e molto personale, custodisce suggestioni per nuove idee, nuovi progetti.
Marina: Per quanto mi riguarda potrei parlare di Londra, dove ho vissuto per più di un anno e che mi ha stregato o di Shanghai che sembra un incredibile contenitore magico di luoghi, di storie, di culture di linguaggi: bellissima!
Simone: Sono molto legato all’intramontabile fascino di Parigi, culla della mia formazione culturale e sempre punto di riferimento per un confronto sui trend legati all’evoluzione degli eventi e dei linguaggi per un raffinato design contemporaneo, senza dimenticare uno sguardo ad occidente verso la Grande Mela sede di effervescenti sperimentazioni. Ma forse è Milano, la città che entrambi abbiamo scelto. Forse perché entrambi siamo nati qui, ed è qui la nostra storia o forse per la sua bellezza un po’ schiva che si svela a tratti e che quando rientro a casa la sera in bicicletta riesce ancora ad incantarmi. Anche per quanto riguarda un progettista di riferimento è molto difficile eleggerne uno. I progettisti a cui siamo più vicini sono quelli nel cui lavoro si rintraccia una poetica sottile, attenta, quasi domestica. Nasciamo come architetti (al design ci avviciniamo in punta di piedi) e forse per questo il primo nome è quello di Kazuyo Sejima, la prima donna ad essere stata chiamata come curatrice alla Biennale di Venezia. Le sue architetture, poco conta la scala, sono architetture ”intime”, rarefatte. Per ragioni analoghe ci piace molto il lavoro di Nendo. L’oggetto che abbiamo scelto è la collezione di lampade Blown Fabric (sempre di Nendo) per la sua forza innovativa e sperimentale tradotta in un sistema di forme ingenue, casuali, quasi rubate alla semplicità e all’imprecisione del linguaggio infantile.

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Cosebelle Magazine:  Come nasce la lampada HowLow&Family che proponete su Atanor? Quali sono i contesti,a vostro giudizio, più adatti per ospitarla?

QUarch Atelier: La lampada HOP LOW nasce prima di tutto grazie ad Atanor e ai suoi creatori che ci hanno chiamato a far parte di questo bellissimo progetto. Quando ci hanno invitato a partecipare alla loro avventura ci hanno chiesto di disegnare un oggetto capace di narrare la storia che custodiva (ogni oggetto, ogni luogo custodisce una storia e la sua forza è proprio nella capacità di saperla raccontare). Abbiamo scelto di disegnare un gruppo di piccole lampade da comodino, piccoli “oggetti privati”. Nel nostro approccio progettuale pensiamo ai luoghi, agli oggetti come a stati d’animo. Lavoriamo ad una sorta di “ergonomia emotiva”. Li guardiamo per la loro ” intenzione di portarci in un mondo ove è più importante la sensazione che non la realtà”. Disegnare lampade ci consente di superare i limiti dell’oggetto fino tracciare i contorni di uno spazio, lavoriamo sulla trasformazione che l’ombra e la luce sanno operare su un luogo trasportandolo in un’altra dimensione, quella dell’intimità, del sogno. Hop Low è un folletto, rubato in parte allo stupore infantile di alcuni lavori del duo di artisti Fischli e Weiss. E’ un folletto danzante realizzato in vetro soffiato a mano dove il gesto dell’artigiano ha saputo interpretare la precisione del disegno geometrico e trasformarlo in unicità. Dove lo immaginiamo? Su un piccolo scrittoio, sul tavolino vicino alla poltrona preferita, sul comodino accanto al letto prima di addormentarsi.

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Cosebelle Magazine:  Lavorare in team: senza peli sulla lingua, vi chiediamo punti di forza e note dolenti della progettazione in tandem. E più generale, riguardo al mondo della progettazione in Italia, quali sono le questioni più urgenti che andrebbero affrontate?

QUarch Atelier:  Lavorare in tandem? Senza troppi peli sulla lingua, come dici tu, non è sempre semplice ma è la nostra forza. La condivisione e l’interazione di due sensibilità, due visioni, due mondi è importantissima. Ci permette di compensare forze e debolezze. Le questioni più urgenti che andrebbero affrontate oggi? Forse, come prima cosa, dovremmo riuscire ad eliminare la paura e la diffidenza che stanno paralizzando i pensieri. E’ venuta a mancare la capacità di rischiare e quindi di sperimentare, questo inevitabilmente porta ad uno stato di isolamento e di palude creativa che penalizza soprattutto le realtà più giovani. Le aziende cercano la sicurezza delle firme al di là del valore del progetto penalizzato spesso anche dalla scarsità d’investimenti e dalla compressione dei tempi. I tempi del pensiero, della sperimentazione, della discussione non sono più concessi, sono scivolati in una zona grigia, quella del tempo “morto”, “improduttivo”.

Cosebelle Magazine:  La casa contemporanea, vista dall’interno: cosa salvereste tra le tendenze di questo periodo e cosa, a vostro giudizio, non è ancora sufficientemente presente? Ad esempio, l’illuminotecnica…

QUarch Atelier: Un aspetto interessante delle tendenze dell’abitare oggi è una ricerca sempre più accurata verso l’utilizzo delle finiture. Il mondo delle pitture come quello dei rivestimenti ceramici e cementizi in questi ultimi tempi sta vivendo una grande evoluzione volta a creare prodotti dalle qualità materiche e decorative sempre più sofisticate. La pelle dell’abitare sta evolvendo verso un gusto sempre più attento al rispetto delle identità degli involucri nei quali si va ad intervenire, sia per quanto riguarda le strutture sia i rivestimenti. Pensando all’arredo, invece, è sempre più attuale il riutilizzo e la reinterpretazione di elementi del passato, pensiamo al mondo Vintage, alla riscoperta e valorizzazione di un Design dei tempi trascorsi ma non troppo lontano. Un’ attitude che risponde alle condizioni economiche attuali in cui operiamo e che al medesimo tempo è Green dando con creatività una seconda Chance alla nostra storia passata. Hai ragione a sottolineare il tema dell’Illuminotecnica, a volte sottovalutato. Da sempre ci occupiamo di Lighting Design, cerchiamo di trasmettere l’importanza della cultura della luce nel Progetto di Architettura. Molti clienti ci chiedono anche di lavorare sul tema puro della luce ed è sempre molto emozionante e di grande responsabilità. L’illuminazione ci consente di visualizzare in modo corretto l’involucro ed il contenuto dei nostri ambienti domestici, da forma ai nostri desideri, plasma lo spazio che ci circonda; la luce è impalpabile ma fondamentale per creare delle scene emotive nella nostra quotidianità: anche da una piccola lampada si possono accendere momenti di piccola felicità.

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Cosebelle Magazine:  Una cosabella

Marina: Passeggiare nei boschi d’autunno.
Simone: Andare a caccia di lucertole.

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Tra i prodotti disponibili su Atanor c'è la Sedia Oscarina disegnata da Tobia Scarpa: legno massello di frassino, piani in legno curvato, forme morbide, curve leggere, incastri arditi, poca colla, nessuna vernice.

Tra i prodotti disponibili su Atanor c’è la Sedia Oscarina disegnata da Tobia Scarpa: legno massello di frassino, piani in legno curvato, forme morbide, curve leggere, incastri arditi, poca colla, nessuna vernice.